
Le Indicazioni Geografiche (IG) rappresentano oggi uno degli strumenti più efficaci per la tutela dell’origine e della qualità dei prodotti, nonché per la valorizzazione del patrimonio culturale e gastronomico. Con 42 riconoscimenti Dop e 8 Igp dedicati all’olio d’oliva, il settore olivicolo italiano si distingue nel panorama europeo, pur avendo ancora un ampio potenziale inespresso: solo una parte limitata della produzione nazionale è infatti attualmente certificata. Ed è proprio per mettere in luce i benefici che le Indicazioni Geografiche possono offrire all’intero settore, che la seconda edizione di Evolio Expo - in programma dal 29 al 31 gennaio 2026 alla Nuova Fiera del Levante di Bari – dedicherà ampio spazio al loro ruolo strategico, coinvolgendo i principali consorzi di tutela regionali e promuovendo un confronto ad ampio spettro sul futuro delle filiere certificate.
Durante le tre giornate – organizzate da Senaf per conto di Nuova Fiera del Levante – il tema delle Indicazioni Geografiche sarà affrontato attraverso talk, convegni e incontri istituzionali che vedranno la partecipazione di rappresentanti dei consorzi di tutela, esperti del settore e stakeholder della filiera, con l’obiettivo di rafforzare il sistema delle Dop e Igp e promuovere modelli organizzativi più efficaci.
“Le Indicazioni Geografiche – spiega Paolo De Castro, professore di economia agraria all’Università degli Studi di Bologna - sono uno strumento potente di valorizzazione e distinzione dell’agroalimentare italiano, in grado di legare in modo autentico il prodotto al territorio e alla sua identità culturale. Nel comparto olivicolo, nonostante la presenza di numerose Dop, solo una piccola parte della produzione viene certificata. Questo significa che esiste ancora un enorme potenziale inespresso: occorre rafforzare l’organizzazione commerciale e la capacità di filiera, affinché i produttori possano sfruttare appieno i benefici offerti dalle IG, sia in termini economici che di riconoscibilità sui mercati internazionali”.
Secondo De Castro, la vera leva di attivazione di questo sistema è rappresentata dai consorzi. “Il nuovo regolamento europeo – dice - ha attribuito ai consorzi di tutela un ruolo centrale non solo nel controllo e nella promozione delle denominazioni, ma anche nello sviluppo di attività legate all’enoturismo e alla narrazione del prodotto. Tuttavia, il Mezzogiorno sconta ancora un ritardo organizzativo rispetto al centro-nord: qui è fondamentale investire in strumenti che favoriscano l’aggregazione, la governance condivisa e la presenza attiva dei consorzi sui mercati”.
In queste aree, iniziative come Evolio Expo possono rappresentare una vetrina per avvicinare i consumatori ai produttori. “È fondamentale che questi appuntamenti coinvolgano buyer qualificati e contribuiscano a far conoscere i territori attraverso il prodotto – aggiunge De Castro -, mettendo in luce anche gli aspetti culturali, paesaggistici e identitari legati alla storia locale. Solo così si può rafforzare quel legame tra qualità certificata, territorio e narrazione, che è la chiave per valorizzare le nostre produzioni sui mercati globali”.

L’Italia, così come altri stati membri, sta attivando misure specifiche per accompagnare i consorzi di tutela nelle nuove funzioni che il regolamento europeo attribuisce loro. Si tratta di fondi per la promozione, sostegni diretti dal Ministero, strumenti di tracciabilità più avanzati e l’introduzione di un sigillo di stato per rafforzare la protezione legale delle denominazioni contro imitazioni ed evocazioni indebite. “Tutto questo – evidenzia Paolo De Castro – serve a rendere le produzioni certificate più riconoscibili e più forti nel competere sui mercati globali, offrendo a chi aderisce al sistema IG un accesso più facile alle opportunità di sviluppo”.
Accanto all’approfondimento sul sistema delle Indicazioni Geografiche del mondo olivicolo, Evolio Expo 2026 approfondirà tre macro-temi strategici per il settore e che caratterizzano il nostro paese: il valore salutistico dell’olio extravergine d’oliva, il suo legame con il paesaggio e l’identità dei territori e le potenzialità dell’oleoturismo come leva di crescita per le economie locali.
In calendario anche incontri b2b e business matching, che metteranno in contatto i produttori italiani con delegazioni di buyer provenienti da Europa, Stati Uniti, Asia e Medio Oriente, con l’obiettivo di creare nuove opportunità commerciali e consolidare il posizionamento competitivo dell’olio evo certificato nei mercati globali. Un focus specifico sarà dedicato al coinvolgimento degli attori del canale horeca e della gdo, sia italiani sia internazionali, con l’obiettivo di creare connessioni concrete tra produttori e mercato.
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