
Continua la crescita delle etichette made in Italy nel mercato dei vini pregiati. In una congiuntura non certo favorevole per il settore enologico, stretto tra dazi e crisi, gli acquirenti di vini di pregio preferiscono affidarsi a “porti sicuri”, come Francia, Italia, Spagna e Stati Uniti. Ed ecco che in cima alle preferenze, dopo la Francia è l’Italia a recitare un ruolo da protagonista, piazzandosi al secondo posto nella classifica Liv-ex di quest’anno (dedicata alle principali etichette di vini del mercato secondario) con 86 vini (+19 nell’ultimo biennio).
L'Italia rappresenta ora il 18,6% dei vini in lista, con la Toscana al terzo posto dopo Bordeaux e Borgogna con 45 vini (circa il 13,5% di tutti i vini iscritti), davanti al Piemonte con 36 (10,8%). Di questi, 9 si collocano in prima fascia. Nella lista sono rappresentati anche il Veneto con 3 vini e Umbria e Abruzzo con 1 vino ciascuno.
Come detto, la Francia è al vertice della classifica con 207 etichette, di cui 48 in prima fascia (vini da oltre 3300 euro) e 85 nella seconda fascia (vini tra 900 e 3300 euro) con il Bordeaux che piazza 106 vini sui 332 nella classifica complessiva, anche se la Borgogna conta il numero maggiore di etichette in prima fascia (33).
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