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Franciacorta, +130% export in 15 anni. Consorzio spegne 35 candeline. 19,1 milioni bottiglie spedite in 2024. Ufficiale approvazione Uga.

Franciacorta, export a 2,3 milioni di bottiglie. Il Consorzio spegne 35 candeline e pensa alle UGA

di redazione | 18 Marzo 2025

Le bottiglie spedite nel 2024 sono state 19,1 milioni, di cui il 12% all’estero. Cresce lo sparkling. Tre giorni di celebrazioni e incontri per la ricorrenza. Sotto la presidenza di Silvano Brescianini, è stata ufficializzata l’approvazione delle Uga.

1990-2025. Il Consorzio Franciacorta ha festeggiato i suoi primi 35 anni con una tre-giorni di incontri e celebrazioni a cui ha preso parte anche il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Un’occasione per fare un bilancio della crescita del Consorzio, presentare i nuovi progetti - in particolare quello sulle UGA . e la volontà di continuare a creare sinergie e relazioni di valore con realtà di settori differenti, dal fashion al food, dal lusso all’hôtellerie - leggi un approfondimento sull'evento da ItaliaWineTour.
Nato dall’iniziativa di 29 produttori per garantire e controllare il rispetto della disciplina di produzione del vino Franciacorta, oggi conta oltre 120 cantine e più di 200 soci coinvolti nella filiera produttiva delle denominazioni Franciacorta Docg, Curtefranca Doc e Sebino Igt.

L’EXPORT A 2,3 MILIONI DI BOTTIGLIE INDICA LA ROTTA

Le bottiglie spedite nel 2024 sono state 19,1 milioni, con l'export che - pur cresciuto in percentuale negli ultimi 15 anni (+130%) rimane marginale per la denominazione garantendo oggi solo il 12% della produzione. Confrontando i dati del 2011 e del 2024 si passa infatti da 1 milione di bottiglie inviate fuori dai confini nazionali a 2,3 milioni, con risultati significativi sul mercato svizzero (22,1% sul totale), statunitense (12,6%), giapponese e tedesco (entrambi al 10,8%). E forse l'affezione dei consumatori italiani verso il Franciacorta non è cosa di cui dispiacersi in tempi di dazi e guerre commerciali.
Sono comunque positivi anche i numeri realizzati nei confini nazionali. Secondo dati Nomisma, il Franciacorta è conosciuto dal 95% dei consumatori italiani e il 61% lo ha bevuto almeno una volta nell’ultimo anno. Negli anni si è registrato un calo del consumo di vino rosso e una crescita dello sparkling, una tendenza sia italiana che globale. Nel 2010 in Italia, in particolare, l’8% delle bottiglie consumate erano vini sparkling, mentre nel 2023 sono state il 15%. Intanto, il consumo di vino rosso è sceso di 6 punti percentuali: dal 43,9% a 37,6. Un trend che si è notato anche nella grande distribuzione, che vale circa il 60% del prodotto al consumo finale.
Il mercato interno resta quello più importante in termini di volume, anche questo interessato da una crescita importante negli ultimi 15 anni: da 10,6 milioni di bottiglie del 2011 si è arrivati alle 16,8 milioni di bottiglie vendute in Italia lo scorso anno.
Il Consorzio ha delineato inoltre i principali driver di crescita per il futuro: sostenibilità, territorialità e salutismo. La certificazione sostenibile, in particolare, è destinata a diventare sempre più rilevante, soprattutto per la Gen Z, con una previsione di crescita del 93%.
Lo sviluppo del Consorzio Franciacorta negli ultimi 30 anni ha viaggiato in parallelo con la crescita del turismo in provincia di Brescia. Il confronto sui dati degli ultimi 15 anni vede gli arrivi passare da 1,8 milioni nel 2008 (di cui 118.633 negli agriturismi e i restanti nelle altre strutture) a 3 milioni nel 2023 (di cui 264.340 negli agriturismi) in un trend di crescita costante, eccettuati gli anni contrassegnati dalla pandemia di Covid. Un andamento analogo si nota anche per le presenze, passate da 7,9 milioni nel 2008 a 10,6 milioni nel 2023, con un picco di 11,3 milioni nel 2022.

Durante le celebrazioni per i 35 anni del Consorzio, il presidente Silvano Brescianini ha ufficializzato anche l’approvazione da parte dell’Assemblea delle Unità Geografiche Aggiuntive, le cosiddette Uga, con la volontà di inserirle nel disciplinare, azione che richiederà diversi anni prima di arrivare a compimento.

Le bottiglie spedite nel 2024 sono state 19,1 milioni, di cui il 12% all’estero dove negli ultimi 15 anni il numero di bottiglie vendute è cresciuto del 130%.
Franciacorta, i numeri dell'export

FRANCIACORTA DOPO I 35: DAL PROGETTO ITA.CA A ERBAMAT

Tra le attività più importanti degli ultimi 15 anni condotte dal Consorzio Franciacorta c’è il progetto Ita.Ca (Italian Wine Carbon Calculator), una metodologia condivisa a livello internazionale in grado di stimare la quantità di emissioni derivate dal processo produttivo. Nel 2010 il Consorzio è stato il primo e unico in Italia a promuovere un monitoraggio delle emissioni di gas serra a livello territoriale, con una rappresentatività superiore rispetto agli altri paesi, coinvolgendo un numero di aziende pari circa al 60% della superficie vitata del Franciacorta Docg. Al 2013 risale invece il progetto Biopass per lo studio della biodiversità in vigna, mentre nel 2015, accanto al già avviato monitoraggio dei fitofagi, è stato svolto anche quello dei flussi di CO2 nei vigneti. Nel 2019, attraverso il progetto F.A.RE.SU.BIO si è potuto invece valutare l’evoluzione della sostanza organica nel suolo e studiare la biodiversità funzionale.
Tra le numerose pratiche green, va ricordato anche come il Consorzio Franciacorta abbia promosso il progetto Erbamat, che ha consentito di riportare sulla scena questo antico vitigno autoctono, conosciuto fin dal 1500. Approvato l’Erbamat nel quadro varietale del Franciacorta, i produttori possono quindi trovare nuove opportunità di sviluppo anche attraverso questo vitigno da secoli parte integrante del territorio.
Gli investimenti in progetti di ricerca sono costanti: attualmente ne sono in corso 13 con l’Università degli Studi di Milano che coinvolgono 91 vigneti; altri 4 con l’Università degli Studi di Verona su 24 vigneti. A questi si sommano i 3 progetti di ricerca avviati su 15 vigneti con Agrea Centro Studi, i due studi avviati con la Fondazione Edmund Mach e la collaborazione dell’Università di Brescia con il corso di laurea Sistemi agricoli sostenibili.

Nato dall’iniziativa di 29 produttori per garantire e controllare il rispetto della disciplina di produzione del vino Franciacorta, oggi conta oltre 120 cantine e più di 200 soci coinvolti nella filiera produttiva delle denominazioni Franciacorta Docg, Curtefranca Doc e Sebino Igt.
l'evoluzione del brand

 

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