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Biodinamica, Adriano Zago: “il metodo si basa su principi scientifici concreti”

di Giambattista Marchetto | 24 Marzo 2025

Intervista al fondatore di Cambium, società di consulenza, formazione e sviluppo, con la quale rivendica un approccio scientifico accurato che porta efficacemente risultati ottimali in vigneto in tempi di cambiamento climatico.

“Cambium” è il tessuto che nella pianta origina tutti i tessuti vascolari e garantisce l’accrescimento. Per questo Adriano Zago ha scelto questo nome per la società di consulenza, formazione e sviluppo per aziende agricole e viticole fondata nel 2016. Operando con un approccio multidisciplinare, il team guidato dall’agronomo, enologo e coach ICF supporta le aziende agricole e viticole che vogliono approfondire le tecniche e i principi del metodo biodinamico per comprenderne i benefici reali e misurabili e ottenere gli strumenti idonei per un'applicazione concreta e sostenibile.

L’approccio in Cambium è tutt’altro che anti-scientifico, come qualcuno sostiene tra i detrattori della biodinamica, e prevede servizi che spaziano dalla consulenza agronomica e viticola a quella enologica per l’intera filiera di produzione del vino, dal supporto tecnico alla progettazione della cantina, dalla pianificazione di nuovi vigneti con tecniche innovative di gestione del materiale genetico fino all’introduzione di nuove colture e filiere per incrementare polifunzionalità, biodiversità del terreno.

Adriano Zago, fondatore di Cambium
un momento del Master organizzato da Cambium

Nasce così il Master internazionale Biodinamica per il vino, un progetto speciale di alta formazione unico nel settore, con edizioni annuali che in passato si sono svolte oltre che in Italia, anche in Francia e California.

I target di riferimento di Cambium sono produttori e professionisti “che impiegano l’agricoltura biodinamica per migliorare suoli, piante e vini”, come spiega Zago nell’intervista a Vinonews24, soprattutto con l’obiettivo di migliorare le performance in vigneto e rispondere in maniera specifica alle sfide del cambiamento climatico.

ZAGO: "LA BIODINAMICA HA BASI SCIENTIFICHE"

Zago, dopo cent’anni cosa ha da insegnare la biodinamica in viticoltura?

“La biodinamica, dopo oltre un secolo dalla sua nascita, ha dimostrato di saper creare grandi risultati nella viticoltura moderna. Pur essendo stata sviluppata all'inizio del XX secolo, le sue pratiche si sono rivelate incredibilmente in sintonia con le sfide contemporanee, come la sostenibilità economica e ambientale e la qualità dei prodotti agricoli. La biodinamica, infatti, insegna a lavorare in sintonia con i sistemi degli organismi viventi, non contro di essi, enfatizzando l'importanza e la necessità di suoli sani, biodiversità, polifunzionalità e produzioni di quantità e di qualità. Oggi, grazie a un’applicazione scientifica più strutturata, vediamo chiaramente come i principi biodinamici possano contribuire non solo alla qualità dei vini, ma anche alla resilienza dei vigneti nei confronti dei cambiamenti climatici. Più di cinquemila aziende agricole in Italia hanno scelto le pratiche e le visioni dell’agricoltura biodinamica. Tra queste, i viticoltori sono stati tra i primi a riconoscere nel metodo biodinamico un insieme di strumenti utili per migliorare la qualità dei vini e garantire la sostenibilità economica dell’azienda”.

Da tecnico, come replica ai detrattori che bollano la biodinamica come oscura e poco scientifica?

