
Nonostante le difficoltà congiunturali del mercato vitivinicolo, Colli Berici ha chiuso il 2024 con numeri positivi. Secondo i dati forniti dal Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza, la Doc ha registrato un aumento dell'imbottigliato pari al 10,3% rispetto al 2023, una crescita che non avveniva con queste proporzioni dal 2014.
Nello specifico si sono imposti soprattutto i vini nati da varietà a bacca rossa: tra gli internazionali, il Cabernet Sauvignon ha raggiunto un +21%, mentre tra gli autoctoni si distingue il Tai Rosso. Anche i bianchi seguono un trend positivo, in particolar modo il Pinot Bianco con un +12%.
In merito ai dati vendemmiali, per la Doc Colli Berici l'annata 2024 ha confermato il predominio delle uve a bacca rossa, che rappresentano il 73,5% del totale raccolto. Tra queste, la varietà più diffusa è il Merlot, che da sola costituisce il 37% della produzione e vede un aumento del 72% rispetto al 2023, seguito dal Cabernet Sauvignon con il 12%. Complessivamente, la vendemmia della Doc Colli Berici ha interessato 567 ettari, generando una produzione di 53.940 quintali di uva.
"L'andamento positivo della Doc Colli Berici rappresenta un ulteriore incentivo a rafforzarne l'identità e il legame con il territorio, anche attraverso l'iter di modifica del disciplinare, attualmente in fase di completamento. Tra le principali proposte, la possibilità di utilizzo della forma di allevamento a pergola su tutte le varietà in risposta agli effetti del cambiamento climatico – dichiara Silvio Dani, presidente del Consorzio – Parallelamente stiamo investendo nello sviluppo di un percorso enoturistico che preveda degustazioni guidate abbinate ai prodotti Dop locali, con la possibilità di acquistare le bottiglie dei nostri soci in conto vendita presso l'enoteca".

"La Doc Colli Berici – dichiara Giovanni Ponchia, direttore del Consorzio – sta registrando una crescita in controtendenza rispetto alle attuali dinamiche di mercato, riuscendo a comunicare e rafforzare il proprio valore. I nostri vini rossi continuano a distinguersi con incrementi significativi, superando l'andamento generale, mentre la crescita dei bianchi conferma la nostra capacità di intercettare e interpretare le preferenze del consumatore contemporaneo".
Risultati positivi arrivano anche dalla Doc Vicenza, caratterizzata da una stabilità produttiva e da una netta prevalenza delle uve a bacca bianca. Il numero totale di bottiglie si mantiene costante negli ultimi anni, con il Pinot Grigio che si conferma il vino più certificato e imbottigliato della denominazione, rappresentando il 51% della produzione del 2024, seguito dallo Chardonnay. In totale, la vendemmia 2024 della Doc Vicenza ha coinvolto 269 ettari, con una produzione complessiva di 33.700 quintali di uva.
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