
Era probabilmente la scelta più sensata, in termini di continuità e parziale discontinuità. Giacomo Bartolommei è il nuovo presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, il più giovane (33 anni) nella storia della denominazione.
Laurea in Economia e commercio all’università di Siena, enologo e responsabile export di Caprili - l’azienda di famiglia nata nel 1965 a sud-ovest del territorio del comune di Montalcino - Bartolommei è stato vicepresidente del Consorzio nell’ultimo triennio.
È stato nominato all’unanimità dal nuovo consiglio di amministrazione per il prossimo triennio e succede a Fabrizio Bindocci, alla guida dell’ente negli ultimi due mandati.
Nel corso della seduta del CdA – che ha visto anche l’ingresso di Violante Gardini Cinelli Colombini (Casato Prime Donne) per dimissioni di Andrea Costanti - sono stati eletti anche i vicepresidenti: Andrea Cortonesi (Uccelliera, che guiderà la Commissione tecnica), Fabio Ratto (Antinori, Commissione istituzionale) e Bernardino Sani (Argiano, Commissione promozione).
Già vice di Bindocci, Bartolommei è evidentemente una scelta di continuità, ma è contestualmente un volto di cambiamento. Moderato e pacato nei toni, votato ad una sobrietà che è parte del suo carattere, ha portato evidentemente una conciliazione tra gli animi talvolta individualisti in seno al Consorzio ilcinese. Poco votato al protagonismo – per quel che si è visto finora – è sempre stato invece un convinto fautore del gioco di squadra e in questa direzione è probabile che opererà.
“Desidero ringraziare i soci per la significativa fiducia riposta in me e nei consiglieri appena eletti – è infatti il suo commento a caldo - La grande percentuale di soci presenti alle ultime elezioni è un messaggio forte di appartenenza al Consorzio. L'auspicio, pertanto, è che tutti i soci riscoprano nel Consorzio un ambiente propizio alla coesione e al lavoro comune per il bene e lo sviluppo del territorio. Il contesto economico attuale richiede un'azione energica in termini di promozione e comunicazione. La nostra priorità sarà duplice: valorizzare il prestigio dei nostri vini e, potenziarne la percezione sul mercato. Parallelamente con inalterata determinazione continueremo a tutelare il nostro marchio e le nostre denominazioni”.
Soddisfatto il commento dell’uscente Bindocci, che rimane in Consiglio. “Lascio in eredità al nuovo presidente un Consorzio economicamente solido – dice – che nel 2024 ha registrato un fatturato prossimo ai 4,5 milioni di euro, in aumento del 4,3% rispetto all’anno precedente, e un utile di quasi 627 mila euro destinato a riserva. Sono certo che la nuova governance saprà affrontare con determinazione e visione le sfide all’orizzonte, continuando a investire sulla promozione e sul posizionamento dell’intera piramide qualitativa espressa dai vini di Montalcino, a partire dal suo Brunello divenuto sempre più brand territoriale conosciuto in tutto il mondo”.
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