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Brunello Forma, scienza, territorio e degustazione nella nuova narrazione di Montalcino

Brunello Forma, scienza, territorio e degustazione nella nuova narrazione di Montalcino

di redazione | 5 Settembre 2025

In vista dell’edizione 2025 di Benvenuto Brunello, si conferma il progetto Brunello Forma che intreccia dati climatici, geografia viticola e degustazioni professionali. Operazione culturale, tecnica e comunicativa per produttori e operatori della filiera. Bartolommei: “dopo il rodaggio, doppio canale di valutazione”.

Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino ha voltato pagina. Con il progetto Brunello Forma viene archiviato il tradizionale sistema delle “stelle” che per decenni ha sintetizzato il giudizio sulle annate. Al suo posto, un modello che intreccia dati climatici, geografia viticola e degustazioni professionali. Un’operazione culturale, tecnica e comunicativa – sperimentata nel 2024 e confermata per la prossima edizione di Benvenuto Brunello, in programma per novembre 2025 - che ambisce a restituire la complessità del territorio e ad affrontare le sfide del cambiamento climatico con strumenti aggiornati.

“Era necessario un paradigma basato su dati oggettivi, autorevoli e non autoreferenziali”, spiegava al Vinitaly il past-president del Consorzio Fabrizio Bindocci. E Andrea Lonardi, Master of Wine e co-ideatore del progetto, chiarisce la scelta del nome: “Forma è la parola, presa dall’Enciclopedia dantesca, con cui vogliamo descrivere la struttura di ogni vendemmia: integra il clima nel bicchiere”.

un momento della presentazione della nuova mappa geoviticola di Montalcino al Vinitaly 2025
un momento della presentazione della nuova mappa geoviticola di Montalcino al Vinitaly 2025

DAL TRAMONTO DELLE STELLE ALLA “FORMA” DEL BRUNELLO

La decisione di superare le stelle, maturata nel 2021, è frutto di un percorso condiviso tra istituzioni, tecnici, accademici e degustatori internazionali. Tre gli obiettivi evidenziati da Lonardi: allargare gli orizzonti interpretativi, andando oltre i confini consueti; innovare sotto regia istituzionale, mantenendo salda la leadership del Consorzio; accrescere la conoscenza profonda del territorio, restituendone la ricchezza e la varietà.

Forma non vuole sostituirsi alla critica tradizionale, ma dialogare con essa, offrendo strumenti interpretativi più solidi e radicati nella realtà del clima e del paesaggio.

UN MOSAICO AMBIENTALE SOTTO OSSERVAZIONE

Montalcino è uno dei territori vitivinicoli più complessi d’Italia. La sua geologia spazia da terreni antichissimi di 600 milioni di anni fa a suoli di poche migliaia di anni, generando una molteplicità di caratteri pedologici perfino all’interno di un singolo vigneto: in un ettaro possono convivere fino a dieci tipologie di suolo diverse.

L’altitudine varia dai 100 ai 600 metri sul livello del mare, mentre la morfologia crea una moltitudine di esposizioni. Il risultato è una costellazione di microclimi che incidono in maniera diretta sulla vite e sul vino.

il terroir di Montalcino è influenzato da una grande varietà di contesti geoclimatici
il terroir di Montalcino è influenzato da una grande varietà di contesti geoclimatici

Il partner tecnico del progetto, Copernico, opera da trent’anni a Montalcino nella raccolta e analisi di dati meteoclimatici e pedologici. Dal 2019 ha attivato 40 stazioni meteo distribuite sul territorio che, incrociate con le esposizioni e le altimetrie, hanno permesso di individuare 40 classi di diversificazione dei vigneti.

Questa rete ha reso possibile la ricostruzione di una serie storica 1996-2024, calibrata sulle superfici realmente vitate rappresentate da ciascuna centralina. La metodologia è stata validata dai professori Luigi Mariani e Gabriele Cola e si arricchirà ulteriormente con il contributo delle aziende locali e dell’Università di Firenze.

INDICI CLIMATICI DI NUOVA GENERAZIONE – LA PROVA SULL’ANNATA 2020

Il modello di Brunello Forma non si limita a pluviometria e temperature: introduce parametri innovativi come le ore non normali di calore e le ore di stress termico. Per il 2020, osserva Lonardi, “queste ultime non hanno mai superato la media storica di Montalcino, segnalando una stagione apparentemente calda ma in realtà equilibrata per il sangiovese”.

Le ondate di calore, quattordici giorni oltre i 35 gradi distribuiti in due fasi, sono state mitigate da piogge tempestive, evitando blocchi vegetativi e preservando i precursori aromatici.

