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vino toscano 2024 Vigneto Toscana, Settimana Anteprime: crescono superficie, produzione e bio. Export Dop fermi +10% valore. I numeri a PrimAnteprima.

Vino toscano: nel 2024 crescono superficie vitata e produzione (soprattutto bio). Export Dop fermi +10% valore

di redazione | 14 Febbraio 2025

Dopo la flessione del 2023, + 900mila ettolitri nel 2024. La Toscana si conferma terra del biologico, con il 38% della superficie vitata coltivata a bio. I numeri della ‘wine economy’ della regione presentati a PrimAnteprima, in un’annata segnata dai timori per l’evoluzione del mercato globale.

Malgrado i mari agitati del mercato, il vino toscano mantiene la barra dritta. Nel 2024 cresce la superficie vitata regionale, superando per la prima volta i 61mila ettari, resta stabile quella coltivata a biologico (più di 25mila ettari, circa il 40% del totale vitato). Migliorano anche produzione (2,6 milioni di ettolitri, 900mila in più rispetto all’anno precedente) e export, soprattutto delle Dop ferme, cresciute del 5% in volume e del 10% in valore nei primi 10 mesi del 2024.
Restano tuttavia incertezze sul futuro, legate soprattutto all’evoluzione del mercato globale nel medio-lungo periodo (e in fin dei conti il 2024 mostra una tenuta sul 2023, che però era stato un annus horribilis) e al peso del climate change. È questa, in sintesi, la fotografia che emerge da PrimAnteprima, l’appuntamento promosso da Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze che ha aperto la Settimana delle Anteprime del vino toscano in cui si presentano agli operatori internazionali le nuove annate.

Fabio del Bravo di Ismea
Fabio del Bravo di Ismea

SUPERFICI COLTIVATE A BIO IL 17% DEL TOTALE NAZIONALE

I dati della "wine economy" toscana, elaborati da ISMEA per PrimAnteprima, presentano una situazione che vede la regione confermarsi ancora una volta la terra del biologico, con 23.534 ettari di superficie coltivata a bio, su un totale di 61.431 ettari, ovvero il 38% dell’intera superficie regionale e il 17% di quella nazionale. Un dato che evidenzia il raggiungimento e superamento con largo anticipo dell’obiettivo del 25% di superficie bio posto dal New green deal dell’Unione Europea e dall’Agenda ONU 2030.Nei giorni scorsi la Regione ha, inoltre, stanziato un fondo di 11 milioni di euro di risorse comunitarie per l’intervento di “Ristrutturazione e riconversione dei vigneti” in modo da aumentare la competitività dei produttori aiutandoli a far conoscere ed apprezzare la qualità dei loro prodotti nel mondo. Anche in questo ambito la Toscana supera la media nazionale, con il 55% dei vigneti che ha meno di venti anni.
Degli oltre 61mila ettari coltivati a vite, quasi il 95% è destinato a vini a denominazione, rispetto a una media nazionale che arriva al 65%. Oltre 12 mila, invece, le aziende viticole della regione che coltivano una media di quasi 4 ettari ciascuna.

