
È tempo di nuovi progetti per Andrea Moser: due temporary wine made in Caldaro e il lancio, assieme all’imprenditore del beverage Ettore Ravizza, di un progetto no-alcohol presentato come “la prima vera alternativa al vino dealcolato”.
Per la seconda annata dei suoi temporary wine, Moser ha scelto due uve gemelle, provenienti da una vigna vicino a casa, affacciata sul lago di Caldaro, in Alto Adige. La vigna che ha dato origine a Fly e Run, il secondo e terzo temporary wine di AMProject, un pinot bianco e un pinot nero, si trova a Mazzon di Caldaro ed è esposta a est pieno, a 500 metri sopra l’omonimo lago. La forma di allevamento è il guyot, e su questo sottile terreno di origine glaciale con buona presenza di limo e argilla, nasce un unico vigneto a conduzione biodinamica, che accoglie due vitigni fratelli, ma diversi. Questo territorio e questo vigneto sono casa per il Kellermeister.
Grazie alla collaborazione con un amico direttore di una famosa azienda altoatesina, l’enologo errante ha identificato la vigna e firmato un accordo triennale, che gli permetterà di vinificare queste uve su tre diverse annate, interpretando il carattere di ciascuna. Un ulteriore passaggio per il progetto, che vuole offrire una visione unica e fotografica delle vigne e delle uve, libera da preconcetti e da sovrastrutture. Lavorare sulle stesse uve, ma in tre annate differenti, permetterà di osare ancora di più su fermentazioni, affinamenti e progetti, per costruire un nuovo modello di stile enologico. “Non vogliamo adattare l’uva alle nostre idee per costruire un vino riconoscibile nel tempo - sottolinea Moser - ma vogliamo far emergere ogni anno le caratteristiche ben chiare dell’annata e offrire una fotografia puntuale delle uve in quel momento storico e in quel luogo specifico”.
I nuovi temporary wines saranno disponibili sul mercato da fine aprile, ma è possibile degustarli in anteprima al TapaSotto, locale veronese di Giancarlo Perbellini e Federico Zonta. Inoltre, sono stati selezionati dal team del “Tapas” per il loro temporary restaurant in occasione del prossimo Vinitaly.

Moser non si ferma qui e, assieme all’imprenditore del beverage e produttore di kombucha Ettore Ravizza, esplora un terreno ancora vergine, colmo di opportunità per chi sa coglierle: il segmento no-alcohol diventa parte dell’offerta di AMProject grazie a Komb(w)ine, un prodotto innovativo che segna una nuova possibile strada per chi desidera bere sano, buono e monovarietale ma senza alcohol e senza cedere al dealcolato.
Le molle che hanno fatto scattare il nuovo progetto sono “la crisi del settore vinicolo, l’aumento dei prezzi, l’esigenza di una vita più salutare e di un’alimentazione più curata, la necessità di bevande analcoliche che contribuiscano al nostro benessere. E ancora, l’esigenza dell’alta ristorazione di costruire abbinamenti sempre più intriganti per i menu degustazione, e di creare dei pairing che vadano al di là del canonico vino-cibo. Non ultimo, l’inasprimento delle pene del codice della strada, che ha portato molti ad affacciarsi a nuovi prodotti da sostituire al vino”.
Ecco allora l’idea di un prodotto che, partendo dal mosto monovarietale, potesse essere una valida alternativa per tutti. “Le bevande fermentate sono trasversali – dicono Moser e Ravizza - sono amate da chi è astemio, da chi non beve o non può bere per scelta o per salute, ma anche, grazie alla loro base enoica, a chi cerca una nuova strada per il vino. Vogliamo contribuire al benessere delle persone e del pianeta dando un’alternativa sostenibile al vino dealcolato, che per produzione e tecnologia non risponde a questo valore per noi centrale e fondante”. Un prodotto che viene descritto come “una bevanda mai provata prima, che vuole cambiare le regole del gioco nel mondo del vino”. “È un prodotto salutare – ribadiscono i due ideatori - buono, aromatico, sostenibile, aiuta la filiera. È etico e responsabile. È la prima vera alternativa al vino dealcolato”. Andrea Moser e Ettore Ravizza hanno studiato un nuovo processo che promette di rivoluzionare fin dalle basi il settore, senza distruggere le due industry, e riempire una nicchia di mercato. “È un’avventura nuova, ha un sapore che non ti aspetti, ha l’uva e il varietale come punto di partenza – rimarcano Moser e Ravizza - Fermenta ma non sviluppa alcohol se non in quantità infinitesimale. È un concentrato di benessere e si può bere anche se si deve guidare. È un elisir di lunga vita e un perfetto complemento ai piatti, ideale in pairing”. Presentazione ufficiale durante il prossimo Vinitaly.
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