
L’olio extravergine di oliva italiano vola sulle tavole dei consumatori: secondo l’Osservatorio Nomisma-Sol2Expo è nel carrello della spesa del 96% degli italiani, scelto perché ritenuto benefico e salutare; con +52,5% a valore e +5,4% a volume nei primi dieci mesi del 2024 rispetto allo stesso segmento del 2023, conferma inoltre il trend di crescita anche nell’export.
L’olio evo tricolore sarà tra i protagonisti di Sol2Expo 2025, il salone dedicato all’Italia dell’olio e dell’olivo in programma a Veronafiere dal 2 al 4 marzo e che quest’anno, dopo 28 edizioni in convivenza con Vinitaly, riparte con un'edizione start-up e raddoppia gli spazi espositivi portandoli a 10mila metri quadrati.
La kermesse, presentata nella sede del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida, attraverso una panoramica a tutto tondo su prodotto, tecnologia, formazione e turismo, accende i riflettori sull’intera filiera dell’olivicoltura italiana, dalla terra alla tavola e dalla produzione alla trasformazione, con focus che spaziano dall’olio all’oliva e tutti i sottoprodotti e derivati, fino a wellness e cosmesi. L’anima business – con un piano di incoming di operatori esteri specializzati – è affiancata da un programma consumer che prevede cooking show, workshop e degustazioni con pairing per il pubblico e gli appassionati, oltre alla possibilità di acquisto diretto.
Alla tre-giorni saranno presenti diverse sigle e associazioni del mondo olivicolo e rappresentanze di tutte le regioni produttive italiane. Sul fronte estero, sono già confermate le presenze di aziende da Albania, Spagna, Tunisia e, per le tecnologie, dalla Germania, oltre a numerosi professionisti e operatori da diversi paesi internazionali.
“Il consumo globale di olio d'oliva ha superato i 3 milioni di tonnellate, allargando la platea di consumatori a mercati emergenti in Sudamerica e in Asia – evidenzia il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo – Allo stesso tempo, l’Italia vive una stagione produttiva difficile, messa alla prova dal cambiamento climatico. Per questo abbiamo potenziato l’attività di analisi del comparto con due strumenti inediti: il nuovo Osservatorio di Sol2Expo per il monitoraggio del mercato e dei consumi, realizzato in collaborazione con Nomisma e il neonato comitato tecnico-scientifico, per un presidio su ricerca, innovazione e i temi caldi del settore”.

Per il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini “Già da questa edizione start-up, Sol2Expo offre una panoramica completa sul mondo dell’oliva e dell’olio, a partire dal business fino al consumatore finale. Si va dal prodotto al sottoprodotto, passando per la tecnologia, la formazione e il turismo, con l’obiettivo di garantire a operatori e visitatori una fiera altamente esperienziale, oltre che una vetrina d’eccezione per l’eccellenza olivicola italiana. Sul fronte della promozione abbiamo lavorato con i nostri delegati e Ice-Agenzia per l’incoming di top-buyer specializzati, con operatori provenienti da 27 paesi».
“Iniziative come quella di Sol2Expo contribuiscono a raccontare un grande prodotto, l’olio, dandogli valore – dichiara il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida - Più cresce il valore del prodotto e più ogni anello lungo la filiera ne beneficerà. Non si può più ragionare in termini di prezzi bassi o alti, ma di prezzi giusti che vanno spiegati e raccontati. Dobbiamo creare la giusta aspettativa di mercato rispetto ad un prodotto di eccellenza. La qualità è ciò che caratterizza la nostra nazione: dobbiamo capire come continuare a valorizzare questa qualità per creare ricchezza e consentire al sistema di continuare a investire proprio su questo”.

Con un export che nel periodo gennaio-ottobre 2024 ha superato i 2,1 miliardi di euro, l’olio evo italiano rappresenta per i consumatori del Belpaese un "bene sociale" e un ingrediente irrinunciabile per la tavola. Secondo l’Osservatorio Nomisma-Sol2Expo, il 36% considera l'olio evo uno degli alimenti più salutari, al pari di verdure, frutta e pesce, tanto che le parole più associate dagli italiani alla filiera olivicola sono "salute", "sostenibilità" e "natura", a cui si aggiungono i riferimenti a "qualità", "bontà", "benessere" e "beneficio". La presenza di olio extravergine di oliva funge da incentivo anche per l'acquisto di pesce in scatola (70%), oli aromatizzati (69%), paté di olive e paste spalmabili a base di olio di oliva (64%) e prodotti sott'olio (63%).
A orientare l’acquisto di olio evo, prima ancora del prezzo (prima motivazione per il 18%) e della fedeltà al brand (15%), sono sempre più le indicazioni di origine, importanti per 4 consumatori su 10, attenti sia alla provenienza made in Italy (29%) che alla presenza di certificazioni Dop/Igp (15%). E quello dei prodotti a denominazione rappresenta uno dei segmenti in crescita anche sul versante produttivo che, negli ultimi dieci anni, ha registrato un aumento della quota degli oli Dop/Igp made in Italy dal 2% al 6%. A questo dato si affianca quello della coltivazione biologica, oggi estesa a quasi un quarto (24% contro il 15% del 2013) degli 1,14 milioni di ettari dedicati alla coltivazione di olivi in Italia.
Con 619 mila imprese e 4.327 frantoi attivi, l’Italia rappresenta uno dei principali produttori di olio d’oliva a livello globale. Nella campagna 2024-2025 la produzione si è attestata sulle 224 mila tonnellate, con un calo del 32% rispetto alla scorsa annata che conferma il trend al ribasso del decennio, imputabile soprattutto agli effetti negativi del cambiamento climatico sulle rese. In particolare, dal 2018 ad oggi, la produzione di olio d’oliva non è mai andata oltre le 370 mila tonnellate.
La contrazione dell’offerta ha determinato un sensibile aumento dei prezzi medi sui mercati esteri (passato da 5,08 euro/kg a 10,12 euro/kg nel giro di due anni) e anche in Italia. Di conseguenza, nel 2024 i volumi delle vendite di olio evo nel canale off-trade hanno segnato un -1% a fronte di un incremento a valore del 29%, con un prezzo medio in crescita del 30%.
L’export di evo made in Italy raggiunge oggi 160 paesi, ma oltre il 60% delle esportazioni italiane di olio extravergine di oliva si concentra tra Stati Uniti, Germania, Francia, Canada e Giappone, con gli Usa che, da soli, assorbono circa un terzo dell’olio evo italiano esportato.

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