
"I nuovi consumatori non vogliono solo “bere bene”, ma capire, condividere, partecipare". Enzo Carbone traccia la rotta a una settimana dall'apertura di Best Wine Stars. Il ceo di Prodes Italia, che organizza la manifestazione, sottolinea proprio il lavoro rivolto al pubblico dei più giovani come target per la sesta edizione della fiera nazionale delle eccellenze e delle innovazioni enogastronomiche,che dal 17 al 19 maggio trasformerà Milano nel cuore pulsante dell'industria del vino, dei distillati e del food.
Oltre 150 aziende selezionate e 1.200 etichette da tutto il mondo saranno ospiti della tre-giorni in programma al Palazzo del ghiaccio. Con il supporto di Danitacom (Camera di Commercio Italiana in Danimarca) e della Thai Italian Chamber of Commerce, l'edizione di quest'anno vedrà inoltre la partecipazione di buyer internazionali provenienti dal Nord Europa e Sudest Asiatico, che incontreranno gli espositori per nuove opportunità di business.
Diverse le novità, come la suddivisione degli spazi in aree tematiche, dove i partecipanti avranno l'opportunità di prendere parte a walk-around tasting, a masterclass e a momenti di networking con produttori e professionisti, per un'esperienza immersiva alla scoperta di novità e tradizioni del settore.
Carbone svela allora a Vinonews24 novità e opportunità dell'edizione 2025, con una preview su progetti smart per avvicinare (con moderazione) i giovani all’universo wine & spirits.
Quali sono le aspettative per l’edizione 2025 di BWS? Come ci stiamo avvicinando alla data?
“L’edizione 2025 rappresenta un traguardo importante per Best Wine Stars, appena riconosciuta come fiera nazionale da Regione Lombardia e patrocinata dal Comune di Milano. Le aspettative sono altissime: ci stiamo preparando a tre giornate intense, ricche di degustazioni, contenuti formativi e nuove opportunità di business per oltre 150 aziende selezionate. Il lavoro di incoming con buyer e professionisti nazionali internazionali è già attivo e la piattaforma digitale visit.bestwinestars.com sarà uno strumento chiave per il matchmaking professionale e la gestione degli appuntamenti”.
Quali sono le principali novità di questa edizione?
“Le novità sono molteplici. Oltre alla suddivisione tematica in Area Vino Italia, Internazionale, Bio, Spirits e Food, presentiamo un potenziamento dell’Area Spirits con una sezione completamente dedicata. Tornano inoltre i talk, le masterclass e la tasting room curati da line-up di relatori di eccellenza. Tutti questi momenti rappresenteranno un focus specifico su trend contemporanei. Abbiamo inoltre ampliato l’interazione digitale con la nuova piattaforma buyer, fondamentale per creare relazioni efficaci tra espositori e operatori del settore”.
Come avete costruito il dialogo con le aziende che partecipano?
“Il nostro approccio si basa su un rapporto diretto e costante. Seguiamo le aziende in ogni fase: dalla candidatura alla logistica, fino alla promozione post-evento. Offriamo consulenza, strumenti digitali e visibilità mediatica. Crediamo nella co-creazione del valore: ascoltiamo le esigenze delle aziende per strutturare un format flessibile, efficace e costruito su misura”.

Nella passata edizione abbiamo avuto l’opportunità di conoscere realtà piccole e fuori dalle strade battute. Come avviene la selezione?
“Ogni azienda viene valutata in base alla qualità dei prodotti, alla storia che racconta e al potenziale comunicativo. Cerchiamo realtà autentiche, che abbiano qualcosa da dire, anche se lontane dai circuiti più noti. Best Wine Stars vuole essere una vetrina - democratica- per l’eccellenza, non importa la dimensione dell’azienda, ma l’anima che esprime”.
È prevista la presenza di buyer e professionisti?
“Assolutamente sì. Grazie alla collaborazione con Camere di Commercio come Danitacom e la Thai Italian Chamber of Commerce, anche quest’anno ospiteremo buyer da Nord Europa e Sudest Asiatico. La nuova piattaforma buyer faciliterà l’incontro tra domanda e offerta, permettendo agli espositori di fissare appuntamenti mirati con operatori internazionali del settore”.
Le masterclass guidate da Adua Villa saranno l’occasione per approfondimenti in quale direzione?
“Le masterclass sono uno degli elementi distintivi di BWS. Adua Villa e un team di relatori di alto profilo guideranno i partecipanti attraverso approfondimenti su temi come il Chianti Classico, il vino dealcolato, e il sake, con focus su abbinamenti, identità territoriale, e tendenze emergenti. Sono momenti di formazione, narrazione e confronto aperto tra produttori, stampa e pubblico”.
Come vedete dal vostro osservatorio il cambiamento nei costumi dei consumatori di vino?
“C’è maggiore attenzione alla sostenibilità, alla tracciabilità e alla componente esperienziale. I consumatori cercano autenticità, ma anche innovazione. Vogliono scoprire prodotti con un’identità forte, ma che siano raccontati in modo accessibile, coinvolgente e multicanale”.
Riuscite a costruire un ponte con i giovani?
“Sì, è uno dei nostri obiettivi principali. Utilizziamo un linguaggio visivo e digitale che parla la loro lingua: social media, contenuti video, e collaborazione con digital creators del calibro di Adriano Amoretti, Manuel Corrado di My Home Bar, Simona Geri, Fabio Gobbi di Fabioelavigna, Denise Oriani, Andrea Zigrossi di Trotterwine che, attraverso i loro canali social, porteranno l'evento a un pubblico globale. In più, proponiamo esperienze che uniscono storytelling, lifestyle e formazione”.

Vi sembra che il vino sia diventato troppo complesso e troppo distante? Oppure è una questione di cambio culturale?
“Più che una distanza, è in corso un cambio culturale. I nuovi consumatori non vogliono solo “bere bene”, ma capire, condividere, partecipare. Serve un nuovo modo di raccontare il vino, più semplice e meno elitario, senza perdere profondità”.
Come si può ricostruire una cultura del vino nei più giovani? Quali sono le corde da toccare?
“Parlando la loro lingua: emozione, estetica, valori. La cultura del vino si trasmette attraverso esperienze concrete, incontri diretti con i produttori, contenuti accessibili ma curati. Le masterclass e le tasting room, ad esempio, sono pensate proprio per educare divertendo”.
E gli spirits come li approcciate?
“Con grande attenzione. Abbiamo dedicato un’intera area agli spirits e una tasting room tematica. Collaboriamo con esperti del settore come Fabio Bacchi per raccontare la storia e l’identità dei distillati, sempre più al centro di un consumo consapevole e sofisticato”.
Sono una strada diversa e più efficace per avvicinare i giovani?
“Gli spirits sono un linguaggio più diretto per molti giovani: versatili, mixabili, spesso più legati a momenti sociali. Ma anche qui vale il principio della narrazione: se accompagnati da cultura, emozione e identità, possono davvero essere una chiave d’accesso al mondo del gusto e della qualità”.
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