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Doc delle Venezie, Ismea: +4% imbottigliamenti, raddoppio export e fatturato in 7 anni. Il vigneto Italia si sposta al Nordest.

Doc delle Venezie, +4% imbottigliamenti nel 2024, export e fatturato raddoppiati in 7 anni

di redazione | 28 Aprile 2025

I dati elaborati da Ismea presentati al 57mo Vinitaly. La giovane denominazione è al primo posto in Italia per produzione di vini fermi, con quota del 10%. Il vigneto Italia si sposta al Nordest: crescita verticale della superficie vitata, in controtendenza con la media europea. Intervista al direttore del Consorzio Sequino.

Continua la crescita dei fondamentali per la Doc delle Venezie. Secondo i dati elaborati da Ismea – di cui il Consorzio è partner – e presentati al 57mo Vinitaly, nel 2024 la denominazione ha fatto registrare un ulteriore incremento degli imbottigliamenti che hanno raggiunto 1,7 milioni di ettolitri (+4%), una tendenza che dovrebbe proseguire anche nel 2025 come evidenziato dai numeri dei primi mesi dell'anno. Crescita verticale per l’export, raddoppiato dall'introduzione sul mercato della Doc Delle Venezie nel 2017, così come il fatturato, +117% in 7 anni.
La denominazione, che associa gli areali del pinot grigio del Triveneto, si attesta inoltre al primo posto in Italia per produzione di vini fermi con una quota del 10%.
La crescita della Doc delle Venezie si inserisce in un contesto favorevole per il settore vitivinicolo del Nordest italiano. Dai dati Ismea emerge infatti un graduale spostamento del vigneto Italia verso il Nordest, con una crescita della superfice vitata dal 2000 a oggi in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige rispettivamente del +38%, +53% e +13%. Un andamento in controtendenza rispetto alla dinamica osservata nel resto della penisola e a livello UE, conseguente anche al programma di espianti che ha caratterizzato alcune aree produttive europee.

La denominazione, che associa gli areali del Pinot Grigio del Triveneto, si attesta inoltre al primo posto in Italia per produzione di vini fermi con una quota del 10%.
Albino Armani, presidente Consorzio Doc delle Venezie

“Il Consorzio Doc delle Venezie rappresenta oggi il più grande modello di integrazione interregionale, unendo sotto un'unica denominazione d'origine i territori di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento - commenta Albino Armani, presidente del Consorzio - La denominazione oggi conta una superficie vitata potenziale di circa 27mila ettari e una produzione annua di 230 milioni di bottiglie tracciate e dotate del Contrassegno di Stato, pari a circa il 70% della produzione totale di Pinot Grigio del Triveneto. Con questi numeri, il Consorzio trova in Ismea un partner strategico che gli permette di trasformare l'analisi dei dati in un vantaggio competitivo nei mercati. L'obiettivo di questa partnership è monitorare la funzionalità e l'efficienza della nostra filiera a livello produttivo e commerciale, attraverso ricerche e studi approfonditi della congiuntura, della struttura e delle strategie del comparto vitivinicolo territoriale. Questo modello innovativo e - come ci auguriamo - replicabile da altri Consorzi e aziende, è pensato per ridurre i rischi e anticipare le tendenze in un mercato sempre più incerto e imprevedibile".
"Il protocollo d'intesa tra Ismea e il Consorzio di tutela Doc Delle Venezie ci permetterà di sviluppare analisi approfondite sui mercati, sui costi di produzione e sulle dinamiche commerciali, fornendo dati essenziali per le strategie di crescita e valorizzazione della denominazione - sottolinea il presidente Ismea Livio Proietti - Il Pinot Grigio delle Venezie è un asset strategico per il nostro paese, che contribuisce in maniera determinante all'affermazione del vino italiano all'estero e al mantenimento della sua posizione di leadership a livello globale per produzione e quantitativi esportati. Ismea conferma così il proprio impegno nel fornire strumenti di analisi e conoscenza a supporto degli operatori, nell'ottica di una filiera sempre più competitiva, resiliente e preparata alle sfide della contemporaneità".

Le tensioni globali e i conflitti commerciali su cui l'amministrazione Trump ha spinto nell'ultimo mese preoccupano ovviamente una Doc profondamente orientata all'export e al mercato USA, ma il Consorzio lavora sulla prospettiva di medio termine - come evidenzia il direttore Stefano Sequino nell'intervista raccolta per il podcast di Vinonews24 a caldo in occasione del 57mo Vinitaly.

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