
Nel punto panoramico più bello di Firenze ci sono 700 piante di vite che daranno presto un vino. E accoglieranno i wine lovers e le scolaresche per organizzare visite e situazioni conviviali all’aperto, tra le vigne, con l’Arno e la cupola del Brunelleschi sullo sfondo. Ha compiuto un anno il progetto di Vigna Michelangelo, la prima vigna urbana contemporanea di Firenze, gestita dall’azienda agricola Donne Fittipaldi di Bolgheri, presieduta da Maria Fittipaldi Menarini e avviata per iniziativa sua e delle figlie Carlotta, Giulia, Serena e Valentina.
“Questa dimora – racconta a ItalianWineTour l’ideatrice del progetto Maria Fittipaldi Menarini – era il gioiello di mio padre. Ci ho messo tanti anni per concretizzare la mia volontà di dar vita a qualcosa di unico in questo luogo, e credo che niente sia più fantastico che far crescere dei frutti dalla terra di una casa tanto amata”.
Il progetto, partito nel 2021, fu presentato l’anno successivo e concepito come elemento in grado di ricomporre l’insieme di patrimonio rurale, storico e paesaggistico tipico di una comunità urbana ancora lontana dall’industrializzazione. Le settecento viti sono suddivise tra Sangiovese (300), Canaiolo (150), Foglia Tonda (100), Pugnitello (100) e Colorino della Val d’Arno (50). La prima vendemmia prevista sarà quella del 2027. E intanto Maria Fittipaldi Menarini ha tutta l’intenzione di aprire la vigna urbana di Firenze ai wine lovers e soprattutto alle scolaresche.
Vigna Michelangelo di Firenze fa già parte dell’Urban Vineyards Association presieduta dall’italiano Nicola Purrello, associazione che si estende su 10 Paesi in 4 continenti, per un totale di 21 vigneti urbani, da Venezia a Parigi, da Londra a Los Angeles, fino a Brasilia e Melbourne.
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