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donald_trump_DAZI_usa_200 aziende Dazi USA, Trump annuncia l'incubo 30% dall'1 agosto

USA, Trump ricatta l'UE: dazi 200% sul vino se rimane imposta 50% sul whiskey

di redazione | 13 Marzo 2025

Il presidente degli Stati Uniti minaccia dazi del 200% su vino, Champagne e liquori europei se l'Unione Europea andrà avanti con una tariffa pianificata sul whiskey americano. UIV: "verrebbe azzerato il mercato USA, ma penalizzati anche il comparto in America".

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump - che ormai non rilascia nemmeno dichiarazioni, ma si limita a scrivere pensieri provocatori sul suo social Truth o su X - ha minacciato dazi del 200% su vino, Champagne e liquori europei se l'Unione Europea andrà avanti con una tariffa pianificata sul whiskey americano.

La tariffa europea, annunciata in risposta alle tariffe su acciaio e alluminio da parte dell'amministrazione statunitense, dovrebbe entrare in vigore l'1 aprile.

"BRINDISI, NON TARIFFE"

Ieri la Commissione Europea aveva infatti annunciato l'imposizione di tariffe su 26 miliardi di euro di merci statunitensi a partire dal mese prossimo, in risposta ai dazi statunitensi su acciaio e alluminio, alimentando un'escalation della guerra commerciale globale. La Commissione si è comunque detta disponibile a colloqui e ha aggiunto di ritenere che dazi più alti non siano nell'interesse di nessuno.

Nel suo post mattutino, Trump ha invece promesso una nuova escalation nella sua guerra commerciale se l'UE andrà avanti con un dazio pianificata del 50% sul whiskey americano. "Se questa tariffa non verrà rimossa immediatamente, gli Stati Uniti imporranno a breve una tariffa del 200% su tutti i vini, Champagne e sui prodotti alcolici in uscita dalla Francia e da altri paesi rappresentanti dall'UE - ha scritto Trump - Questo sarà fantastico per le attività di vino e champagne negli Stati Uniti".

Il portavoce della Commissione europea Olof Gill ha affermato, poco prima dell'annuncio di Trump, che l'UE era "preparata a qualsiasi cosa potesse accadere e ci stiamo preparando da oltre un anno. Chiediamo agli Stati Uniti di revocare immediatamente le tariffe imposte ieri e vogliamo negoziare per evitare tariffe in futuro. Non portano altro che risultati perdenti e noi vogliamo concentrarci su risultati vantaggiosi per tutti".

"Il settore degli alcolici USA-UE è il modello per un commercio equo e reciproco, con tariffe zero-per-zero dal 1997", afferma Chris Swonger, presidente e CEO del Distilled Spirits Council. "Esortiamo il presidente Trump a garantire un accordo sugli alcolici con l'UE per riportarci alle tariffe zero-per-zero, il che creerà posti di lavoro negli Stati Uniti e aumenterà la produzione e le esportazioni per il settore alberghiero americano. Vogliamo brindisi, non tariffe".

UIV: DANNO PER L'EUROPA E PER L'INFUSTRIA WINE & FOOD AMERICANA

Non si è fatto attendere il commento di Lamberto Frescobaldi, presidente Unione Italiana Vini. “L’escalation delle guerre commerciali genera situazioni grottesche in cui a perdere sono tutti. Siamo al sonno della ragione che genera mostri, speriamo in un pronto risveglio da questo incubo, perché il vino è il simbolo dell’amicizia tra i due popoli”, ha dichiarato il presidente UIV. “Con i dazi al 200%, a cui non vogliamo credere almeno quanto non crediamo ai mostri, l’UE perderebbe circa 4,9 miliardi di euro di export, ovvero il monte totale delle esportazioni dirette oltreoceano. Ma a perdere sarebbe anche tutta l’industria del wine&food americana, perché per ogni euro di vino d’importazione acquistato se ne generano 4,5 in favore dell’economia statunitense”. L’Italia, secondo l’Osservatorio UIV, lo scorso anno ha spedito negli Usa il 24% del totale export globale per un controvalore di 1,93 miliardi di euro (+10% sul 2023) che si azzererebbe completamente nel caso di dazi al 200%.

FEDERVINI: ESCALATION PERICOLOSA, VISTI I DANNI IN PASSATO

Grandissima preoccupazione anche in casa Fedevini. L’associazione confindustriale di produttori di vini e spiriti sottolinea come "una escalation tariffaria che avrebbe effetti dirompenti su entrambi i lati dell’Atlantico. I danni sarebbero ingenti e probabilmente irreparabili, coinvolgendo filiere produttive, decine di migliaia di imprese e centinaia di migliaia di lavoratori, sia negli Stati Uniti sia in Europa".

"Già in passato il comparto ha pagato a caro prezzo dazi imposti per motivi estranei al settore - si legge in una nota della federazione - non possiamo permettere che ciò si ripeta con effetti potenzialmente ancora più drammatici. Guardando alle sole esportazioni italiane verso gli USA parliamo di un valore di circa 2 miliardi di euro all'anno".

Federvini lancia un appello alle istituzioni italiane, europee e statunitensi affinché lavorino con urgenza a soluzioni condivise, "scongiurando nuove misure restrittive e tutelando un commercio transatlantico che, nel tempo, ha generato benefici reciproci".

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