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Nomisma export 2024: vino Italia, export sceglie est Europa e America latina. Francia -2,4%, tengono USA e Cina. Nel Belpaese male gdo, crescono discount

L'Italia del vino nel 2024 sceglie le rotte dell’est Europa e dell'America Latina

di redazione | 17 Febbraio 2025

L’11mo Wine Forum di Nomisma presenta un quadro a luci e ombre per il settore enologico internazionale. L’Italia cerca nuovi mercati mentre la Francia continua a pagare dazio (-2,4%); tengono USA e Cina. Nel Belpaese consumatori col freno a mano tirato: male la gdo, crescono i discount.

Dopo un 2023 che aveva visto ridimensionarsi sensibilmente i consumi di vino a livello mondiale, il 2024 conferma il trend negativo anche per l'Italia del vino, in particolare sul fronte degli scambi internazionali. Tra i 12 principali mercati di import (che pesano per oltre il 60% nelle importazioni mondiali di vino), si sono registrate variazioni positive solo per Stati Uniti, Canada, Cina e Brasile.

In uno scenario complesso e incerto, minato da rigurgiti di protezionismo e minacce di dazi aggiuntivi, gli acquisti di vino dall'Italia crescono invece più della media, grazie soprattutto agli spumanti che, nello stesso panel di 12 mercati, registrano un +4,8% di export a valore contro una media aggregata del -5,1%, con punte del +11% negli Stati Uniti, del 10% in Australia e del 9% in Canada.

Ma è soprattutto la ricerca di nuovi mercati di sbocco che diventa sempre più prioritaria per le imprese del vino italiano. In questi ultimi tre anni, l'export vinicolo dal Belpaese è cresciuto nelle aree dell'Est Europa e dell'America Latina: Polonia (+26% rispetto al 2022), Repubblica Ceca (+47%), Romania (+22%), Messico (+3%) e Ecuador (+56%) sono alcuni dei mercati dove i vini tricolori sono sempre più apprezzati. Senza dimenticare il Brasile, un grande mercato di oltre 200 milioni di abitanti e facente parte dell'accordo di libero scambio tra Ue e Mercosur dove "i vini rossi, in particolare toscani e piemontesi, sono quelli più apprezzati dal consumatore brasiliano, in particolare della regione Sudest, con titolo di studio e reddito medio-alto, appartenente alla generazione dei Millennials" come evidenzia Fabio Benassi, project manager di Nomisma Wine Monitor.

Sono queste alcune delle principali note emerse durante l'11mo Forum Wine Monitor di Nomisma, che  ha visto alternarsi approfondimenti sul mercato del vino da parte degli esperti del Team Wine Monitor e di NielsenIQ con il contributo di testimonianze del mondo imprenditoriale.

"Purtroppo i principali mercati di import hanno chiuso il 2024 in ulteriore calo - osserva Denis Pantini, responsabile agroalimentare e Wine monitor di Nomisma - e quelli che sono andati in controtendenza sottendono consumi di vino ancora in sofferenza come nel caso degli Stati Uniti o della Cina dove il rimbalzo del 38% nelle importazioni è interamente ascrivibile al ritorno dei vini australiani dopo che erano stati messi al bando dal governo cinese nel 2021 con un superdazio del 218%".

Un ritorno che ha permesso all'export di vino australiano di chiudere il 2024 in crescita del 30% rispetto all'anno precedente, quando invece aveva subito un crollo del 10%. E chi invece non è riuscito a recuperare dal calo del 2023 è stato il vino francese che, nel complesso, ha perso un altro 2,4% nel valore dei vini esportati (dopo il -2,7% dell'anno precedente).

"Se nel 2023 l'export di vino francese è calato a causa della riduzione nelle vendite oltre frontiera di vini rossi, nel 2024 è stato lo Champagne a trascinare al ribasso le esportazioni transalpine, con il 10% in meno di bottiglie spedite nel mondo" aggiunge Pantini.

i no alcol wines, negli USA sono già una realtà diffusa nel consumo delle giovani generazioni
i giovani preferiscono i vini dealcolati

AUMENTO DELL'INFLAZIONE, I CONSUMATORI LASCIANO LA GDO PER I DISCOUNT

Sul mercato nazionale, la fiammata inflazionistica degli ultimi anni ha lasciato un consumatore italiano con minori capacità di spesa e aspettative future ancora improntate alla prudenza. È quanto si deduce dalle quantità di vino vendute nella distribuzione moderna che, per il 2024, evidenziano una riduzione di quasi il -2% nel canale Iper e Super, con punte più elevate nel caso dei vini rossi (-4,6%) e frizzanti (-7,4%). I volumi venduti hanno invece tenuto nel discount, mettendo a segno anche una crescita a valori dell'1,2%, in particolare grazie agli spumanti.

Tasto delicato emerso durante il forum di Nomisma è quello rappresentato dai consumatori e, in particolare, della loro evoluzione alla luce del fatto che in Italia e nei principali mercati - come, ad esempio, gli Stati Uniti - la maggior parte dei consumi di vino è ancora sostenuto dagli over 60. "In Italia i giovani appartenenti alla Gen Z consumano vino solo in occasioni speciali - evidenzia Ilaria Cisbani, market analyst di Nomisma Wine Monitor -, hanno una scarsa conoscenza del prodotto e quando lo scelgono prestano attenzione primariamente alla gradazione alcolica e alla sostenibilità. E lo stesso accade anche negli Stati Uniti e questo spiega perché i no alcol wines, negli USA sono già una realtà diffusa nel consumo delle giovani generazioni".

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