
I vini No-Low alcohol (NoLo) sbarcano ufficialmente alla 57ma edizione del Vinitaly, in programma a Veronafiere dal 6 al 9 aprile. I vini dealcolati avranno uno spazio dedicato nell'Enoteca dell'area Mixology (hall C) della fiera. Saranno disponibili anche al bar, dove i bartender li utilizzeranno per creare cocktail low alcol e analcolici, rivolti a esperti, operatori del settore e giornalisti.
Vinitaly è un punto di riferimento per le tendenze del settore. “Monitoriamo e analizziamo il mercato per offrire nuovi strumenti alle aziende espositrici – dice il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo - Da quest’anno i vini NoLo saranno parte del programma per ampliare le opportunità di business e affrontare l’evoluzione della domanda”.

Con l'emergere di questa nuova tendenza, i produttori stanno esplorando la possibilità di offrire bevande con ridotto o nullo contenuto alcolico, mantenendo però le proprietà benefiche dell'uva. Tuttavia, questa pratica solleva interrogativi sulla qualità e sul profilo gustativo dei vini, specialmente per quanto riguarda l'equilibrio tra dolcezza, tannicità e acidità.
Il vino è dunque al centro di un dibattito acceso, tra preoccupazioni per la salute, richieste di trasparenza sulle etichette, dazi geopolitici e l’evoluzione dei consumi, spinta anche dall’ascesa dei vini dealcolati. "L’Accademia della Vite e del Vino osserva con attenzione tutto ciò che riguarda l’enologia - afferma il presidente Rosario Di Lorenzo - La dealcolazione è un tema divisivo: da un lato i puristi, convinti che senza alcol non sia vero vino, dall’altro chi vede in questa tendenza una risposta alle nuove abitudini di consumo e alle esigenze del mercato".
Nel dibattito la riflessione si amplia. Dall’analisi della composizione del vino - ricorda però il vicepresidente dell'Accademia Vincenzo Gerbi - emerge che l'alcol rappresenta solo una frazione del totale. "Con l'83-84% di acqua e circa il 13-14% di alcol, il restante 3% è composto da componenti come polifenoli e aromi, che conferiscono al vino le sue caratteristiche uniche. Gli intenditori non si concentrano sul grado alcolico, ma piuttosto sulla complessità dei sapori e degli aromi che ogni varietà e ogni territorio conferisco al vino. Chi conosce i vini soffre nel sentirne parlare come di una qualunque bevanda alcolica, bevuta distrattamente, scelta per sfruttare il suo contenuto in alcol e ottenerne un effetto euforizzante e disinibente. Il vino è invece l’accompagnamento ideale del cibo in uno stile di vita tipico delle popolazioni mediterranee".
Il programma del Vinitaly 2025 dedicato ai vini dealcolati prevede numerosi appuntamenti, tra i quali: Zero alcol e attese del mercato (8 aprile) e Tecnologia 0.0: produzione e innovazione a confronto (9 aprile), in collaborazione con Unione Italiana Vini e l’Osservatorio UIV-Vinitaly. “Questo progetto pilota - spiega il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini - che spazia dal prodotto alla formazione fino alla tecnologia, diventerà strutturale nelle prossime edizioni. L’obiettivo è affiancare ai vini di denominazione un segmento in forte crescita a livello globale, rafforzando la competitività di Vinitaly in un settore in trasformazione”.

Tra i protagonisti del “vino NoLo” al prossimo Vinitaly c’è Martin Foradori Hofstätter, che dal 2020 ha incarnato il volto del vino dealcolato in Italia, sfidando critiche e scetticismi. La tenuta altoatesina J. Hofstätter, realtà dalla tradizione centenaria, ha rivoluzionato il settore. Oggi, a cinque anni di distanza, il vino dealcolato è di interesse globale, sostenuto da dati in crescita che costringono persino i più diffidenti a riconsiderare le proprie opinioni.
L’obiettivo è dimostrare che l'assenza di alcol non limita l'eccellenza e la raffinatezza dell’offerta. Ed è in questo momento storico che il produttore di Tramin-Termeno rilancia con un’innovazione nel segmento premium, offrendo un’alternativa di alta gamma per chi è alla ricerca di un vino senza alcol di fascia superiore: Dr. Fischer Zero Riesling Sparkling, nato al 100% da Riesling Kabinett. “Dopo un'accurata selezione di vini – spiega Martin Foradori Hofstätter - abbiamo individuato un Riesling Kabinett di alta qualità che è stato dealcolato per dare vita a un prodotto premium di questa categoria. Il termine 'Kabinett' indica la prima classificazione dei vini a predicato tedeschi, quindi la base di partenza è di livello eccellente”.
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