
Matilde Poggi è una mujer vertical - stride un po’ declinato al femminile ma rende l'idea. Già presidente dei Vignaioli Indipendenti Fivi e della confederazione europea CEVI, con la sua azienda Le Fraghe è produttrice di vino da uve biologiche nella doc Bardolino e lavora con le idee chiare e lo sguardo lungo.
Donna tutta d'un pezzo, da innamorata del vino rosa ne è diventata ambasciatrice da decenni - perché il rosa non è una via di mezzo, né una terza via figlia del caso e dell'improvvisazione. È una tipologia di vino, più nota ed apprezzata tra i cugini d'oltralpe, ma che anche in Italia si sta facendo spazio. E non a caso Matilde è entrata nel sodalizio Rosés de Terroirs – associazione internazionale nata in Francia nel marzo 2021.
I suoi mantra? Solo tappo a vite da quindici anni, solo lieviti indigeni, nessun contatto col legno. E poi vasche di cemento e anfore diverse per diverse porosità e quindi diverso scambio di ossigeno. La sua scommessa più grande? Dimostrare che il tempo può conferire ai vini rosa complessità e intensità di particolare piacevolezza.

Una dimostrazione della complessità del vino rosa e della sua capacità di evolvere nel tempo con profondità viene dall’assaggio in verticale di Traccia di Rosa, il Chiaretto di Bardolino DOC uscito con prima annata la 2019. Analogamente conferme vengono dagli assaggi dell’altro Chiaretto, il Ròdon.
Traccia di Rosa viene prodotto da uve corvina (90%) e rondinella (10%) selezionate e raccolte a mano nella vigna Ronchilonghi di Affi, nasce poi da un giorno di macerazione in cemento, pressatura senza buccia, fermentazione spontanea e affinamento in cemento per 12 mesi.
Naso di frutta a bacca rossa, agrume. Buona intensità e complessità. Bocca avvolgente, frutto croccante, intenso, persistente.
Simili alla 2023, con una di leggera speziatura e sentori di frutta secca.
Stupefacente, con un colore brillante e naso simile ai più giovani predecessori, ma leggermente più balsamico. Bocca piena, intensa, fine, persistente. Amaricante sul finale.
Gioca sulle stesse corde sensoriali, ma il naso e la bocca sono leggermente stanchi.
Si abbina a coniglio in “tecia” con erbette aromatiche, gazpacho andaluso, bigoli con l’anatra, anguilla in umido, casunziei all’ampezzana.

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