
Canella, la casa vinicola di San Donà di Piave (VE) produttrice dal 1947 di Prosecco Superiore e conosciuta per aver lanciato il Bellini, un ready-to-drink ante litteram, manda in archivio il 2024 con il raddoppio del fatturato, che tocca i 25 milioni di euro, dato migliore di sempre.
Un risultato che per larga parte si deve al successo oltreoceano dei propri ready-to-drink di alta gamma, segmento in ascesa negli USA ma anche in Italia e in altri paesi, in cui l’impresa è protagonista da quasi 40 anni.
E per “festeggiare” il trend in crescita, l’azienda lancia nel mercato a stelle e strisce un nuovo r-t-d made in Italy, Mimosa Granriviera, un low alcohol (6% vol) frutto di un mix di vino da uve Glera e due produzioni tricolori, la siciliana arancia di Ribera Dop e il bergamotto calabrese. Dopo il pre-lancio nei giorni scorsi a Saint Barth, il Mimosa approderà da marzo nei canali retail e horeca USA attraverso il cobranding con l’importatore Ethica Wines.
Un passo avanti strategico per Canella. “Con il raddoppio del fatturato, il 2024 è stato il nostro migliore anno di sempre – spiega Tommaso Canella, Ceo dell’impresa di San Donà di Piave - Stiamo raccogliendo quanto seminato non solo grazie al Prosecco Superiore ma per effetto di un’idea che partendo dal vino si possa rappresentare l’italianità in maniera fresca, integrata e inclusiva – sottolinea Tommaso Canella - La nostra esperienza nel fenomeno cocktail ci insegna come sia possibile fare squadra anche con le produzioni artigianali del Belpaese: le pesche bianche del Bellini sono realizzate al 40% da noi e al 60% provengono dalla vicina Romagna, per i nostri Mimosa usiamo l’Arancia di Ribera Dop o l’Arancia rossa di Sicilia Igt, le fragole sono del Consorzio di Candonga in Basilicata, i mandarini del nostro Puccini sono quelli tardivi di Ciaculli, un presidio Slow Food nel palermitano”.

L’approdo Usa del Mimosa Granriviera segue quelli fortunati degli altri “pronti da bere” a bassa gradazione di Canella: nell’ultimo anno la produzione del segmento è raddoppiata a livello globale e triplicata nel mercato a stelle e strisce, mentre anche in Italia la crescita riscontrata è in doppia cifra. Il formato da 0,75l è previsto in particolare nella grande distribuzione ma anche nei canali on-trade di hotel, club, centri sportivi per un prezzo medio attorno ai 15 dollari. Tra i mercati target nel breve-medio termine, sempre accompagnati da Ethica Wines, sono in listing il Canada e una quindicina di paesi in Asia. Allo studio anche l’ingresso del Mimosa nel mercato interno, dove sarà tra l’altro rafforzata la presenza del Bellini (5% vol) anche in versione no alcohol.
Nei 12 mesi terminanti a giugno 2024, secondo Niq i cocktail ready-to-drink hanno registrato negli USA una ulteriore crescita (+4% in valore). A livello globale, al netto degli hard seltzer, il trend positivo secondo Iwsr proseguirà sino al 2027 al ritmo medio annuo del 5%, per un controvalore nei 10 mercati chiave di 40 miliardi di dollari. A guidare la crescita, proprio i cocktail e i long drink di qualità superiore. Anche nel Belpaese, secondo una recente indagine Niq, le bevande pronte da bere stanno guadagnando popolarità specie tra i giovani della Gen Z, con il 7% degli italiani che prevede di aumentarne il consumo.
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