
Un consumo moderato di alcol non solo non è dannoso per l’organismo ma anzi è associato a benefici cardiovascolari e a una riduzione del rischio di mortalità generale. Tuttavia comporta un aumento del rischio di tumore al seno, mentre sono necessarie ulteriori ricerche per approfondire il legame con altre patologie oncologiche.
Il nuovo rapporto Review of Evidence on Alcohol and Health della National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine (NASEM), uno dei più autorevoli organi scientifici statunitensi, cerca di fare chiarezza definitiva, attraverso ulteriori e aggiornate evidenze scientifiche, in materia di benefici e rischi per la salute a seguito di un consumo moderato di alcol, distinguendo tra assunzione misurata e abuso.
La NASEM, istituita nel 1863, rappresenta il punto di riferimento per il governo statunitense per fornire analisi scientifiche indipendenti e guidare le politiche pubbliche su temi complessi di salute, tecnologia e ingegneria.
Il rapporto è stato elaborato seguendo una metodologia scientifica rigorosa: le conclusioni sono il frutto di un processo di consenso tra esperti, sottoposto a peer review da parte di dieci scienziati indipendenti, e costituiranno la base delle future Dietary Guidelines for Americans in materia di nutrizione. L’analisi approfondisce gli effetti del consumo di alcol su diversi aspetti della salute pubblica, adottando un approccio differenziato tra consumo moderato ed eccessivo.

Secondo il rapporto, un consumo moderato di alcol (≤14 g/die per le donne, ≤30 g/die per gli uomini) riduce il rischio di mortalità generale del 16% rispetto ai non consumatori. Nelle donne, questa percentuale raggiunge il 23%, principalmente per i benefici cardiovascolari, con una riduzione significativa, in ambo i sessi, di infarto miocardico e ictus ischemico. L'effetto protettivo sembra legato all'aumento del colesterolo HDL (colesterolo "buono") e a una migliore funzione endoteliale.
Il rapporto conferma però un’associazione tra consumo moderato di alcol e aumento del rischio di tumore al seno, senza una soglia di sicurezza identificata. Per altri tipi di tumore, come quello del colon-retto, le evidenze sono meno solide e richiedono ulteriori approfondimenti. I principali rischi oncologici risultano legati a un consumo eccessivo e prolungato di alcol.
Non emergono inoltre prove scientifiche di una correlazione tra consumo moderato di alcol e rischio di demenza senile. Tuttavia, il rapporto evidenzia la necessità di ulteriori studi per chiarire eventuali relazioni con il declino cognitivo.
Questa revisione prodotta da NASEM introduce una prospettiva maggiormente articolata rispetto alle posizioni più allarmistiche adottate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dal Surgeon General USA, evidenziando con maggiore chiarezza la distinzione tra consumo moderato e abuso di alcol. Il rapporto NASEM ribadisce, inoltre, l'importanza di condurre ulteriori studi per approfondire il legame tra consumo moderato di alcol e il rischio di specifiche patologie, al fine di colmare le attuali lacune conoscitive.

“Il rapporto della National Academies of Sciences propone un’analisi scientifica più equilibrata sul consumo di alcol, distinguendo in modo chiaro tra consumo moderato e abuso – commenta Attilio Giacosa, presidente di IRVAS (Istituto per la Ricerca su Vino, Alimentazione e Salute) - I principali rischi per la salute emergono infatti in relazione a un consumo eccessivo e prolungato. Allo stesso tempo, il rapporto evidenzia la necessità di approfondire ulteriormente i potenziali rischi associati al consumo moderato, in particolare per alcune patologie oncologiche. Questo approccio si discosta dalla posizione più cautelativa del Surgeon General USA, che estende il rischio a qualsiasi livello di consumo senza distinzione. È fondamentale, invece, differenziare tra consumo moderato e abuso per affrontare il tema in modo rigoroso e basato su evidenze scientifiche. Le politiche di salute pubblica devono riflettere questa complessità, promuovendo un’informazione chiara e completa che consenta ai cittadini di compiere scelte consapevoli e responsabili. Se da un lato la ricerca scientifica deve continuare a indagare i possibili rischi legati al consumo moderato di alcol, dall’altro è essenziale evitare di demonizzare comportamenti che, se inseriti in uno stile di vita sano ed equilibrato, possono non comportare effetti negativi. Serve equilibrio e responsabilità, tanto nella comunicazione quanto nell’elaborazione delle politiche di salute pubblica”.
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