VINO TOSCANO: NEL 2024 PRODUZIONE A 2,6 MILIONI DI ETTOLITRI. SI RAFFORZA L’EXPORT

Con una produzione in crescita rispetto all’anno precedente, a 2,6 milioni di ettolitri, la Toscana occupa la settima posizione a livello nazionale per quantità di vino prodotto. Tra le 52 Dop (11 Docg e 41 Doc) e 6 Igt che presidiano la quasi totalità della superficie vitata, sono due le denominazioni che dominano per estensione: Chianti e Chianti Classico, che occupano rispettivamente il 41% e il 21% della superficie rivendicata.
Riguardo l’imbottigliamento le stime parlano di 1,2 milioni di ettolitri di vini Dop nel 2024, con il Chianti che da solo rappresenta il 47% del totale del volume imbottigliato, seguito dal Chianti Classico al 20%.
A crescere non è solo la produzione, ma anche le esportazioni, soprattutto quelle dei vini Dop fermi. I dati dei primi dieci mesi del 2024 indicano, infatti, un aumento del 5% in volume e del 10% in valore sullo stesso periodo del 2023. Se questo risultato fosse confermato anche dai dati degli ultimi due mesi del 2024 si supererebbero i 730 mila ettolitri per un valore di 740 milioni di euro.
Analizzando nel dettaglio le aree geografiche, si nota come la progressione più consistente dei volumi esportati è stata verso i paesi extra-UE, cresciuti del +7% a fronte del +1% maturato all’interno dei confini comunitari, con un divario che in valore diventa molto più evidente: +16% dei paesi extra UE contro la flessione del -4% all’interno dalla UE. Il 54% delle consegne è stato verso Stati Uniti, Germania e Canada, con gli USA che da soli rappresentano il 33% in volume ed il 40% in valore.
Alla luce di questi dati appare evidente come in futuro rischiano di pesare le incertezze legate all’evoluzione del mercato globale nel medio-lungo periodo, in riferimento ai dazi che potrebbero essere introdotti dall’amministrazione americana. Un altro elemento di criticità è rappresentato dai possibili effetti dei cambiamenti climatici, che preoccupano i produttori tanto da indurli ad intraprendere un profondo ripensamento delle tecniche di coltivazioni e della gestione in vigna e in cantina, pensando a nuovi cloni resistenti, sensoristica, gestione dell’acqua, non ultimo proporre vini sui mercati più vicini ai desiderata di consumatori più giovani.

Nel 2024 cresce la superficie vitata regionale, superando per la prima volta i 61mila ettari, resta stabile quella coltivata a biologico (più di 25mila ettari) e migliorano produzione (2,6 milioni di ettolitri, 900mila in più rispetto all’anno precedente) ed export, soprattutto delle Dop ferme, cresciute del 5% in volume e del 10% in valore nei primi 10 mesi del 2024.
i numeri della viticoltura toscana

Ampliando lo sguardo sull’export italiano si nota che nei primi dieci mesi del 2024 sono sempre gli spumanti a trainare le esportazioni, con spedizioni in volume cresciute del 13% ed un +10% dei corrispettivi, un mercato, quello delle bollicine, a cui si stanno affacciando anche i vini a denominazione prodotti in Toscana, dal Maremma al Pomino, dal Valdichiana al Bianco di Pitigliano e all’Elba e, ultimo in ordine di tempo, il Toscana. Ma il segnale positivo arriva anche dai vini fermi in bottiglia che hanno registrato progressioni del 4% e 5% rispettivamente in volume e in valore. Tornano con il segno positivo anche le variazioni dei vini Dop sia nel segmento dei bianchi (+4% in volume e valore) sia in quello dei rossi (+3% in volume e +6% in valore). Dati, questi, che devono essere considerati per analizzare il cambiamento di paradigma nei consumi mondiali con sempre più persone che vogliono gli spumanti e meno vini rossi, privilegiando quelli a basso tenore alcolico soprattutto per una maggiore attenzione agli aspetti salutistici.

MERCATO INTERNO PIÙ FRAGILE MA AUMENTANO VENDITE NEI NEGOZI SPECIALIZZATI

Se l’export cresce, la domanda interna evidenzia una situazione diversa, con i consumi domestici (horeca escluso) che si sono ridotti del 3% per le Dop toscane, che rappresentano il 14% del valore dei vini Dop venduti nella grande distribuzione, mentre il valore complessivo della relativa spesa è sceso del 1%. Anche per i vini Igt toscani, che nel 2024 hanno rappresentato l’8,5% del valore complessivo degli Igt venduti nella Distribuzione Moderna, si è rilevato un indebolimento della domanda con flessione degli acquisti in volume del 3%. Il profilo del consumatore tipo di vino Dop toscano, che acquista nella gdo, è prevalentemente over 60 (il 68% degli acquirenti) con reddito medio-alto, residente nel centro-nord, mentre l’identikit del consumatore casalingo, che si rifornisce nel canale retail è over 55 e, sei volte su dieci, con un reddito sopra la media. Sul fronte delle vendite, tuttavia, c’è da considerare – sebbene nella debita scala di volumi – il buon andamento delle vendite presso i negozi specializzati che stanno mostrando un crescente interesse da parte dei consumatori per prodotti di qualità e per vini con caratteristiche di provenienza particolari.

la Toscana si conferma la terra del biologico, con 23.534 ettari di superficie coltivata a bio, su un totale di 61.431 ettari, ovvero il 38% dell’intera superficie regionale e il 17% di quella nazionale
la diffusione dei vini bio in Toscana

 

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