
Per la sua 32a edizione, dal 9 al 12 giugno, il Concours Mondial de Bruxelles ha scelto Yinchuan, capitale del Ningxia, in Cina. Questa città, situata ai piedi dei Monti Helan, è riconosciuta come il cuore della viticoltura cinese, specchio di una regione che può contare su un terroir unico e protagonista di una rapida ascesa nel panorama vinicolo internazionale.
La competizione enologica, punto di riferimento a livello mondiale, dà lustro quest’anno a una terra fatta di viticoltori che combinano la saggezza tradizionale con tecniche all'avanguardia per superare le sfide poste dal clima estremo della regione, trovando un equilibrio ideale tra sole, terreno e pratiche di coltivazione intelligenti.
La maggior parte dei vitigni del Ningxia è di origine eurasiatica. Alcuni sono stati introdotti dallo Shandong nel 1983 dal Ningxia Agricultural Group, altri sono arrivati dalla Francia nel 2013 e nel 2014 tramite il Ningxia Wine Industry Development Bureau. Essendo una regione vinicola giovane, il Ningxia ha dovuto attraversare diverse fasi prima di identificare le varietà più adatte al suo terroir. Oggi, dopo oltre 30 anni di sperimentazioni, coltiva 21 varietà e 27 cloni selezionati per le loro prestazioni e il loro successo sul mercato.
Tra le diverse varietà coltivate, il marselan è la stella nascente del Ningxia. Incrocio tra cabernet sauvignon e grenache, è diventato uno dei vitigni simbolo della regione. Nonostante abbiano faticato a imporsi in Europa, dal 2014 i vini base marselan hanno vinto numerosi premi, distinguendosi per la loro adattabilità.
Il cabernet sauvignon, re delle uve "rosse" originario di Bordeaux, domina i vigneti del Ningxia, rappresentando oltre il 70% delle piantagioni di uve rosse. Il suo successo qui è dovuto a condizioni di crescita ideali: forti escursioni termiche diurne, terreni rocciosi e scarse precipitazioni.
Il cabernet gernischt viene definito invece un tesoro nazionale. Introdotto in Cina nel XIX secolo, è un'uva tipicamente cinese, profondamente legata alla storia vinicola del paese.
Il merlot, una delle uve più amate in Francia, prospera anche nei terreni ricchi di humus del Ningxia, così come il syrah, vitigno promettente, al centro della produzione di un numero crescente di aziende e in grado di offrire un'alternativa interessante ai rossi più classici della regione.
Eleganza e raffinatezza: anche il nobile vitigno della Borgogna, il pinot nero, viene coltivato nel Ningxia, sebbene in quantità limitate, con punte di eccellenza in tenute come Xinhuibin Winery e Château Lansai.
Ma il Ningxia non stupisce solo per i suoi vini rossi. Varietà bianche come chardonnay e riesling sono altrettanto interessanti. Soprattutto il primo si adatta perfettamente alla regione, con il petit manseng, piantato nelle zone più calde, che viene utilizzato per produrre vini dolci di alta qualità.

Addentrandosi nel Ningxia, situate ai piedi dei Monti Helan, le città di Shizuishan e Yinchuan incarnano due aspetti complementari della regione. Un tempo dominate dall'estrazione del carbone e da antiche culture, queste terre sono state trasformate in rigogliosi vigneti che simboleggiano sia il rinnovamento ecologico che la rinascita culturale del Ningxia.
A Shizuishan le miniere abbandonate hanno lasciato il posto a vigneti su terreni ricchi di minerali, in particolare di selenio. Una delle cantine di punta della regione è Château Hedong, le cui radici affondano in viti secolari; l'azienda pratica una viticoltura sostenibile con particolare attenzione alla biodiversità. Alberi da frutto, erbe medicinali e viti coesistono in un ecosistema equilibrato. Questo impegno per la viticoltura biologica e rispettosa dell'ambiente ha fatto sì che Château Hedong si aggiudicasse due medaglie d'oro al Concours Mondial de Bruxelles 2017, diventando uno dei produttori più famosi della regione.
Nelle vicinanze, Chateau Western Spring si distingue per il suo approccio innovativo alla gestione delle risorse idriche. In questa zona semi-arida, dove le precipitazioni sono scarse ma soggette a improvvisi e violenti acquazzoni, la cantina ha sviluppato un sofisticato sistema di raccolta dell'acqua piovana e di irrigazione. Questo non solo garantisce la salute delle viti, ma contribuisce anche a proteggere il fragile ecosistema locale.
Yinchuan - capitale del Ningxia e sede del Concours Mondial de Bruxelles - beneficia di un terroir variegato e di condizioni climatiche ideali. È il cuore dell'industria vinicola del Ningxia e ospita quasi la metà delle aziende vinicole della regione, distribuite in sei sottoregioni: Jinfeng, Xixia, Helan, Yongning e Lingwu. Nel distretto di Jinfeng, la tenuta Li's Vineyard si distingue per la sua posizione urbana e per i vini rosati.
Il distretto di Xixia offre invece un mix di modernità e tradizione. Lo Château LongYu, nato dalla collaborazione con la famiglia europea Moser, produce vini di livello mondiale in una tenuta in stile bizantino. Un'altra azienda degna di nota, la Yuanshi Vineyard, esemplifica invece l'armonia tra uomo e natura. Situata sul sito di una vecchia cava, è stata trasformata in un giardino ecologico con una flora e una fauna rigogliose. Questa cantina abbraccia l'estetica culturale cinese nella sua architettura e nella sua filosofia vinicola, enfatizzando la sostenibilità e il rispetto per la natura. Tra gli altri produttori illustri, si segnalano la Helan Qingxue Vineyard e la Kanaan Winery.

Intanto a Nordovest, due regioni un tempo desertiche stanno ridefinendo silenziosamente la storia del vino cinese: Qingtongxia e Hongsibu. La prima è una terra plasmata dall'acqua e dalla leggenda, passata da deserto a terreno fertile, con quasi 8mila ettari di vigneti. Tra le cantine locali spicca Château Huahao, una delle prime aziende vinicole a coltivare uve marselan nella regione.
Appena a sud di Qingtongxia si trova Hongsibu, un distretto simbolo di speranza e trasformazione. Un tempo arida e aspra area selvaggia e riserva di caccia, Hongsibu ospita oggi numerosi vigneti che si estendono su terreni sabbiosi, argillosi e ghiaiosi tra i Monti Luoshan a un'altitudine compresa tra 1240 e 1450 metri. Questa sinergia tra uomo e ambiente ha dato vita a cantine iconiche, tra cui Château Huida, pioniera della viticoltura biologica. Aggiungendo un tocco antico, Château Longyi riporta invece in vita l'uso delle tradizionali anfore di argilla per l'invecchiamento del vino, onorando la millenaria tradizione vinicola cinese. Infine, la cantina D.F. Yuxing unisce l'arte moderna all'ispirazione poetica, dando a vini dai nomi ispirati a versi classici cinesi che celebrano l'armonia tra terra, cultura e vino.
Non sarà al centro delle degustazioni del 32mo Concours Moundial de Bruxelles, ma anche la gastronomia del Ningxia offre prodotti tutti da scoprire, simbolo di un'identità culinaria che affonda le sue radici in tradizioni di lunga data. Sapori da gustare accompagnati da un calice di uno dei tanti vini regionali in vetrina. Dalle tradizioni locali alle influenze moderne, ogni tappa offre così un nuovo modo di entrare in contatto con il territorio e la sua identità.
[approfondimento da Concours Mondial de Bruxelles]
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