Vinonews24
HOME
NEWS
SPECIALI
FacebookInstagramXLinkedInFeed
HOME
NEWS
SPECIALI
FacebookInstagramXLinkedInFeed
convegno_viticoltori_montespertoli

Appello da Montespertoli ai viticoltori: “Più cultura, meno coltura”

di Olindo Rampin | 5 Gennaio 2025

In un incontro organizzato dall’Associazione Viticoltori di Montespertoli (Fi), l’agronomo esperto in microbiologia del vino Giacomo Buscioni esorta i produttori ad aumentare le conoscenze per poter affrontare il cambiamento climatico.

Per fortuna a Montespertoli, tra viticoltori e ospiti, alla fine ci si è potuti confortare con una terapia tradizionale e sempre corroborante di ribollite, fiorentine e bicchierate di schietto sangiovese, in svariate annate e versioni, seduti stretti stretti in tre allegre tavolate. Sembrava d’essere in un refettorio conventuale, protetti dallo sguardo comprensivo di Sant’Antonio Abate in una gran pala d’altare nella parete di fondo.

Siamo nella Cappella adiacente alla Chiesa dei Santi Martino e Giusto di Lucardo, appartato e delizioso borgo vicino a Montespèrtoli, in provincia di Firenze, e poco prima è andata in scena “Stappa Montespèrtoli!”, una tavola rotonda organizzata dall’Associazione Viticoltori di Montespertoli sul cambiamento climatico in viticoltura, che ha preso le sembianze di un benevolo ma rieducativo “scappellotto” a vignaioli e giornalisti, rei di non abbeverarsi adeguatamente alle fonti del sapere.

Non pago delle esortazioni ai viticoltori ad “aver maggior conoscenza, perché di ignoranza purtroppo nel mondo dei produttori ce n’è, e ce n’è troppa”, Giacomo Buscioni, responsabile del settore bevande fermentate di FoodMicroTeam, ha scherzosamente ammesso - parole sue - di voler “cazziare” anche i giornalisti del settore, non sempre alieni dallo scrivere “bischerate”.

convegno_convivio_montespertoli
il convegno-convivio a Montespertoli

DI VENDEMMIE CALDE E CONSAPEVOLEZZA IN CANTINA

Nel corso dell’incontro Buscioni ha mostrato i prospetti statistici dal 1994 al 2023 di vendemmie, zuccheri e ph di un vigneto di sangiovese del centro-sud della Toscana. Per evidenziare come, se guardiamo le vendemmie, con tutto che il cambiamento climatico crea problemi, non emerge un anticipo netto. E per rivelare che le annate caldissime - 1997, 2017 e 2022 - non sono quelle con gli zuccheri più alti. Se ne deve dedurre che “l’azione del produttore durante tutto il ciclo annuale della vite è importante” e bisogna saper leggere il momento, “perché la tradizione certo conta, ma da parte dei produttori, visto che le problematiche climatiche aumenteranno, bisognerà avere, in vigna e in cantina, sempre di più conoscenza e cultura”.

Di più - incalza Buscioni - “è più importante la cultura con la U che saper coltivare con la O: senza la cultura non farete la coltura”.

Morale della favola, “il vino di qualità d’ora in avanti non si farà più come si è sempre fatto, come faceva il mi’ nonno non va più bene. La strada a mio avviso non è di fare vigneti sempre più in alto, ma di scegliere dove toglierli e farli in zone maggiormente vocate. Tanto il consumo del vino non aumenterà, anzi diminuirà”. E dei giornalisti del settore, che dire? “I cambiamenti climatici devono portare a un cambiamento culturale del produttore, ma anche di chi scrive di vino, per evitare di leggere banalità o cose non vere”.

VITICOLTORI E PIOVOSITÀ, CONTA LA DISTRIBUZIONE

A spezzare il pane della scienza con Buscioni è intervenuto anche l’agrometeorologo e ricercatore dell’Istituto per la BioEconomia del CNR Marco Moriondo, che in verità è stato clemente e ha risparmiato tirate d’orecchi agli astanti. E gli interventi dei due esperti sono stati intervallati dai racconti dei viticoltori, che hanno portato la loro testimonianza sulle annate 2022 e 2023 di cinque aziende del territorio: Fattoria Parri, Podere Ghisoni, Fattoria di Bonsalto, Podere dell’Anselmo, La Leccia.

Dati Istat alla mano, Moriondo ha avuto gioco facile a mostrare che in Italia dal 1960 al 2012 le serie storiche ci dicono che la diminuzione delle piogge e l’aumento della temperatura non sembrano aver provocato una tendenza all’aumento o alla diminuzione delle rese per ettaro. Diverso il discorso per gli anni successivi, ma il problema “non è tanto la quantità di pioggia che cade nell’anno, ma come si distribuisce nell’arco della stagione, perché questo ha una notevole ripercussione su tutte le pratiche che si devono fare per cercare di rattoppare quello che sta succedendo”.

Per cui l’importanza è sì di capire che il clima sta cambiando, ma soprattutto che è più variabile. “Imparare questa variabilità - conclude Moriondo - mette in condizione il produttore di dire: una parte del raccolto lo lascio a se stesso, perché non lo posso sostenere, una parte cerco di proteggerlo perché in qualche maniera mi può garantire un prodotto qualitativo”.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

     

     

     

     

    è DISPONIBILE L'APP DI VINONEWS24.
    SCARICALA ORA PER ACCEDERE AI NOSTRI CONTENUTI DAL TUO SMARTPHONE!

    VinoNews24 - testata registrata presso il Tribunale di Grosseto, RG 361/2025
    direttore responsabile: Giambattista Marchetto
    editore: TheNews24 associazione culturale - località Le Stiacce 1 - 58044 Cinigiano (GR) - Italia - P. IVA IT01712420536 | R.E.A. GR-222719
    info@vinonews24.it
    ©2025
    Iscriviti alla newsletter VinoNews24
    magnifiercrosschevron-down linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram