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Will Media e Fivi: il 19 gennaio su canale YouTube di Will Media esce "Gradi", il reportage su vino e cambiamenti climatici girato in Italia.

Viticoltura e climate change, Cesconi (FIVI): "ampliare schemi di utilizzo fondi OCM"

di redazione | 13 Gennaio 2025

Fivi e Will Media presentano un reportage su vino e cambiamenti climatici. Online dal 16 gennaio su YouTube “Gradi” che, partendo dai territori e dalla voce dei vignaioli, valica i confini della viticoltura per raccontare un mondo che cambia e le soluzioni che uomini e donne stanno mettendo in campo.

Nel decreto che ripartisce i 323 milioni di euro delle risorse OCM Vino a sostegno del settore vitivinicolo per la campagna 2025/2026, varato a fine 2024 dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste con firma del ministro Francesco Lollobrigida, una quota rilevante (oltre 144 milioni di euro) è destinata alla ristrutturazione e riconversione vigneti. Eppure questi fondi non sembrano utilizzabili per "ripensare" l'approccio alla viticoltura in chiave di reazione al cambiamento climatico.

Sembra infatti che non possano esser ricompresi interventi suggeriti dagli esperti per un approccio meno monocolturale e più sistemico, con l'introduzione di altre piante nel contesto ambientale per proteggere dalle alte temperature e dai patogeni, ma anche lo scavo di canalizzazioni per far defluire le bombe d'acqua e la creazione di bacini idrici per l'irrigazione di emergenza di fronte alla siccità. “Ci sono due centri di controllo che già dialogano con grande difficoltà: uno è quello nazionale, il secondo è quello europeo, per cui anche quando c'è una volontà nazionale di ridestinare i fondi a qualcos'altro, c'è un vincolo europeo che non lo permette”, osserva il presidente FIVI Lorenzo Cesconi, interpellato da Vinonews24 a margine della presentazione di “Gradi. Il vino italiano ai tempi del cambiamento climatico”, il reportage di Will Media realizzato con il supporto della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. “Purtroppo è sempre la burocrazia a governare – aggiunge Cesconi - e fa sì che non ci sia la possibilità di rindirizzare a seconda delle necessità un fondo vincolato agli interventi descritti nella misura specifica”.

Eppure proprio nel dialogo scaturito dalla presentazione del reportage è emerso come questo sia un approccio “vecchio”, superato dai cambiamenti di scenario legati soprattutto ai fenomeni atmosferici – dalla siccità in Sicilia alle alluvioni in Romagna - ma Cesconi conferma che l’associazione proverà a sollecitare un ripensamento. “È chiaro che quando si considerano fondi europei il quadro burocratico si complica tantissimo – dice - Purtroppo è un meccanismo grande, elefantiaco e difficile da reindirizzare, però siamo qui per questo e noi ci proviamo. Proveremo a chiedere che siano previste anche misure di sistemazione, di ripensamento del vigneto rispetto al dissesto idrogeologico”.

WILL MEDIA E FIVI, UN REPORTAGE PER RIPENSARE IL VIGNETO

Sarà online da giovedì 16 gennaio sul canale YouTube di Will Media "Gradi. Il vino italiano ai tempi del cambiamento climatico", il reportage realizzato con la collaborazione di FIVI che racconta il mondo del vino come una “sentinella” delle mutazioni del clima e come cartina di tornasole per capire cosa sta accadendo sul pianeta Terra. Un viaggio che, partendo da vigne e territori e dall’ascolto dei vignaioli, valica i confini della viticoltura per descrivere un mondo che cambia e le soluzioni che uomini e donne stanno mettendo in campo.

"Gradi" accompagna il pubblico in un viaggio in Italia, da sud a nord, per esplorare un contesto fatto di vite e di viti, aggrappate strenuamente alla loro terra d’appartenenza, alla ricerca costante di nuove idee e soluzioni per affrontare le evoluzioni che riguardano il pianeta che abitiamo. Da Siracusa alla Valtellina, passando per le colline romagnole, il documentario osserva e rileva le problematiche più importanti, ma non si ferma a questo: attraverso l’ascolto dei vignaioli, orienta lo sguardo anche alle possibili vie d’uscita, tra adattamento e mitigazione, evitando la strada delle soluzioni semplici e tenendo sempre un occhio attento alla complessità dei fattori, a una visione d’insieme capace di accogliere tutte le sfaccettature.

