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Fine Wines, indici Liv-ex luglio 2025 ancora giù. A parte Italy 100, indicatori in discesa. Ma si avvicina reset equilibrio domanda-offerta.

Fine wines, indici Liv-ex ancora giù a luglio, ma "la svolta è imminente"

di redazione | 18 Agosto 2025

A parte l’Italy 100, tutti gli indicatori sono in discesa. Da inizio anno, il Liv-ex Fine Wine 100 è in calo del 4,9% (-26,6% dal 2022). Ma un reset dell’equilibrio domanda-offerta sembra essere vicino. Acquirenti USA e Asia vero ago della bilancia.

Le turbolenze dei mercati enologici continuano a investire anche i vini di alta gamma, in un 2025 che fino ad oggi non ha ribaltato i segnali di crisi emersi lo scorso anno.
Gli indici Liv-ex, riferimento per il monitoraggio del mercato secondario dei fine wines, hanno fatto registrare un calo generale delle performance anche a luglio 2025, fatta eccezione per l'indice Italy 100. Tra gli altri, il Bordeaux 500 ha perso l'1,1%, trainato in particolare dal Second Wine 50 e dal Right Bank 100, mentre il Burgundy 150 e lo Champagne 50 hanno registrato un modesto calo dello 0,2%.
Più in generale, rispetto a giugno il numero di scambi è aumentato del 10,3%, il volume del 6,7%, con i vini provenienti da regioni diverse da quelle principali (Bordeaux, Borgogna, Champagne, Italia, Rodano e Stati Uniti) che hanno rappresentato il 13,8% del volume totale di luglio, la percentuale più alta da giugno 2020. Il valore totale degli scambi è diminuito però del 2,4%.
Nelle movimentazioni di mercato, sotto la lente finiscono forzatamente i clienti statunitensi. Con il 15% che sembra rappresentare ad oggi il tetto massimo dei dazi imposti dal governo Trump, gli acquirenti nordamericani rientrano cautamente in circolo, registrando il 15,5% degli scambi (rispetto al 10,8% di giugno, ma ben al di sotto dei livelli pre-dazi).
Rimane tutto sommato un mercato dominato dagli acquirenti, con i venditori che hanno innescato un record del 45% degli scambi negli ultimi 3 mesi.

Gli indici Liv-ex hanno fatto registrare un calo generale delle performance dei fine wines anche a luglio 2025. Il valore totale degli scambi è diminuito del 2,4%.MAGGIORE PROPENSIONE ALLA SPESA E PREZZI PIÙ EQUI: COSÌ RIPARTE IL MERCATO

L'indice Liv-ex Fine Wine 100 è in continua discesa. Da inizio anno è in calo del 4,9%, addirittura dal 26,6% rispetto al picco del settembre 2022. Chiaro sintomo di una domanda debole, del ricorso a prezzi di lancio eccessivamente ambiziosi e del ritiro di un segmento di acquirenti, su tutti quelli degli Stati Uniti.
Ma proprio per il fatto che, anche per il mercato del vino, le crisi hanno una durata ciclica, il livello più basso potrebbe essere stato raggiunto e, dopo una recessione infinita, il punto di svolta essere dietro l’angolo.
Un’indicazione in questo senso, unita a timidi segnali di una maggiore propensione alla spesa, arriva dai principali indici azionari, che stanno toccando i massimi storici. Basta per dire che, finalmente, si avvicina un reset dell'equilibrio tra domanda e offerta? Una risposta è ancora prematura, però fa ben sperare il rapporto bid/offer complessivo della borsa (in valore), che si attesta attualmente a 0,15. Durante la crisi finanziaria del 2008, quando il Fine Wine 100 ha registrato il suo calo più netto di sempre, il rapporto era pari a 0,1. Ci stiamo dunque avvicinando alle condizioni giuste per una risalita.

"Dopo tre anni di recessione, è facile perdere di vista il fatto che il vino pregiato è un mercato come tutti gli altri: ciclico – spiega Sophia Gilmour, analista di mercato di Liv-ex - I prezzi raggiungeranno un livello a cui gli acquirenti non potranno resistere, domanda e offerta si riequilibreranno e il mercato si riprenderà. Certo, la fiducia dovrà essere ricostruita tra venditori e acquirenti ora scettici, ma questo non significa che la domanda di vino sia anelastica. Ai prezzi giusti, esiste una domanda sufficiente a stimolare la ripresa e, dopo mesi e mesi di calo, ci avviciniamo a essa. Dato che il mercato più ampio ha ormai recuperato gran parte del suo rialzo durante il Covid, sembra improbabile si possa continuare a scendere".

Con i tassi di interesse in calo e i potenziali consumatori che guadagnano sui titoli azionari, potrebbe presto esserci liquidità da spendere per fine wines venduti, finalmente, al giusto prezzo. Inoltre, più rapidamente gli acquirenti statunitensi (e asiatici) torneranno sul mercato, più breve sarà il percorso di ripresa.

Rispetto a giugno il numero di scambi a luglio 2025 è aumentato del 10,3%, il volume del 6,7%, con i vini provenienti da regioni diverse da quelle principali che hanno rappresentato il 13,8% del volume totale degli scambi

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