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Dazi vino 200%, addio a USA per Europa. Sole importazioni di spumante da Italia superano produzione interna (122,6 milioni litri vs 101,1)

Dazi vino al 200% Senza vini UE per USA sarebbe una rivoluzione

di redazione | 24 Marzo 2025

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alza il tiro e fa crescere i timori di una guerra commerciale senza frontiere. Per l’Italia sarebbe un contraccolpo enorme: in America le sole importazioni di spumante dal Belpaese superano di gran lunga la produzione nazionale (122,6 milioni di litri contro 101,1).

Donald Trump ha alzato il tiro, minacciando dazi fino al 200% sulle importazioni di vino e alcolici dall’Europa. Le minacce del presidente statunitense hanno gettato nel panico i mercati, con molti produttori vinicoli del Vecchio Continente che si troveranno costretti a dire addio all’export verso l’America se gli avvertimenti diventassero realtà.
Basti considerare che, riferendosi solo agli sparkling wines, secondo dati AAWE (American Association of Wine Economists) le importazioni statunitensi dall'Unione Europea rappresentano quasi due terzi del consumo locale in volume (e ancora di più in valore), con l'import di spumante dalla sola Italia che supera di gran lunga la produzione nazionale (122,6 milioni contro 101,1 milioni di litri). Dazi al 200% significherebbero pertanto stravolgimenti epocali sul mercato.

Riferendosi solo agli sparkling wines, le importazioni statunitensi dall'Unione Europea rappresentano quasi due terzi del consumo locale in volume, con l'import di spumante dalla sola Italia che supera di gran lunga la produzione nazionale
il mercato degli sparkling wines negli USA

Già con una tassazione al 25%, secondo un’analisi UIV (Unione Italiana Vini), il danno per il vino italiano potrebbe essere di circa 470 milioni di euro solo per gli effetti diretti della domanda americana, senza contare quelli indiretti sull'export globale che spostano il conto a quasi 1 miliardi di euro. Con dazi al 200% non esisterebbe di fatto più mercato.
Al di là dell'ammontare dei dazi, UIV sottolinea come almeno l'80% del vino italiano rischi un vero e proprio salto nel buio: si tratta dei prodotti concentrati nelle fasce "popular", quelli che costituiscono l'ossatura delle esportazioni italiane verso gli Stati Uniti e che cubano ben 2,9 milioni di ettolitri su un totale di 3,6 milioni.
Per questo Unione Italiana Vini esorta l’adozione di contromisure urgenti su 3 livelli: negoziale, volto a non inserire il vino nelle reciproche liste di prodotti soggetti a barriere commerciali; comunitario, che metta a punto misure compensatorie e di promozione; nazionale, che dovrà affrontare il tema del contenimento produttivo.

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