Grazie alla disponibilità di artigiani e produttrici di vino parte della Federazione, Giulia Bassetto - autrice di Will Media ed esperta di clima e ambiente - ha viaggiato e raccolto le loro testimonianze per raccontare le complessità (prima di tutto ambientali) di creare un prodotto così radicato nel nostro paese. Gli eventi climatici estremi che colpiscono l’Italia, come le ondate di calore, gli incendi, le alluvioni o le grandinate sono sempre più frequenti ed intensi e per questo le tecniche di adattamento sono vitali per chiunque oggi lavora la terra. Proprio per questo, oltre alle testimonianze dei produttori, Bassetto e il team di Will Media hanno intervistato anche due esperti di gestione del territorio che si occupano rispettivamente dell’integrazione di diverse specie arboree all’interno della monocultura della vigna e di gestione dell’acqua. Grazie alle preziose testimonianze nel reportage si lascia spazio alla consapevolezza che le soluzioni per adattarsi al clima che cambia esistono, e i produttori che le stanno adottando ne colgono già l’efficacia.

Gli eventi climatici estremi che colpiscono l’Italia, come le ondate di calore, gli incendi, le alluvioni o le grandinate sono sempre più frequenti ed intensi e per questo le tecniche di adattamento sono vitali per chiunque oggi lavora la terra.
un vigneto colpito dalla grandine

“I vignaioli e le vignaiole italiane sono in prima linea sul fronte del climate change – sottolinea dice Lorenzo Cesconi - Da un lato ne soffriamo le conseguenze, dovendo portare avanti il nostro lavoro seguendo andamenti stagionali pressoché imprevedibili e subendo eventi meteorologici spesso catastrofici, dall’altro con orgoglio rivendichiamo di essere davvero quei custodi di territorio che sempre di più servono al paese, spesso ultimo argine all’abbandono e allo spopolamento, e al conseguente degrado territoriale, paesaggistico e idrogeologico. Come emerso dalla recente indagine Nomisma-Wine Monitor, una delle principali esternalità positive collegate all’attività dei vignaioli indipendenti Italiani è dato dal fatto che l’81% dei vigneti che coltiviamo si trova in collina e in montagna, rispetto al 60% della media italiana, vale a dire in quelle ‘aree interne’ sempre più fragili e a rischio abbandono. Con questo documentario vogliamo raccontare le storie di chi, con sempre più fatica e sempre meno sostegno, mantiene vivi questi territori, investendo e rischiando del proprio. E vogliamo farlo con uno sguardo al futuro, ai vignaioli e alle vignaiole di domani e alle nuove generazioni, nella speranza di consegnare loro non solo un mondo del vino sostenibile, ma un pianeta in equilibrio”.

In questi contesti complessi, i vignaioli mettono in pratica azioni quotidiane inserite in una prospettiva di lungo periodo, per contrastare gli effetti che i cambiamenti climatici hanno sulla viticoltura e sulla produzione di vino. Dalla prolungata siccità siciliana alle alluvioni che hanno più volte devastato l’appennino e le pianure romagnole, fino ai terrazzamenti della Valtellina, dove si guarda anche alla tecnologia per garantire la sostenibilità – ambientale ed economica – di una viticoltura non a caso definita eroica, "Gradi" racconta storie di resilienza e prova a immaginare come sarà la viticoltura del futuro, nella consapevolezza che le ricette facili non sono mai quelle giuste: nessuna soluzione, da sola, risolverà i problemi, ma al contrario potrebbe contribuire a crearne di nuovi. La parola chiave deve essere equilibrio: produttivo, ambientale, socio-economico. È uno sforzo enorme, che impone l’impegno collettivo di tutto il settore, e nel quale anche cittadini e consumatori possono fare la differenza.

 

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