
Asti Docg, Conegliano Valdobbiadene Docg, Prosecco Doc, Brachetto d’Acqui Docg, Lambrusco Doc: sono alcuni degli spumanti che hanno reso famosa in tutto il mondo la produzione enologica italiana. Non tutti sanno, però, che il metodo di produzione che li accomuna, conosciuto come Metodo Charmat, originariamente si chiamava Metodo Martinotti, inventato nel 1895 dal casalese Federico Martinotti, già direttore dell’Istituto Sperimentale per l’Enologia di Asti, di cui si sono da poco celebrati i cent'anni dalla morte.
Studioso, innovatore, vero e proprio pioniere e padre nobile della spumantistica italiana, Martinotti ideò il procedimento che prevede la spumantizzazione in autoclave (un grande contenitore pressurizzato), che consente da un lato di mantenere le caratteristiche varietali delle uve, dall’altro di ottenere lo spumante in alcuni mesi invece che in anni, come nel caso del Metodo Classico, rendendo quindi più semplice, economica e rapida la produzione di spumanti di alta qualità.
La rifermentazione in autoclave si presta particolarmente all’ottenimento di spumanti freschi e profumati, soprattutto da vitigni aromatici, in quanto consente una più efficace estrazione di aromi e sapori in minor tempo rispetto al Metodo Classico. I vini spumanti dolci, spesso prodotti a partire da vitigni aromatici, trovano in questo metodo quello più adatto alla loro produzione.

Con la propria invenzione, Martinotti ha contribuito a rendere il vino un comparto essenziale per l’economia italiana: oggi nel Belpaese quasi ogni cantina produce almeno un vino con il Metodo Martinotti-Charmat e in alcuni distretti lo spumante rappresenta la quasi totalità della produzione.
Oltre a inventare per la prima volta il metodo di rifermentazione naturale in autoclave, poi industrializzato da Charmat nel 1907, Martinotti fu anche un innovatore a tuttotondo. Basti pensare che, durante il proibizionismo, fu incaricato dalla ditta Calissano di produrre uno spumante e un vermouth senza alcol, anticipando un tema oggi di grande attualità.
“Federico Martinotti ha inventato un metodo per la produzione di spumanti che di fatto coincide anche con la storia della nostra denominazione - commenta intervenendo a un convegno Onav Stefano Ricagno, presidente del Consorzio Asti Docg - Celebrare i cento anni della produzione spumantistica italiana significa però non solo guardare ai successi del passato, ma anche riflettere sulle sfide e sulle prospettive future delle bollicine tricolore, a partire da quelle tutelate dal nostro Consorzio".
“Ci sono forti legami storici che uniscono la nostra Denominazione alla visione lungimirante e incisiva di Martinotti - sottolinea il direttore del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg Diego Tomasi - Lo stesso Antonio Carpenè, illustre scienziato, chimico, ricercatore, tra i primi artefici dell’arte spumantistica italiana, aveva intrattenuto un lungo carteggio con lo stesso Martinotti e, pur avendo visioni differenti sull’argomento, alla fine, insieme al figlio Etile, convenne nel seguire le idee sostenute da Martinotti. Oggi sappiamo che il Metodo Martinotti è un processo ideale ad esaltare gli aromi dell’uva Glera”.
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