
Bilancio 2023-2024 positivo per Terre Cevico, il gruppo enologico romagnolo che dallo scorso 1 gennaio si è dato un nuovo assetto organizzativo, passando da Consorzio a Cooperativa di primo grado con filiera di produzione tutta interna, socio viticoltore al centro del sistema e nuovo Cda.
Il primo bilancio con le incorporazioni a regime (Le Romagnole, Winex, Romagnole 2, Due Tigli, Rocche Malatestiane, Enoica) evidenzia un fatturato consolidato di 206 milioni di euro con un utile netto di 1,6 milioni di euro, plusvalore per soci a 8,2 milioni di euro (il valore originato dalla differenza tra le liquidazioni dei prodotti conferiti e il prezzo di mercato) e patrimonio netto a 79,3 milioni di euro
Il confronto con le annate precedenti registra un fatturato consolidato in crescita del + 5% rispetto all’esercizio precedente. Un dato che sale in doppia cifra nell’ultimo triennio per una crescita del +51% rispetto all’esercizio 2020/2021 (136 mln) anche in funzione delle acquisizioni realizzate.
Per quanto riguarda il settore del confezionato, a crescere è soprattutto il mercato italiano che sale a quota 83,7 milioni di euro registrando un +3% sull’anno precedente (81,2 mln).
L’export ha invece un’incidenza del 46% sui ricavi di prodotto confezionato del gruppo, grazie a operazioni di mercato in 90 nazioni, tra cui Giappone, Svezia, Stati Uniti, Cina, Ucraina. Negli ultimi sette anni il valore delle esportazioni è passato dai 42,9 milioni dell’esercizio 2017/18 ai 71 milionu del 2023-2024 (+65%). I primi tre mercati esteri di imbottigliato vedono al primo posto il Regno Unito (9,5 milioni di Euro), il Giappone (7,7 milioni di Euro) e la Svezia (6,5 milioni di Euro).
In Italia il gruppo cresce in valore nella Grande distribuzione con 54,7 milioni di euro (+3,4%) e nel canale horeca, che vale 19 milioni di euro (+ 7,8%).
Numeri positivi arrivati anche dalla vendemmia 2024. Oltre i 960.000 quintali di uva conferita, con la raccolta meccanizzata che rappresenta ormai il 75% del totale.

"Il sistema Cevico in 60 anni ha realizzato importanti risultati per i soci ma per continuare su questa strada è necessario gestire la crescita con efficienza produttiva ed organizzativa – dichiara il presidente di Terre Cevico Franco Donati - Sarebbe un grave errore destinare ulteriori risorse solo per tamponare le inefficienze senza affrontare le necessarie innovazioni organizzative, societarie e tecnologiche. Fuori nessuno ci fa sconti e tutta la cooperazione agricola che guarda al futuro deve orientarsi al mercato senza indugi, senza lasciare indietro nessuno ma assumendosi anche la responsabilità di scelte inderogabili per rendere possibile la convivenza tra i principi cooperativi e l’essere vera impresa. La riorganizzazione di Terre Cevico va in questa direzione e i numeri di questo bilancio e del budget 2025 ne sono la dimostrazione concreta”.
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