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Filiera vino e governo, nuova strategia comune per rilancio settore tra dazi e difficoltà. A Palazzo Chigi definita campagna di valorizzazione

Filiera vino e governo, nuova strategia comune per rilancio settore tra dazi e difficoltà

di redazione | 6 Agosto 2025

Sensazioni positive dal tavolo di confronto convocato a Palazzo Chigi dal Ministro del Masaf Lollobrigida. Definita una campagna condivisa di comunicazione e valorizzazione del vino come eccellenza produttiva e culturale italiana.

Una visione e un piano d'azione condiviso per sostenere e promuovere il vino italiano, patrimonio culturale e pilastro dell'economia nazionale, salvaguardando il comparto dagli attacchi ideologici del neo-proibizionismo provenienti da alcuni ambienti europei e sovranazionali, oltre che uno sguardo sull'attualità, dai rapporti commerciali con gli Stati Uniti alla vendemmia già in corso in alcune aree del paese.
Sono questi i punti principali della strategia comune emersa dal tavolo interministeriale del vino tenutosi a Palazzo Chigi tra i rappresentanti della filiera vitivinicola italiana – Alleanza Cooperative Agroalimentari, Assoenologi, CIA-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini, Unione Italiana Vini –, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) Francesco Lollobrigida, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il Sottosegretario di Stato alla Salute Marcello Gemmato.
L'incontro segna l'avvio di un nuovo percorso strategico per la definizione di una campagna di comunicazione istituzionale, con l'obiettivo di tutelare il vino e l'intero settore vitivinicolo, pilastri dell'economia e dell'identità nazionale (8,1 miliardi di euro di export nel 2025, +5,5% sull’anno precedente), rafforzandone il valore autentico sia sul mercato interno che nello scenario globale.

L'incontro ha ribadito la necessità impellente di una risposta nazionale unitaria, strutturata e incisiva per contrastare tendenze allarmistiche e proibizioniste che si registrano a livello internazionale. Ciò anche in vista della definizione dell'aggiornamento della Dichiarazione delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili, attesa per la fine del prossimo settembre.

"Il Governo intende continuare a sostenere in maniera concreta un settore fondamentale per l’economia italiana e che non possiamo permetterci di disperdere – dichiara il ministro Lollobrigida - Con ColtivaItalia abbiamo messo in campo un miliardo per rafforzare l'autonomia produttiva dell'agricoltura italiana e sostenere in modo strutturale settori chiave come quello del vino. Siamo determinati a difendere le nostre eccellenze a fianco dei produttori che ogni giorno contribuiscono alla crescita economica dell’intera nazione”.

DA VINITALY A FIVI: “RILANCIARE VALORE CULTURALE E SOCIALE DEL VINO”

I componenti del tavolo della filiera del vino, espressione del comparto produttivo italiano, hanno sottolineato l'urgenza di sostenere una comunicazione che rimetta al centro i valori culturali e sociali del vino: un prodotto che è espressione di storia, tradizione e legame indissolubile con il territorio e le comunità locali. Tale iniziativa dovrà promuovere con chiarezza la cultura del bere responsabile, ispirato ai princìpi di moderazione e convivialità tipici della dieta mediterranea e dovrà veicolare un messaggio chiaro e autorevole, fondato su un approccio trasparente e oggettivo, basato sulle più recenti evidenze scientifiche.

per il presidente di Veronafiere Federico Bricolo la promozione del vino italiano all'estero non può prescindere da una visione corale, in grado di unire imprese, consorzi, associazioni e istituzioni.
il presidente di Veronafiere Federico Bricolo (credits Masaf)

“Vinitaly è da sempre uno strumento al servizio delle imprese, delle istituzioni e, oggi più che mai, vuole rafforzare la propria azione a sostegno del sistema vitivinicolo del paese – dichiara il presidente di Veronafiere Federico Bricolo - Insieme possiamo affrontare le molte sfide attuali, non ultima quella dei dazi negli Stati Uniti. Ringrazio pertanto il governo per la grande attenzione dimostrata a questo tavolo di ascolto al quale è stato invitato anche Vinitaly. La nostra partecipazione testimonia come la promozione del vino all'estero non possa prescindere da una visione corale, in grado di unire imprese, consorzi, associazioni e istituzioni. In questo scenario servono massa critica, visione strategica e coordinamento per affrontare l'impatto dei dazi senza disperdere risorse o opportunità. Vinitaly è pronto a fare la sua parte al fianco delle aziende e delle politiche nazionali, per difendere un mercato strategico come quello americano che con 1,9 miliardi di euro in valore nel 2024 vale da solo quasi un quarto dell'intero export vinicolo italiano”.
L’esigenza primaria è tutelare uno die principali simboli del Made in Italy. “Ciò impone risposte coordinate, e gli interventi fatti da tutti i presenti al tavolo del vino dimostrano una voglia di procedere uniti in questa direzione – conclude Bricolo – Dalla necessità di rafforzare la promozione nei mercati maturi ed emergenti, alla difesa del valore culturale del vino contro pregiudizi e disinformazione: in questo contesto, Vinitaly rappresenta la piattaforma comune per dare voce e forza al nostro vino nel mondo”.

Anche la presidente di FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) Rita Babini sottolinea l’importanza di interventi strutturali che accompagnino il mondo del vino verso innovative strategie di comunicazione e promozione e verso una riforma del modello produttivo, adattandosi alle condizioni di mercato di oggi e di domani.
“Facilitare le vendite ai privati, dando pieno sviluppo al libero commercio tra i Paesi dell’Unione europea; attività di promozione e sostegno alle imprese per una diversificazione dei mercati, semplificando l’accesso alle misure per le aziende di medie e piccole dimensioni, oggi di fatto escluse; nuove misure di promozione a livello intracomunitario. Sono solo alcune delle misure che proponiamo di mettere in campo, certi della condivisione da parte di tutta la filiera – evidenzia Babini - Apprezziamo e sosteniamo lo sforzo del governo nel difendere la viticoltura e il vino come patrimonio economico, sociale e culturale del nostro Paese, anche attraverso la promozione di una
possibile campagna istituzionale. Grazie a questo sforzo, i protagonisti del mondo del vino potranno essere messi nelle condizioni migliori per muoversi nei mutati contesti di mercato, di fronte a nuovi modelli di consumo e a diverse aspettative generazionali. Il vino ha un futuro da costruire, non solo un passato da difendere, e i vignaioli di FIVI sono pronti a fare la loro parte”.

anche la presidente di FIVI Rita Babini sottolinea l’importanza di interventi strutturali che accompagnino il mondo del vino verso innovative strategie di comunicazione e promozione e verso una riforma del modello produttivo
la presidente di FIVI Rita Babini (credits Masaf)

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