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UK, nuova frontiera dei vini bianchi pregiati. Patrick Schmitt, direttore della testata The Drinks Business, analizza l’ascesa del settore.

UK, la nuova frontiera dei vini bianchi pregiati

di redazione | 24 Giugno 2025

Patrick Schmitt, direttore della testata The Drinks Business, analizza l’ascesa, per certi versi inaspettata, di un mercato che ha come fiore all’occhiello i vini della Crouch Valley, tra cui Marbury, uno Chardonnay invecchiato in botte del 2023.

“Se mi aveste chiesto dieci anni fa se l'Inghilterra sarebbe stata in grado di produrre vini bianchi pregiati e adatti all'invecchiamento avrei detto di no. Ora invece la mia opinione è totalmente diversa”. Patrick Schmitt, direttore di The Drinks Business, testata internazionale di riferimento per notizie, analisi e tendenze sull’industria delle bevande, approfondisce le ragioni della crescita del settore dei vini bianchi pregiati in UK, un’"esplosione" per certi versi inattesa, ma che si fonda su lungimiranza imprenditoriale e innovazione. E un sapore fresco e vivace che contraddistingue soprattutto i vini della Crouch valley. Come Marbury, uno Chardonnay invecchiato in botte del 2023, in grado di soddisfare i palati più raffinati. Con un tocco a stelle e strisce.

“Nel tempo – spiega Schmitt - con un sorso di Chardonnay Kit's Coty di Chapel Down nel Kent prima, poi con il Guinevere di Gusbourne, prodotto con lo stesso vitigno e nella stessa contea, e, più di recente, con gli Chardonnay di Danbury Ridge nell'Essex, la mia idea sui vini britannici è cambiata. Oggi sono convinto che il Regno Unito possa produrre vini bianchi degni di un ottimo Chablis, ovvero di un livello che va dai premier ai grand cru, anche se non ancora sullo stesso piano dei grandi Chardonnay della Côte d'Or in Borgogna, o dei migliori vigneti della California”.

Schmitt è giunto a questa conclusione soprattutto dopo l’assaggio di una nuova etichetta, Marbury, uno Chardonnay invecchiato in botte del 2023. “A rendere elevate le mie aspettative - evidenzia il direttore di DB - c'era innanzitutto il fatto che l'enologo fosse Charlie Holland, che ha prodotto alcuni dei migliori vini fermi d'Inghilterra mentre era a Gusbourne oltre 10 anni fa. Poi la consapevolezza di lavorare con uve provenienti dalla Crouch Valley, ampiamente considerata la migliore zona per la produzione di Chardonnay e Pinot Nero nel Regno Unito. A darmi ulteriore fiducia è stato il fatto che questa nuova etichetta fosse sostenuta da Jackson Family Wines, azienda specializzata in Chardonnay fermentato in botte, che ha costruito il suo successo con Kendall Jackson Vintner's Reserve, lo Chardonnay più venduto negli Stati Uniti da oltre 30 anni. Holland poi mi ha assicurato di voler creare il miglior vino fermo inglese possibile, e non di imitare uno Chardonnay californiano o di qualsiasi altro luogo. Per questo ha puntato sui punti di forza del vino inglese, una deliziosa freschezza e una vivacità che lo rendono invitante da bere, con una gradazione alcolica del 12,5%".

Schmitt è giunto alla conclusione che la Gran Bretagna possa produrre grandi vini bianchi pregiati soprattutto dopo l’assaggio di una nuova etichetta, Marbury, uno Chardonnay invecchiato in botte del 2023.
una bottiglia di Marbury

Il vino presenta molti di quelli che stanno diventando i tratti distintivi dello Chardonnay inglese: freschi aromi di frutta, alcolicità moderata e una giusta acidità.
Lo Chardonnay di Marbury è sul mercato a un prezzo di circa 45 euro, costo che riflette anche il target di riferimento della famiglia Jackson, ovvero la vendita al dettaglio di lusso e in ristoranti raffinati.

Per Marbury, Holland ha collaborato con lo specialista vitivinicolo della Crouch Valley Duncan McNeill, che ha selezionato gli Chardonnay per l'annata 2023 da una serie di viticoltori tra i migliori della contea, oltre che dai suoi vigneti.

“Si può essere certi che Holland imbottiglierà uno Chardonnay Marbury ancora migliore in futuro – sostiene Schmitt - Ciò sarà possibile grazie all'aumento dell'età delle viti e a una più approfondita conoscenza dei migliori siti della Crouch Valley, oltre alla maturazione delle viti piantate dalla famiglia Jackson nella zona”.

Nel 2023 il gruppo ha acquistato 70 acri di terreno nella valle, di cui 30 piantati a vigneto l'anno scorso e altri 30 acri all'inizio di quest'anno.

Holland ha assicurato che ciò è stato fatto con l'obiettivo di produrre vini fermi di qualità, avendo piantato cloni di Borgogna sia per lo Chardonnay che per il Pinot Nero, oltre ad alcuni cloni di Spatburgunder.

UK, IL SEGRETO DELLA CROUCH VALLEY PER VINI BIANCHI DI PREGIO

Secondo Holland, il fattore determinante del successo dei vini bianchi della Crouch Valley è che la zona è la più calda, soleggiata e secca in UK, il che significa "che possiamo far maturare l'uva anche nelle annate meno favorevoli: così possiamo produrre un vino costantemente buono" spiega a DB.
I terreni di quest’area sono in grado di assorbire e trattenere l'acqua, fornendo alle viti la capacità di non disperdere i nutrienti durante i periodi di caldo e la siccità. Inoltre, durante i mesi di forti piogge, l'argilla del suolo ha anche la capacità di gonfiarsi e diventare impermeabile all'acqua, il che è particolarmente importante per garantire che gli acini non si gonfino e non si spacchino.

"Significa che abbiamo una settimana e mezza in più di tempo per maturare, il che può fare la differenza tra un vino con un grado alcolico dell'11,5% e uno del 12,5%. Se si è abbastanza coraggiosi, si può raccogliere fino a novembre", spiega Schmitt.
E che dire delle ambizioni della famiglia Jackson di produrre spumante inglese? Per il 2027 è previsto il lancio di uno spumante metodo classico che promette nuove sorprese.

Approfindisci su TheDrinksBusiness.

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