
Le performances dei top exporter di vino nel primo trimestre 2025 confermano il momento di incertezza che permane sui principali mercati di consumo. Secondo un'analisi condotta da Denis Pantini, responsabile agrifood e wine monitor Nomisma, al di là delle crescite di pochi decimali rispetto allo stesso trimestre 2024, si registrano cali significativi nell’export di vino spagnolo e cileno, mentre per Francia e Nuova Zelanda gli aumenti fanno seguito a un 2024 di calo, denotando così una sorta di “rimbalzo tecnico”.
Emerge l’Australia con due crescite consecutive, ma anche in questo caso si tratta di un recupero influenzato, come risaputo, dall’eliminazione dei “superdazi” cinesi avvenuta da marzo 2024. In altre parole, l’Australia sta ancora cavalcando un’onda che dai prossimi mesi dovrebbe però esaurirsi.
E l'Italia? In questo scenario poco edificante, evidenzia un modesto incremento di quasi l’1% nel valore del vino esportato nel primo trimestre 2025 rispetto allo stesso periodo 2024, che fa seguito all’aumento di quasi il 6% avvenuto nell’anno passato.
Guardando all’interno di questa leggera crescita, si scopre come l’intera categoria sia degli spumanti che dei vini fermi porti a casa una variazione in linea alla media; salvo il caso del Prosecco, che, ancora una volta, sembra esprimere una forza relativa superiore mettendo a segno un +5%, per quanto distante dal +11% dell’anno scorso.
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