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Costi accessibili alcolici e danni a salute da abuso: OMS richiama Europa su politiche fiscali. In Ue direttive su accise ferme dal '92

Costo accessibile degli alcolici e danni alla salute: OMS richiama l'Ue su politiche fiscali

di redazione | 27 Maggio 2025

Oggi l’alcol costa meno di 20 anni fa ed è quindi più accessibile, e questo facilita assunzioni eccessive e malattie da abuso. La regione europea dell’OMS la più colpita, ma la politica delle accise è datata 1992 e i governi non intervengono. Nel mirino soprattutto il vino, tassato al 4%.

In molti paesi europei l'alcol oggi è economicamente più accessibile rispetto a 20 anni fa e questo si traduce molte volte in assunzioni smodate con conseguenti danni alla salute. Questo soprattutto nella Regione Europea dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), dove, dai tumori alle malattie epatiche, dagli incidenti stradali alle morti premature, l'abuso di alcol contribuisce in modo significativo all’aumento della spesa sanitaria.
Per fronteggiare il fenomeno occorrerebbero, secondo l’OMS, politiche di prezzo più efficaci da parte dei governi. Il nuovo rapporto dell'OMS-Europa evidenzia che nel 2022 solo 29 dei 53 Stati membri applicavano una qualsiasi forma di accisa sul vino, lasciando una quota significativa del consumo di alcolici non tassata. Ciò è dovuto in gran parte alla direttiva dell'Unione Europea (Ue) sulle accise sugli alcolici, aggiornata l'ultima volta nel 1992, che consente ancora un'accisa minima sul vino. Mentre la maggior parte dei paesi della Regione Europea dell’OMS impone accise basate sul contenuto alcolico di birra e superalcolici (rispettivamente il 63% e il 90%), solo due stati lo fanno per il vino. Nel complesso, le accise contribuiscono in media per il 37% al prezzo dei superalcolici, per il 16% alla birra e solo per il 14% al vino, cifre che scendono ulteriormente nell'Ue, dove le accise sul vino si attestano in media solo sul 4%.

Per supportare i paesi nella progettazione di politiche di prezzo più efficaci per gli alcolici, l'OMS Europa ha pubblicato due nuove risorse. La prima è un rapporto completo sulla tassazione degli alcolici nella Regione Europea dell'OMS, che offre un'analisi approfondita su come i paesi utilizzino, o meno, le tasse per ridurre i danni da abuso di alcol. La seconda è un kit di strumenti pratici per i Ministeri della Salute e altri decisori politici, progettato per migliorare le politiche fiscali sugli alcolici e fornire indicazioni chiare per l'attuazione.

 

Per fronteggiare il fenomeno dell'abuso di alcol, occorrerebbero, secondo l’OMS, politiche di prezzo più efficaci da parte dei governi.
la tassazione sugli alcolici al centro del dibattito tra Ue e OMS

AUMENTO DELL'ACCESSIBILITÀ ECONOMICA E LENTA REAZIONE POLITICA

Le politiche fiscali basse rendono l'alcol significativamente più accessibile nel tempo, soprattutto nei paesi ad alto reddito. Il rapporto dell’OMS mostra che, con il proprio reddito, le persone nei paesi dell'Ue possono ora acquistare il 46% in più di birra, il 76% in più di vino e il 37% in più di superalcolici rispetto alla media degli altri paesi della Regione Europea dell’OMS. Il vino rimane la bevanda alcolica più conveniente.

L'accessibilità economica è dunque un parametro chiave: le imposte generali non scoraggiano significativamente il consumo di alcol secondo l'OMS, mentre le accise, imposte sulla produzione, distribuzione o vendita di prodotti specifici, come il tabacco o le bevande alcoliche, che sono dannosi per gli individui, potrebbero essere usate per compensare tali conseguenze. Accise che potrebbero esseree specifiche o ad valorem. Su questi aspetti l’OMS sta cercando di sensibilizzare i governi.

È importante sottolineare che la tassazione degli alcolici non riguarda solo la salute, ma anche le entrate e il reinvestimento. Poiché la domanda di alcolici è relativamente anelastica, l'aumento delle tasse in genere aumenta le entrate pubbliche, anche in caso di calo dei consumi. Questi fondi potrebbero essere destinati a programmi sanitari o servizi sociali, massimizzando il ritorno sull'investimento. Il nuovo kit di strumenti dell'OMS prova a offrire indicazioni su come farlo, utilizzando esempi di paesi che hanno introdotto o aumentato con successo le tasse sugli alcolici.

PAESI ALL'AVANGUARDIA, TEST PER GLI STRUMENTI OMS

I casi di studio contenuti nel rapporto mostrano cosa è possibile ottenere con le linee guida dell'OMS. In Georgia, Germania e Portogallo, due scenari di tassazione simulati – uno con un aumento del 10% dei prezzi al dettaglio e un altro con un aumento di 10 punti percentuali della quota di imposta – hanno portato a un calo dei consumi nazionali del 4,0-8,5% e a una riduzione della mortalità fino al 2,5%. Contando che questi miglioramenti non tengono nemmeno conto delle riduzioni a lungo termine dei tumori e di altre patologie croniche attribuibili all'alcol.
I più virtuosi sembrano essere oggi i paesi nordici (Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia e Isole Faroe) che, con i loro monopoli statali sugli alcolici che regolano sia i prezzi che l'accesso agli acquisti, hanno contribuito a mantenere prezzi elevati e a ridurre i danni. Un altro esempio è la Lituania, dove a seguito di un significativo aumento delle accise sugli alcolici nel 2017, il consumo pro capite di alcol è diminuito del 7% rispetto all'anno precedente, mentre il gettito derivante dalle accise sugli alcolici è aumentato del 27%.

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