
Giuliano Rossi, 54enne sommelier, imprenditore e enotecario romano è il nuovo presidente di Vinarius, l’Associazione Enoteche Italiane. Succede a Andrea Terraneo, rimasto in sella per 12 anni. L’assemblea dei soci ha anche nominato i nuovi membri del CdA. I vicepresidenti della sezione enoteche sono Silvia Angelozzi (Alba Adriatica) e Domenico Terruli (Martina Franca).
Titolare dell'enoteca con cucina La Fiaschetta dal 2001 e del ristorante The Garage Bistrot dal 2020, Rossi è socio di Vinarius dal 2013, consigliere dal 2022 e oggi primo presidente romano categoria enoteche con mescita a ricoprire questo incarico. Prima di lui, un altro romano, Marco Trimani, ha guidato l'associazione nel periodo 1991-1996. Rossi ha inoltre riaperto lo scorso giugno il Café Odeon-Bar à Vin a Marina di San Nicola, esattamente 110 anni dopo l'inaugurazione del locale dei bisnonni. Un progetto che unisce memoria e futuro, e che rappresenta la sua visione di enoteca come luogo di cultura, incontro e convivialità.
"Assumo il nuovo incarico di presidente con rispetto, responsabilità e riconoscenza verso Andrea Terraneo – dichiara Giuliano Rossi -, che ha guidato l'associazione con dedizione e visione per dodici anni. Vinarius mi ha insegnato l'importanza di unire passione e formazione continua. Il mio impegno sarà dare voce a tutte le anime dell'enoteca italiana: dalla vendita alla degustazione, dalla formazione alla promozione culturale. Vinarius deve continuare a essere un punto di riferimento per chi crede nel vino come patrimonio, racconto e esperienza. Insieme possiamo rafforzare la rete, valorizzare le eccellenze e i territori, creare nuove opportunità per le enoteche italiane, in Italia e nel mondo, con una visione proiettata al futuro”.
"È stato un privilegio guidare Vinarius in questi anni – afferma il presidente uscente Terraneo -; la mia scelta è stata quella di proseguire lungo il percorso tracciato dai miei predecessori, Francesco Bonfio e Gigliola Bozzi Gaviglio, puntando con determinazione sulla formazione. In questi anni abbiamo costruito un calendario di stage sempre più fitto, con viaggi formativi in territori vitivinicoli italiani e internazionali, anche meno noti, come Alsazia o Bulgaria. Abbiamo dato vita a un osservatorio che ogni anno dialoga con le principali testate nazionali, offrendo dati e riflessioni utili al settore; abbiamo favorito il confronto tra enotecari, creando occasioni di scambio e crescita professionale. La formazione resta il cuore del nostro lavoro: solo investendo sulla preparazione dei soci possiamo formare al meglio il consumatore finale".
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