Vinonews24
HOME
NEWS
SPECIALI
FacebookInstagramXLinkedInFeed
HOME
NEWS
SPECIALI
FacebookInstagramXLinkedInFeed
L’Italia del vino affaticata dalle vendemmie: +51% import sfuso nel 2024

L’Italia del vino affaticata dalle vendemmie: +51% import sfuso nel 2024

di redazione | 5 Giugno 2025

Il Belpaese si sta trasformando da uno dei maggiori esportatori di vino sfuso al mondo a un importatore netto. Acquista principalmente dalla Spagna (179 milioni di litri nel 2024) mentre esporta soprattutto in Germania (227 milioni di litri).

L’Italia da leader dell’export a regina dell'import di vino, almeno per quanto riguarda lo sfuso. Un balzo del +51% (fonte I Numeri del Vino) registrato nel 2024, soprattutto dalla Spagna (179 milioni di litri, dati AAWE), che si inserisce in un contesto in cui le importazioni di vino in Italia sono cresciute in linea generale del 3% a 592 milioni di euro. Di queste, 129 milioni sono di vino in bottiglia (+11%), 107 milioni di vino sfuso (+51%) e 312 milioni sono di vini spumanti. Il volume di vino importato è stato di 3 milioni di ettolitri (dati I Numeri del Vino).

La Germania, secondo numeri AAWE, si conferma invece primo paese destinatario dell’export italiano di vino sfuso (227 milioni di litri nel 2024).

A proposito dei maggiori esportatori mondiali, American Association of Wine Economists nel 2024 mette al primo posto proprio la Spagna con 1,07 miliardi di litri (70 milioni di litri in meno rispetto al 2023), che da sola appresenta quasi un terzo di tutte le esportazioni globali di vino sfuso. L'Australia ha invece superato l'Italia, tornando al secondo posto. Da notare che la Slovacchia ha quasi triplicato il volume delle sue esportazioni di vino sfuso e si posiziona al settimo posto, davanti a Nuova Zelanda e Francia.

Forse è prematuro affermare che l’Italia del vino sta cambiano pelle ma è un dato di fatto il passaggio del Belpaese da grande esportatore a importatore netto di vino sfuso. Fattori come le barriere commerciali, i dazi all'importazione e il passaggio all'imbottigliamento locale in alcuni paesi stanno ridisegnando nell’ultimo biennio il commercio di settore.

L’Italia da leader dell’export a regina delle importazioni di vino. Almeno per quanto riguarda quello sfuso. Un balzo del +51% registrato nel 2024, soprattutto dalla Spagna (179 milioni)

 

IMPORTAZIONI SPINTE DA DUE VENDEMMIE CARENTI

Le ragioni di questa impennata - che quasi sicuramente verrà confermata dai dati 2025 - sono da ricercare nell’andamento produttivo che ha visto il vigneto-Italia soffrire moltissimo nel 2023 a causa delle malattie, peronospora in primis (con una perdita intorno al 40%) e ancora nel 2024 per la siccità soprattutto al sud e per le cicatrici della peronospora (con una perdita intorno al 25%). “Hanno pesato le due vendemmie scarse in diverse regioni, vuoi per malattie e vuoi per abbandono dei vigneti”, conferma Andrea Braconi, vicepresidente Med&A, l'associazione di riferimento per gli agenti e intermediari del settore vinicolo (affiliata a Uiv) che aggrega una ventina di società per una gestione di circa 15 milioni di ettolitri (valutabile circa un miliardo di euro l’anno).

“Soprattutto in Sicilia e in Abruzzo la situazione è stata pesante – spiega Branconi – con l’Abruzzo forse la regione più colpita dalla peronospora del 2023, con un calo del 65% di produzione, mentre la siccità del 2024 ha colpito tutto il sud e in particolare la Sicilia e il nord della Puglia, che ha dovuto bloccare l’irrigazione dei vigneti come di frutteti e ortaggi. Per questo si sono prodotti meno mosti per fare il rettificato e meno vino sfuso. Nel 2024 le cantine si sono trovate con scorte bassissime, per cui tutto il prodotto è finito e non bastando per la domanda di mercato ci siamo dovuti rivolgere per forza di cose alla Spagna. In più mettiamoci il rincaro dei prezzi, per cui tante aziende che lavorano con l’estero sono ricorse al prodotto comunitario per la filiera, dato che risultava conveniente comprare in Spagna - con prezzi concorrenziali nonostante il trasporto”.

L’importazione si è concentrata principalmente su mosti e vino bianco, mentre “per il rosso la produzione interna risultava sufficiente”, aggiunge Braconi. Lo sfuso importato naturalmente “poteva essere imbottigliato, soprattutto per l’export, oppure usato come taglio per migliorare o abbassare i costi dello sfuso italiano".

Nel 2025 l’import potrebbe essere ancora alto, perché la vendemmia 2024 ha subito la siccità in varie regioni. “L’Italia importa essenzialmente vino bianco e mosto rettificato – chiarisce Federico Repetto, consigliere di Med&A – mentre se abbiamo una vendemmia sufficiente è plausibile che si rimanga ancorati alla produzione interna. I prezzi del vino bianco in Spagna sono tornati alti come non si vedevano dal 2017 e dunque se c’è una produzione italiana sicuramente viene preferita rispetto a quella spagnola. Purtroppo due vendemmie scarse di fila hanno generato una carenza compensata con le importazioni, ma basta guardare annate come l’abbondante 2018 e la 2019 più normale per vedere che le importazioni erano molto basse”.

Andrea Braconi, vicepresidente Med&A
Andrea Braconi, vicepresidente Med&A

ANCHE NELLO SFUSO IL BIANCO TRAINA E IL ROSSO PERDE

Viene da chiedersi allora se la domanda in crescita di vino sfuso mostri una transizione dal vino imbottigliato a denominazione verso segmenti più bassi di mercato. “In realtà non tutti i vini a denominazione sono in crisi come si legge da alcune analisi – osserva Braconi - Se consideriamo ad esempio il Pinot grigio, il Prosecco e il Primitivo vediamo le bollicine trainate tutt’oggi da una domanda globale, il primitivo dopo la riduzione delle rese fatta lo scorso anno ha ripreso quota, per cui oggi se lo cerchi fai fatica a trovarlo, e il pinot grigio che rimane con un trend stabile. Tra le denominazioni che hanno un mercato pesante sembra più in difficoltà il Chianti, dato che il vino rosso sta soffrendo in generale. E questo vale anche per i vini da tavola, dove vediamo una transizione dei consumatori verso il bianco e gli spumanti sia in Italia che all’estero”.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

     

     

     

     

    è DISPONIBILE L'APP DI VINONEWS24.
    SCARICALA ORA PER ACCEDERE AI NOSTRI CONTENUTI DAL TUO SMARTPHONE!

    VinoNews24 - testata registrata presso il Tribunale di Grosseto, RG 361/2025
    direttore responsabile: Giambattista Marchetto
    editore: TheNews24 associazione culturale - località Le Stiacce 1 - 58044 Cinigiano (GR) - Italia - P. IVA IT01712420536 | R.E.A. GR-222719
    info@vinonews24.it
    ©2025
    Iscriviti alla newsletter VinoNews24
    magnifiercrosschevron-down linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram