
Il sistema cooperativo del vino di Legacoop Agroalimentare va oltre le insidie USA e punta sull'export verso nuovi mercati e sui vini dealcolati, con l’11% delle aziende aderenti che già produce vino senza alcol e il 22% che si appresta a farlo.
Le 59 cooperative attive in varie regioni d’Italia generano un valore della produzione complessivo di 1,48 miliardi di euro, pari al 13% del fatturato vinicolo nazionale. Nonostante le difficoltà degli ultimi anni, il settore ha mostrato una crescita del 12% tra il 2018 e il 2023, superando l'incremento del 5% registrato dall'intero comparto vinicolo italiano.
Le imprese cooperative hanno scontato inoltre un calo limitato durante la crisi pandemica con una perdita del 3% a fronte di un flessione del 14% del fatturato generale del mondo del vino italiano.
È la fotografia del settore vinicolo delle cooperative aderenti a Legacoop Agroalimentare scattata dall’area studi dell'associazione. “Il settore vino è un'eccellenza del sistema produttivo cooperativo – spiega Cristian Maretti, presidente Legacoop Agroalimentare - Il 43% del fatturato complessivo e il 36% del fatturato estero sono attribuibili alle cooperative, a conferma del ruolo centrale di Legacoop Agroalimentare nel panorama vitivinicolo. Il nostro comparto vinicolo si distingue per la sua resilienza e capacità di adattamento, con una crescita superiore alla media nazionale e un ruolo significativo nell'export. Tuttavia, le sfide legate ai cambiamenti normativi e alle dinamiche di mercato richiedono strategie innovative per garantire una crescita sostenibile e competitiva”.

Nel 2024 la metà delle cantine ha registrato esportazioni in crescita in media del 15% nei paesi Ue e del 10% in quelli extra-Ue, dove si sono avuti, in alcuni casi, anche lievi cali, inferiori al 5%. Per le cooperative di Legacoop Agroalimentare i dazi imposti da Trump sono una minaccia ma gli Stati Uniti, con il 13%, non rappresentano il principale mercato di esportazione, con il 62% del vino che finisce invece nei paesi extra-Ue e il 25% in Europa.
In media l’export vale il 29% del fatturato delle cantine cooperative ed è pari a 620 milioni di euro, circa l’8% del totale dell’export italiano del settore che, nel 2023, secondo i dati Istat, ha raggiunto i 7,7 miliardi di euro. Dal 2018 al 2023 si rileva una crescita del 33% a fronte di un incremento dell’export vinicolo italiano del 23% per lo stesso periodo.
Nel mercato interno bene la gdo, dove negli ultimi sei mesi le vendite sono aumentate in media del 10% mentre è in calo di quasi il 15% il fatturato nel canale horeca, quello del fuori casa, dove pesa, per il 72% delle cantine, l’inasprimento delle pene previste dal Codice della Strada per chi guida in stato di ebrezza.
Lo sfuso non è più, invece, la cifra stilistica delle cooperative che vendono in bottiglia l’83% della produzione. Produzione che per il 51% è caratterizzata da rossi e rosati, che negli ultimi sei mesi hanno visto una crescita delle vendite per il 22% delle cantine. I bianchi pesano per il 29% sul fatturato e hanno avuto un aumento delle vendite per il 44% delle cantine. Gli spumanti e frizzanti rappresentano invece il 10% delle vendite con il 33% delle cantine che ha registrato un aumento.
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