
È un'unione d'intenti e non un'unione formale, ma potrebbe rappresentare il primo passo verso un progetto di più lungo termine. Lake Garda Wines è il nome con cui i cinque consorzi del Lago di Garda - Bardolino, Custoza, Garda, Lugana e Valtènesi - si presentano per la prima volta uniti a una fiera di settore, nello specifico il Wine Paris, in programma da lunedì 10 a mercoledì 12 febbraio nella capitale francese.
"L'intento è quello di dare un'immagine chiara e coesa dei vini prodotti intorno al Lago di Garda, con un progetto che esalti le peculiarità di ciascuna denominazione", spiega Fabio dei Micheli, presidente del Consorzio Bardolino Doc.
Nel concreto, il progetto sarà uno stand unico (padiglione 6, stand C 158) a cui parteciperanno 30 aziende da tutte le cinque denominazioni, ma per il momento nei programmi c'è solo Parigi. Alla fiera Prowein di Düsseldorf in Germania - principale destinazione dei vini del Garda e tra i principali paesi di origine dei turisti diretti al lago - la partecipazione sarà individuale. "La Germania ci conosce già molto bene", precisa Roberta Bricolo presidente del Consorzio Tutela Vino Custoza Doc. "In questo momento troviamo più interessante raccontarci in questa forma a Parigi", aggiunge, sottolineando come l'unione sia frutto di una condivisione di obiettivi tra gli enti di tutela.

Obiettivi a parte, l'unione, se formalizzata, avrebbe non pochi numeri da giocare. Le cinque denominazioni infatti, valgono tutte assieme una produzione di circa 83 milioni di bottiglie e oltre 9.400 ettari di superficie vitata. "La zona - ricorda Carlo Alberto Panont, direttore del Consorzio Garda Doc - è tra le più interessanti d'Italia per la sua compenetrazione tra produzione, turismo, attrezzature e logistica".
Con il suo microclima unico, la sua biodiversità, e con secoli di tradizione vitivinicola, il Lago di Garda offre un terreno ideale per la produzione di vino ma anche meta di turismo, estivo e non, in gran parte straniero e proveniente dal Nord Europa.
Secondo Fabio Zenato, presidente del Consorzio Lugana Doc, "con questo progetto puntiamo a consolidare l’identità enologica di ciascuna denominazione, ma anche a trasmettere una visione collettiva che abbraccia sostenibilità, innovazione e un impegno comune per il futuro del vino".
Un impegno che agevola la strada per le aziende più piccole, come sottolinea Paolo Pasini, presidente del Consorzio Valtènesi. “La maggior parte delle aziende della Valtènesi sono vignaioli molto piccoli che non sarebbero in grado di affrontare da soli mercati più complessi e lontani. Per questo l'idea di affrontarli sotto questo cappello ci è sembrata di fondamentale importanza".
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