La vendemmia 2020 è stata dunque il banco di prova inaugurale del nuovo sistema. Una stagione priva di gelate invernali, con una primavera asciutta, 543 millimetri di pioggia distribuiti nei mesi chiave (giugno e agosto), poche ondate di calore e un’altitudine capace di fare da cuscinetto termico.

Chi ha raccolto entro la seconda decade di settembre ha colto frutti precisi, compatti e stratificati; chi ha vendemmiato più tardi ha dovuto fare i conti con piogge abbondanti. Nel complesso, la maturazione fenolica è stata regolare, evitando eccessi alcolici e garantendo equilibrio.

UN PANEL AL LAVORO NEL CALICE

Per tradurre la complessità climatica in linguaggio sensoriale il Consorzio ha convocato otto Master of Wine provenienti da Italia, Stati Uniti e altri Paesi, selezionati per diversità di età, background e cultura. Prima di affrontare i campioni 2020, sono stati calibrati su dieci annate precedenti (2010-2019).

I 57 campioni di Brunello 2020, degustati alla cieca, hanno prodotto 456 note che sono confluite in una sintesi corale di tre aggettivi per un’annata sicuramente ottima: accattivante, brillante, succulenta.

anche il momento della degustazione, con il coinvolgimento dei Master of Wine, è parte del percorso di riflessione sull'annata
anche la degustazione, con il coinvolgimento dei Master of Wine, è parte del percorso di riflessione sull'annata

Accattivante: il carattere elegante e attraente forgiato da un’estate luminosa ma non stressante. Brillante: la vivacità olfattiva del frutto. Succulenta: il perfetto equilibrio fra acidità, tannini e calore alcolico.

Le schede concordano su tannini raffinati e levigati, acidità rinfrescante, struttura densa e versatilità gastronomica. Vini godibili fin d’ora ma con una solida capacità di invecchiamento, sostenuta da polifenoli e antociani abbondanti. E le osservazioni dei degustatori di Vinonews24 ne confermano l'attrattività.

CARTA GEOVITICOLA E DIVERSITÀ STILISTICA

L’analisi climatologica spiega le differenze stilistiche dell’annata: i versanti più alti e ventilati hanno dato vini delicati, croccanti e floreali, mentre i suoli più caldi e profondi hanno prodotto versioni più corpose e voluminose.

La ricchezza in sostanze coloranti e tanniche accredita i Brunello 2020 di un percorso evolutivo lungo, capace di sviluppare nuove sfumature aromatiche negli anni.

Se Forma fotografa la variabile annata, la nuova carta geoviticola di Montalcino rappresenta la bussola stabile del territorio. Realizzata dal Consorzio con Copernico e i Master of Wine, stratifica dati su suoli, altitudini, esposizioni, venti e clima in un unico documento.

“La realizzazione della carta geoviticola nasce dall’esigenza di dotarsi di uno strumento che identifica e descrive in maniera chiara il nostro territorio”, sottolineano dal Consorzio. Per Gabriele Gorelli e Andrea Lonardi, questo strumento è “benchmark internazionale e strumento utile a ogni azienda per collocarsi nel proprio contesto”.

la mappa geoviticola di Montalcino
la mappa geoviticola di Montalcino

Il Consorzio prevede inoltre di implementare ulteriormente la rete di centraline, ampliare gli indici climatici e coinvolgere le aziende nella condivisione dei dati. L’obiettivo è offrire ai produttori strumenti operativi per orientare scelte agronomiche e date di vendemmia in tempo reale, ma anche fornire ai critici chiavi di lettura più precise per correlare clima e profilo organolettico.

Dunque “Brunello Forma” non è solo una valutazione d’annata. È un’infrastruttura conoscitiva che unisce scienza del clima, geografia viticola e sensibilità degustativa. “Nel percorso di lavoro il Consorzio ha cercato di monitorare la percezione delle aziende nel rodaggio del progetto – evidenzia il presidente Giacomo Bartolommei – e i feedback sono stati molto positivi. Il lavoro sull’annata 2020 è stato il banco di prova e sembra funzionale, d’altro canto le aziende hanno richiesto di poter avere non solo commenti di degustazione, ma anche un approfondimento tecnico sull’annata (in passato era presente, ma lo scorso anno era stato accantonato). Per rispondere a queste esigenze, quest’anno è stata introdotta una doppia sessione di assaggio: una prima, interna, con la commissione di degustazione guidata dai Master of Wine Gorelli e Lonardi; una seconda, che vede coinvolti tutti i MW con l’aggiunta del presidente e del vicepresidente della commissione interna del Consorzio. In questo modo si intende offrire un approccio più completo, che unisca la visione esterna e quella interna, garantendo una valutazione più ampia e strutturata”.

Giacomo Bartolommei nuovo presidente del Consorzio Brunello di Montalcino
Giacomo Bartolommei, presidente del Consorzio Brunello di Montalcino

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