“Molti detrattori accusano la biodinamica di essere "oscura" o "poco scientifica", ma questa visione è sempre più superata. Il metodo biodinamico si basa su principi scientifici concreti, come la comprensione e il miglioramento della fertilità del suolo e la gestione ecologica delle risorse. Ci sono centinaia di lavori scientifici disponibili sull’agricoltura biodinamica, tra i quali un importante studio meta effettuato dall’INRA, che dimostra come l’agricoltura biodinamica sia la più efficace tra vari metodi testati (tra cui il convenzionale) per migliorare la salute del suolo. Quindi, la biodinamica non esclude la scienza, anzi, la integra. Per questo Cambium affianca le pratiche biodinamiche con l’agronomia, la viticoltura, la geologia, l’enologia e tutte le materie necessarie per garantire salute al business nell’azienda agricola. La biodinamica nei vigneti è un approccio che va oltre la semplice coltivazione biologica: si lavora con strumenti aggiuntivi, come pratiche agronomiche precise, preparati biodinamici necessari per stimolare la fertilità della terra, garantire la salute delle piante e la qualità degli alimenti per l’uomo e per gli animali.
Lavoro con il mio team in aziende molto diverse per geografia, geologia e dimensione e, negli ultimi anni, mi trovo a collaborare con aziende iconiche del vino a livello internazionale. Queste scelgono la biodinamica per rafforzare la qualità dei propri vini e per acquisire le migliori pratiche possibili, garantendo così la salute del suolo e del vigneto”.

terreno biodinamica
la vitalità del terreno è al centro delle pratiche biodinamiche

Pratica biodinamica e agricoltura rigenerativa, quali sono i punti di contatto?

“La pratica biodinamica e l’agricoltura rigenerativa hanno diversi punti di contatto. Entrambe puntano alla rigenerazione e al miglioramento continuo dei suoli, all’incremento della biodiversità e alla promozione della resilienza naturale delle colture. L'agricoltura rigenerativa si concentra principalmente sul recupero e il mantenimento della salute del suolo, la biodinamica aggiunge una dimensione legata alla salute delle piante e alla creazione di alimenti utili per la salute dell’uomo. Entrambe le pratiche si basano sulla consapevolezza che la salute del suolo è la chiave per una produzione agricola sostenibile e di qualità. Per questo motivo, lavoriamo con agricoltori che integrano i principi biodinamici con quelli dell'agricoltura rigenerativa, creando un percorso che promuove la salute del suolo, la biodiversità e la qualità dei prodotti agricoli”.

La biodinamica può supportare la resilienza al cambiamento climatico? Oppure risulta penalizzata?

“La biodinamica rappresenta una risposta efficace alle sfide poste dai cambiamenti climatici. I vigneti che adottano pratiche biodinamiche, grazie a una maggiore biodiversità e a suoli più sani, mostrano una maggiore resistenza a fenomeni climatici estremi come siccità e repentini cambi di temperature. L'uso di preparati biodinamici, unito a pratiche come la rotazione delle colture e una gestione integrata del suolo, contribuisce a migliorare l'assorbimento dell'acqua prevenendo l'erosione del terreno. Inoltre, la zonazione pedologica consente di identificare le aree che necessitano di interventi specifici per contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Radicata nell'antroposofia, l'agricoltura biodinamica offre agli operatori delle aziende agricole strumenti che favoriscono l'osservazione attenta e la creatività. In questo contesto, è essenziale supportare i viticoltori nella gestione sostenibile delle risorse naturali, affinché i loro vigneti diventino sempre più capaci di invecchiare in modo qualitativo e sostenibile”.

Perché permette vigneti più longevi?

“La biodinamica favorisce la salute del suolo, che è fondamentale per la qualità del sistema vigneto. Suoli sani e ricchi di materia organica consentono alle piante di svilupparsi in modo ottimale, limitando al massimo l’erosione e la perdita di fertilità del suolo. Inoltre, la biodinamica aiuta a mantenere un ecosistema equilibrato, riducendo la necessità di interventi chimici e favorendo la presenza di predatori naturali, riducendo così lo stress sulle piante. Attraverso centinaia di casi aziendali nei quali Cambium è coinvolta, vediamo costantemente come i vigneti biodinamici siano in grado di invecchiare bene. Il vigneto che ha oltre 30 anni beneficia di un apparato radicale di grande profondità, che gli consente di esprimere al meglio l’unicità del terroir”.

Adriano Zago, fondatore di Cambium
Adriano Zago, fondatore di Cambium

Quanto è difficile la conversione? Quanto può costare?

