
Quella del 2025, iniziata in tutta Italia, potrebbe essere la migliore vendemmia degli ultimi anni, ma denominazioni e Consorzi non possono trarne piena soddisfazione, dovendo guardarsi le spalle, strette tra il peso dei dazi statunitensi, le difficoltà congiunturali del settore vinicolo e una programmazione che si fa sempre più complessa. Così anche Pinot Grigio delle Venezie e Primitivo di Manduria- come l'Asti in Piemonte e il Verdicchio Castelli di Jesi nelle Marche - agiscono per autotutelarsi e pianificare il futuro, scegliendo la via dello stop a nuovi impianti.
Le Regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento hanno approvato la proroga di un anno, fino al 31 luglio 2026, della richiesta di sospensione dell'iscrizione dei vigneti di Pinot Grigio Doc delle Venezie allo schedario vitivinicolo come di altre denominazioni territoriali aventi tipologia varietale Pinot Grigio.
La misura consentirà al Cosorzio di lavorare per la definizione di un nuovo percorso strutturale in vista del successivo periodo di applicazione della misura. Si tratta di un passo necessario per dare continuità alle politiche di governo dell'offerta che hanno finora garantito stabilità alla filiera del Pinot Grigio del Triveneto, realtà che rappresenta l'85% del Pinot Grigio nazionale e il 43% di quello mondiale.
"Si tratta di un approccio strategico che ci consentirà di definire, in maniera condivisa sul territorio e nell'ambito del tavolo interregionale del Pinot Grigio, un nuovo piano triennale di gestione dell'offerta, in grado di contribuire alla stabilità della filiera Doc Delle Venezie e al mantenimento del valore del Pinot Grigio – afferma Luca Rigotti, presidente del Consorzio Doc Delle Venezie - Riteniamo inoltre che il tavolo di lavoro Pinot Grigio, fortemente voluto dal nostro Consorzio, sia lo strumento più adatto per dare risposta al sistema interregionale, nell'ambito del quale condividere, unitamente alle amministrazioni regionali e provinciale, che ringrazio per il loro lavoro e supporto, i fabbisogni, la visione e le proposte dei Consorzi. L'obiettivo, soprattutto nell'attuale congiuntura di incertezza sul fronte politico e economico, è quello di mantenere in equilibrio la domanda e l'offerta di mercato, con effetti sul valore del primo vino bianco fermo delle nostre esportazioni e una grande ricchezza per il nostro territorio vitivinicolo".

Inoltre, con l'obiettivo di completare e ottimizzare il sistema delle misure di gestione, il Consorzio Doc Delle Venezie ha presentato inoltre alle amministrazioni regionali e alla Provincia autonoma di Trento un’istanza volta all'abbassamento della resa per ettaro e allo stoccaggio della produzione, misure utili a monitorare in maniera più efficace i volumi e le giacenze.
"L'inserimento di una data limite di riclassificazione in ingresso – dice Stefano Sequino, direttore del Consorzio DOC Delle Venezie – ci ha consentito e ci consentirà di monitorare con maggiore attenzione e capacità di analisi i volumi di Pinot Grigio che provengono da altre denominazioni di origine coesistenti nel territorio del Triveneto, sollecitando tra l'altro una migliore programmazione delle operazioni di cantina ma anche una maggiore rivendicazione delle uve Pinot Grigio”.
Percorso analogo quello intrapreso dal Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, che, a tutela e rafforzamento della denominazione, ha varato un piano operativo che prevede di contenere la produzione attraverso la sospensione delle nuove iscrizioni allo schedario viticolo, bloccare le autorizzazioni per nuovi impianti, rafforzare le campagne promozionali nei mercati esteri e avviare una comunicazione strutturata contro la crescente disinformazione sul vino.
"Il settore vitivinicolo italiano rappresenta un pilastro fondamentale per l'economia nazionale e un simbolo imprescindibile dell'identità italiana nel mondo – sostiene Novella Pastorelli, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria - Per questo motivo, va difeso con la massima determinazione, anche contro le spinte proibizioniste e contro quel luogo comune, sempre più diffuso all'estero, che dipinge il vino come un nemico della salute. In questa direzione, va proseguito il dialogo e il confronto con gli Stati Uniti per far comprendere appieno il valore unico, autentico e insostituibile dei nostri prodotti di eccellenza e tutelare l'interesse economico del nostro settore vitivinicolo, ma anche per rafforzare il legame culturale e commerciale che unisce l'Italia agli USA, un mercato chiave in cui la qualità e la tradizione dei nostri vini rappresentano un patrimonio da preservare e promuovere”.
Il Primitivo di Manduria esporta circa il 22% della sua produzione negli Stati Uniti, un mercato strategico dove difficilmente i vini locali possono sostituirlo.

"Dal canto nostro – prosegue Pastorelli – ribadiamo l'urgenza di adottare misure coordinate e tempestive quali una regolazione della produzione che garantisca equilibrio e qualità e un rafforzamento delle campagne promozionali sui mercati internazionali. Nel frattempo è necessario, da una parte, adeguarsi alle nuove condizioni riducendo la produzione, anche con il blocco delle autorizzazioni per nuovi vigneti, per garantire una giusta remunerazione alla base; dall'altra, serve accelerare con campagne promozionali straordinarie e mirate".
In linea con questa strategia, il Consorzio ha ottenuto la sospensione dell'iscrizione allo schedario viticolo delle superfici di Primitivo per la rivendicazione della Doc Primitivo di Manduria e della Docg Primitivo di Manduria dolce naturale per le campagne vendemmiali dal 2025/2026 al 2029/2030.
"Questa decisione, presa su nostra proposta, è un atto di responsabilità e visione strategica a tutela della denominazione – sottolinea la presidente – volta a mantenere un equilibrio strutturale tra domanda e offerta, salvaguardando il valore del prodotto, la sua riconoscibilità sul mercato, la qualità che da sempre lo caratterizza e la sostenibilità economica delle imprese coinvolte. Con questa misura, che incide direttamente sul potenziale produttivo, puntiamo a contenere l'espansione delle superfici rivendicabili e a rafforzare, in modo concreto e duraturo, la posizione del Primitivo di Manduria Dop a livello nazionale e internazionale".
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