
Il Vinitaly 2025 si era aperto con la doccia fredda dei dazi USA al 20%, annunciati da un iperbolico presidente Trump alla vigilia della fiera internazionale del vino italiano, e si è chiuso con un dietrofront. O almeno con una sospensione di 90 giorni sulle tariffe aggiuntive per l’UE.
Questo significa che rimarrà un dazio del 10%, ma quello aggiuntivo viene congelato per tre mesi.
Al netto dei commenti positivi di fronte alla retromarcia (temporanea) di Trump, espressi da ogni parte politica ed economica, quel che rimane è la percezione della totale e disarmante imprevedibilità di un presidente e di un intero paese, evidentemente allo sbando quanto a limiti democratici e di ragionevolezza.

L’intera sequenza temporale che ha portato alla sospensione sembra un film comico al ralenti (se non rischiasse di esser tragico). E il mondo del vino italiano ed europeo ne ha seguito le tappe con il fiato sospeso, ma nemmeno troppo. Nei quattro giorni di Vinitaly e già prima nella giornata di Operawine si è registrata infatti una reattività tonica allo spettro delle tariffe e la convinzione che non sarebbe stato necessario fasciarsi la testa.
Ecco allora che il 9 aprile si è vissuta una maratona di provvedimenti simile a una telenovela quasi surreale.
Nel giorno in cui entravano in vigore i dazi del 104% imposti da Trump sulle esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti, a metà giornata la Cina annuncia i contro-dazi, aumentando all'84% le tariffe sui beni provenienti dagli Stati Uniti come ulteriore contromisura dopo che, la settimana scorsa, Pechino aveva annunciato che avrebbe imposto tariffe del 34% su tutti i beni statunitensi.
Nel pomeriggio l’Unione Europea annuncia il via libera ai contro-dazi che Bruxelles intende mettere in campo per rispondere agli USA (e il whiskey rimane fuori). Le tariffe, per gran parte dei prodotti al 25%, si applicheranno in tre tranche: la prima dal 15 aprile, la seconda dal 16 maggio, la terza dal 1 dicembre. Contestualmente però la Commissione Europea fa sapere che "possono essere sospesi in qualsiasi momento, qualora gli Stati Uniti accettino una soluzione negoziata equa ed equilibrata".
A quel punto, con un colpo di teatro degno di un venditore di aspirapolvere, Trump - anche a fronte di ulteriori tonfi in borsa - in serata annuncia la sospensione immediata di tutti i dazi reciproci salvo con la Cina, a cui anzi dedica un 125% con effetto istantaneo. Se infatti la superpotenza asiatica ha subito reagito, il presidente USA invia carezze al resto del mondo più prudente. E scrive su Truth: “considerando il fatto che più di 75 Paesi hanno contattato i rappresentanti degli Stati Uniti per negoziare una soluzione riguardo alle barriere commerciali e che questi Paesi, su mia forte raccomandazione, non hanno in alcun modo reagito contro gli Stati Uniti, ho autorizzato una pausa di 90 giorni e una tariffa reciproca sostanzialmente ridotta al 10%, anch'essa con effetto immediato”.
Le reazioni dei mercati non si fanno attendere, dato che le borse governate dall’irrazionalità e dalla speculazione si impennano. E sul fronte europeo si tira un respiro di sollievo.
Sarebbe tutto ridicolo, se non fosse un gioco assurdo sulla pelle dell’economia mondiale e della stabilità.
Nel frattempo, al Vinitaly si tira il fiato e partono le benedizioni verso la Casa Bianca. Usa. Se il Governo italiano approva a più voci, le associazioni di categoria sono prudentemente positive.
“La pausa dei dazi annunciata da Trump è una buona notizia, ma serve eliminare anche il 10%. Ora diventa fondamentale riprendere la trattativa europea per scongiurare definitivamente l'entrata in vigore di queste tariffe”, dichiara Coldiretti.

Anche Unione Italiana Vini parla di “un rinvio che pone basi solide per un negoziato”, accogliendo positivamente la decisione dell'amministrazione Trump di rinviare di 90 giorni l'immissione di nuovi dazi. “È anche un punto a favore di quanto auspicato anche in sede di incontro a Palazzo Chigi, ovvero di mantenere saldi i negoziati con i partner americani - chiosa il presidente UIV Lamberto Frescobaldi - Ora sarà importante lavorare su politiche "zero su zero" anche sul vino, e che si ripristini un'alleanza commerciale decisiva per entrambi".
Plaude anche Federvini al "contentino" dell’aliquota rimasta al 10% anziché lievitare al 20%. "Si tratta di un primo segnale di apertura - si legge nella nota della federazione - ma che non modifica, nella sostanza, le difficoltà strutturali che il comparto continua ad affrontare. L’aliquota del 10% resta una penalizzazione significativa per un settore che non può permettersi di affrontare il mercato con questo livello di incertezza, rendendo difficile una programmazione articolata delle esportazioni nel lungo periodo". Così per la presidente Micaela Pallini “un’aliquota del 10% può essere gestita nel breve termine, ma non rappresenta una condizione sostenibile né auspicabile per il futuro. Per un settore che compete sui mercati globali, servono certezze normative e una cornice commerciale chiara e stabile. Abbiamo bisogno di stabilità per poter investire, crescere e difendere il valore del Made in Italy”.
Federvini sottolinea come il settore dei vini e degli spiriti rischi di pagare un prezzo molto alto per le tensioni commerciali transatlantiche, come accaduto ai liquori italiani tra il 2019 ed il 2021 quando sopportarono un dazio del 25% nell’ambito della querelle Boeing Airbus. “La sospensione dei dazi - dice Pallini - è un passo nella giusta direzione, ma resta solo un primo spiraglio di luce. Le nostre imprese hanno bisogno di regole certe e durature, che eliminino le barriere commerciali e favoriscano una reale apertura dei mercati”.
E ora? Da Washington Trump ha dichiarato: “sui dazi raggiungeremo accordi equi con tutti i paesi”. Eppure il vero problema non è la tariffa in sé, bensì l’incertezza costante e la consapevolezza di non poter avere la sicurezza per accordo stabili sul medio termine, perché ogni mattina un americano può svegliarsi con l’umore di traverso e decidere se essere leone o gazzella, ma anche pesce palla o giraffa…
Nei prossimi giorni il podcast di Vinonews24 ospita i commenti dei Consorzi del vino italiano da Vinitaly, con commenti sui dazi e sul sentiment complessivo del mondo del vino. Stay tuned!
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