“La conversione alla biodinamica può essere un processo che richiede l’impegno di tutto il team aziendale; più esso è coinvolto, più breve sarà il periodo di conversione. Si crea un cambiamento di prospettiva, attraverso la consapevolezza di investire nella salute a lungo termine del suolo e delle colture, e una conoscenza approfondita dei principi biodinamici. I costi iniziali possono includere la formazione, l’acquisto di preparati specifici e l’adattamento delle tecniche di gestione. Applicando il metodo con professionalità e precisione, i benefici superano i costi, con una riduzione della necessità di trattamenti chimici e una maggiore resistenza delle colture agli stress ambientali. Ricordiamoci che il fine ultimo dell’agricoltura biodinamica è sempre quello dell’aumento della qualità, motivo per cui potremo anche lavorare sul miglior posizionamento del prodotto”.

La biodinamica è una cosa da giovani?

“La biodinamica non ha età. È un approccio che attrae persone di tutte le età, poiché offre un modo più consapevole e rispettoso di lavorare con la terra. Molti giovani agricoltori si avvicinano alla biodinamica per il suo approccio innovativo e la sua capacità di rispondere alle sfide moderne come la sostenibilità, la qualità dei prodotti e la resilienza. Ad oggi, vediamo una crescente passione tra i giovani per l’agricoltura biodinamica. Cambium supporta le aziende agricole nel delicato passaggio generazionale offrendo anche coaching personalizzato per facilitare l'integrazione tra le diverse generazioni, formazione specialistica focalizzata sullo sviluppo delle competenze manageriali, mentoring per la leadership per preparare i futuri leader aziendali e sviluppo dell'identità aziendale con assistenza nella creazione di piani strategici a lungo termine. Grazie a questo approccio, le aziende ottengono maggiore chiarezza sul futuro, definiscono ruoli chiari e organizzano efficacemente il trasferimento della leadership tra le generazioni. Negli ultimi anni, sia nelle consulenze che nelle formazioni, osservo che l’età con cui lavoriamo più frequentemente è quella dei trentenni, sia che siano di prima che di seconda generazione. Sempre più spesso mi trovo a lavorare con persone per le quali l’agricoltura convenzionale non è mai stata un’opzione da considerare. In questo modo si lavora direttamente al punto, con grande precisione, e si è già pronti a lavorare sui dettagli, che sono quelli che fanno la differenza in un grande vino”.

Perché sostenete che i vini biodinamici siano migliori?

“Il mercato è un ottimo strumento per osservare come da decenni il consumo dei vini biodinamici di ogni fascia di prezzo sia continuamente in aumento. I vini biodinamici sono spesso considerati migliori perché riflettono in modo autentico il territorio e sono il risultato di una viticoltura che rispetta i cicli naturali. La biodinamica permette al vigneto di esprimere il proprio potenziale, grazie alla cura e alla salute del suolo, all'uso di preparati che stimolano la vitalità delle piante e alla gestione ecologica dell’intero ecosistema viticolo. Questo si traduce in vini più ricchi di carattere, complessità e finezza. Lavoriamo con i viticoltori per accompagnarli nel produrre vini che raccontino la storia del loro territorio e delle loro piante, senza compromessi”.

Come sta la biodinamica in Italia?

“In Italia, la biodinamica sta crescendo rapidamente, grazie all'aumento della consapevolezza tra i viticoltori riguardo ai benefici di questa pratica. L'Italia è una terra ricca di tradizioni vitivinicole, e molti produttori stanno abbracciando il metodo biodinamico per garantire la qualità e la sostenibilità dei loro vini. Le aziende agricole italiane sono tra le più avanzate nell'adozione della biodinamica, e vediamo una crescente domanda di vini biodinamici sul mercato”.

Qual è la prospettiva del Belpaese in termini di sostenibilità?

“La biodinamica, insieme all'agricoltura biologica e rigenerativa, può essere un pilastro fondamentale per il futuro del settore agricolo italiano, contribuendo in modo significativo alla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Vediamo con grande fiducia le prospettive del Belpaese, e crediamo che le aziende agricole italiane possano diventare esempi di eccellenza nella gestione sostenibile delle risorse naturali, con un forte impatto positivo sul cambiamento climatico e sulla qualità della vita. L’agricoltura biodinamica sta portando nel mondo del vino una possibilità unica per raccontare in modo completo l’unicità del terroir: solo suoli sani, con una microbiologia complessa e con piante equilibrate possono raccontare la vera essenza della varietà, attraverso una vinificazione coerente e priva di elementi che distorcono il terroir e che possono fare male alla salute dell’uomo”.

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