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Joško Gravner rivoluziona l’affinamento del vino con vetro e acciaio. Nuovi contenitori e materiali in collaborazione con EnoKube e Pfaudler.

Joško Gravner, nuova rivoluzione nel segno del vetro

di redazione | 14 Febbraio 2025

Il vignaiolo di Oslavia, “padre” degli orange wine, a fianco delle anfore sotterrate e delle botti sperimenta nella sua cantina nuovi contenitori in vetro e acciaio vetrificato per l'affinamento. Progetti frutto della collaborazione con le aziende specializzate EnoKube e Pfaudler. Cinque dei nove recipienti sono già in uso.

Joško Gravner, considerato da molti uno degli innovatori più radicali del vino italiano, non smette di stupire e introduce l’ennesima "rivoluzione" nel segno del vetro tra le soluzioni di affinamento. Sempre alla ricerca del contenitore giusto dove far nascere i suoi vini, il “padre” degli orange wine è approdato, con il supporto del nipote Gregor Pietro Viola, all’utilizzo dei contenitori in vetro e acciaio vetrificato, materiali scelti per le loro qualità di inerzia, resistenza e facilità di pulizia.
Sono due le realtà che hanno creato i nove nuovi contenitori – cinque dei quali sono già stati installati, mentre altri quattro arriveranno nel corso dell’anno – destinati ad affiancare le anfore interrate, andando così a integrare il processo produttivo della cantina di Oslavia (GO): EnoKube e Pfaudler.

La collaborazione con EnoKube - un progetto interamente italiano realizzato da Enrico Cusinato assieme al mastro vetraio Vittorio Benvenuto, partendo da un’idea di Gravner - ha visto la creazione di una innovativa vasca in vetro da 10 ettolitri. Introdotto in cantina già la scorsa primavera, il contenitore ha permesso di testare nuove modalità di affinamento di piccoli lotti o selezioni, lasciando molto spazio alle sperimentazioni.

Tuttavia, la sfida di gestire volumi maggiori ha rivelato i limiti del vetro nel sostenere pesi più elevati. È stato allora che la famiglia Gravner è entrata in contatto anche con Pfaudler Italia, controllata della multinazionale GMM Pfaudler specializzata nella costruzione di apparecchiature vetrificate per l’industria chimica e farmaceutica. Insieme hanno sviluppato i serbatoi in acciaio vetrificato dalla capacità massima di 70 ettolitri, il cui design combina la robustezza dell’acciaio e la resistenza chimica del vetro.

Dopo la progettazione e costruzione iniziale, i serbatoi in acciaio subiscono il processo manuale di vetrificazione interna che prevede un primo strato base e successive altre di copertura. A ogni vetrificazione segue un trattamento termico di circa 900°C in modo da unire l’acciaio e il vetro in maniera permanente rendendolo un vero e proprio materiale composito. Il rivestimento vetroso garantisce una superficie liscia e senza porosità, altamente igienica e che non rilascia sostanze indesiderate, rendendolo ideale per lo stoccaggio e l’affinamento del vino. Oltre alla lunga durata di esercizio, i serbatoi vetrificati sono interamente riciclabili, favorendo in questo modo l’impatto ambientale e migliorando la sostenibilità.

josko gravner vetro contenitori
le due tipologie di nuovi contenitori nella cantina Gravner

GRAVNER, INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ NELLE NUOVE SOLUZIONI

“La costante ricerca di innovazione non è mai fine a se stessa, ma nasce dalla volontà di migliorare ogni aspetto del processo produttivo, restando fedeli alle nostre radici – dichiara Mateja Gravner, che guida l’azienda assieme al padre Joško – Con EnoKube abbiamo trovato una soluzione perfetta per le piccole produzioni di alta qualità, dove ogni dettaglio fa la differenza. Pfaudler, invece, ci ha permesso di affrontare la sfida di affinare i normali volumi di produzione senza compromettere la qualità del vino. Entrambe le soluzioni sono fondamentali per noi, perché rappresentano due facce della stessa medaglia: la ricerca della perfezione nel vino, indipendentemente dalla quantità. Ogni contenitore ha un ruolo specifico e prezioso nel nostro processo, e insieme ci permettono di continuare a fare ciò che amiamo”.

“La collaborazione tra il Gruppo GMM Pfaudler e Gravner rappresenta un passo significativo – sottolinea Mauro Bona di Pfaudler Italy – È un incontro tra ricerca industriale e natura, per Pfaudler è l’occasione di dimostrare l’adattabilità delle proprie tecnologie a un settore in crescita”.

Sono due le realtà che hanno creato i nove nuovi contenitori: EnoKube e Pfaudler.
Joško Gravner

L'obiettivo in casa Gravner è sperimentare il vetro con l'intento di rimodulare l'affinamento in legno (probabilmente accorciandolo). "Per andare a ridurre il periodo in botte grande  - spiega Gregor Viola - cercavamo un contenitore che ci permettesse di non utilizzare l’inox (per evitare l’influenza delle sue cariche sul vino) e abbiamo pensato al vetro, uno dei materiali più nobili e più inerti che l’uomo conosca. Negli ultimi anni abbiamo cercato di sviluppare quest’idea".

La convinzione è che in cantina si possa ottimizzare ulteriormente l'esaltazione della pulizia del vino senza influssi marcanti, allungando la permanenza in vetro che - prima dell'imbottigliamento - vedrà il vino incontrare il vetro come massa.

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