
Cesare Cecchi sarà il presidente del Consorzio Vino Toscana anche per il prossimo triennio. A nominarlo per il terzo mandato consecutivo, il nuovo CdA del Consorzio. Il Consiglio ha eletto anche i due vicepresidenti, Davide Ancillotti (Chiantigiane coop) e Lamberto Frescobaldi (Frescobaldi).
Gli altri membri del CdA sono Ritano Baragli (Cantina coop Colli Fiorentini), Letizia Cesani (Cesani), Duccio Corsini (Principe Corsini), Renzo Cotarella (Antinori), Valentino Galgani (Cantina coop Vivito), Rodolfo Maralli (Banfi), Mario Piccini (Tenute Piccini), Sandro Sartor (Ruffino), Donata Vieri (Cantina coop I Vini di Maremma), Alessandro Zanette (Cantina coop Melini – Gruppo Italiano Vini).
“Sono onorato e emozionato per questa conferma alla presidenza – afferma Cesare Cecchi – Ringrazio il CdA per la rinnovata fiducia e per non avermi mai fatto mancare il prezioso supporto dei suoi membri per sviluppare insieme questo nuovo progetto. Con Stefano Campatelli, mio braccio destro fin dall’inizio di questa impresa, abbiamo lavorato su più fronti: primo fra tutti il riconoscimento del Consorzio da parte del MIPAAF, ottenuto il 21 agosto 2023, quindi sul coinvolgimento dei produttori che ad oggi è cresciuto del 577,14%, a riprova dell’interesse suscitato nel settore del Vino Toscana Igt, e sulla necessità di fare sistema".
Dal 2019, quando l’assemblea dei produttori del Vino Toscana Igt ha deciso di trasformare l’Ente Tutela Vini di Toscana nel Consorzio Vino Toscana, i soci da 70 sono aumentati a 404, posizionando la denominazione Vino Toscana Igt al primo posto per i volumi di imbottigliamento con il 36,27% nella regione.
Il valore della produzione ammonta a circa 495 milioni di euro, di cui il 31% - corrispondente a 27,5 milioni di bottiglie commercializzate - viene assorbito sul mercato italiano. Il restante 69% è indirizzato all’export, con l’Europa mercato principale con una quota del 46%, seguita dagli Stati Uniti con il 33% e l’Asia con il 6%. Negli ultimi dieci anni le esportazioni, hanno segnato un +126%.

“In prospettiva – continua Cecchi – continueremo nell’opera di coinvolgimento e inclusione dei produttori con l’obiettivo di apportare sempre più valore al prodotto. La denominazione ‘Toscana’, recentemente avvenuta con la modifica del disciplinare, aiuterà questo percorso. Inoltre non dobbiamo dimenticare che aumentare la remunerazione di un prodotto vuol dire contribuire a creare un sistema sociale e prendersi cura del territorio. Essendo la denominazione dell’Igt Toscana estesa su tutto il territorio regionale, questo è un aspetto di grande rilevanza”.
Tra gli obiettivi prioritari del prossino triennio, anche quelli di continuare a vigilare sulla produzione e commercializzazione del prodotto non solo in Italia ma anche nei paesi esteri per un’efficace azione contro le imitazioni e le contraffazioni del nome geografico Toscana. In questa direzione sono già state portate avanti le registrazioni in alcuni paesi che non hanno accordi con l'UE per la protezione delle DO e delle IG, primo fra tutti gli USA.
“Lavoreremo perché questo nuovo triennio possa consolidare quanto fatto guardando alle sfide future del nostro settore - conclude il presidente del Consorzio Vino Toscana Cecchi –, sfide che riguarderanno il consolidamento dei mercati ma anche una nuova visione del vino pensata per creare ulteriori opportunità per i produttori, come l’inserimento delle categorie ‘Vino Spumante’ e ‘Vino Spumante di Qualità’. Inoltre introdurremo dei format di confronto e formazione per essere più vicini ai produttori stessi e terremo ancora più aggiornati i nostri soci su ciò che accade dal punto di vista istituzionale nel mondo del vino”.
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