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Nomisma: Cina, decollano consumi bio (65% li acquista). Vino italiano simbolo di qualità. 92% soddisfatto di qualità Food&Wine Made in Italy.

Cina, decollano i consumi bio. Il vino Made in Italy sinonimo di qualità

di redazione | 20 Dicembre 2024

Secondo un’analisi di Nomisma per la Piattaforma ITA.BIO, nel paese asiatico il 65% delle famiglie acquista prodotti a marchio biologico. Il 92% si dichiara soddisfatto della qualità del Food&Wine Made in Italy, mentre un terzo dei consumatori è attratto dai vini bio tricolori.

Cresce in Cina il mercato dei prodotti biologici. Il 65% delle famiglie acquista prodotti a marchio bio mentre il 57% dei consumatori dichiara l'intenzione di aumentare il consumo di prodotti biologici nei prossimi due o tre anni, riconoscendo l'importanza di una buona alimentazione per migliorare la qualità della vita.
In questo scenario i prodotti Made in Italy si stanno ritagliando uno spazio importante. Circa 1 consumatore cinese su 2 prevede di incrementare l'acquisto di cibo e bevande italiane, attratto dalla loro qualità e autenticità. Inoltre, il 92% si dichiara soddisfatto dell'attuale qualità del food&wine Made in Italy e l'86% apprezza la varietà di opzioni biologiche e sostenibili nell'offerta a scaffale nel paese del Dragone.
Queste le principali evidenze che emergono dall'indagine di Nomisma su un campione di responsabili degli acquisti alimentari della famiglia tra i 18 e i 55 anni, appartenenti alla middle-upper class (40-100 mila renminbi annui) di Pechino, Shanghai, Guangzhou e Hong Kong, realizzata nell'ambito del focus Cina di ITA.BIO, la piattaforma online di dati e informazioni per l'internazionalizzazione del biologico Made in Italy curata da Nomisma e promossa da ICE Agenzia e FederBio.
"Il mercato del biologico in Cina è in forte espansione, con prospettive di crescita molto promettenti anche per i produttori italiani – evidenzia Nomisma - Nello specifico, le vendite di prodotti bio sul mercato interno hanno dimensioni significative: 12,4 miliardi di euro nel 2022 (+46% rispetto al 2019), che rappresentano il 9% delle vendite mondiali e che fanno della Cina il terzo mercato al mondo per consumi di prodotti biologici. L'interesse per il bio è però ancora molto concentrato nelle high-tier cities e nell'upper class, tanto che la spesa pro-capite per prodotti biologici non supera i 9 euro a persona (a titolo di paragone, negli Stati Uniti è di 176 euro e in Italia 62 euro) seppure salita del +50% rispetto al 2018".

Il 92% del campione di cittadini cinesi intervistato da Nomisma si dichiara soddisfatto dell'attuale qualità del food&wine Made in Italy
il vino bio (e non) Made in Italy spopola in Cina

Il 30% DEI CONSUMATORI CINESI ATTRATTO DAL VINO BIO MADE IN ITALY

Negli ultimi anni, il mercato del vino in Cina ha dovuto affrontare sfide considerevoli dovute al calo dei consumi e delle importazioni. Queste difficoltà sono state ulteriormente aggravate dalla pandemia di Covid e dal rallentamento dell'economia del paese. Nonostante tali difficoltà, la Cina rappresenta l'ottavo paese al mondo per consumi di vino e mostra segni di resilienza, continuando a configurarsi come un mercato con potenzialità di crescita molto rilevanti.
Dall'indagine di Nomisma emerge come circa 4 consumatori su 10 hanno consumato vino di uva almeno una volta nell'ultimo anno. L'Italia si colloca al secondo posto, subito dopo la Francia, tra i paesi produttori di vino di maggiore qualità nel percepito dei consumatori cinesi. Questa posizione di prestigio ha un impatto diretto sull'interesse crescente verso i nostri vini biologici. Sebbene ad oggi solo il 7% dei wine users cinesi li ha consumati (in primis i millennials appartenenti alla upper classi) quasi 1/3 dei consumatori sarebbe interessato a conoscere maggiormente le caratteristiche distintive dei vini biologici made in Italy.
Cosa potrebbe favorire un maggior consumo di vino biologico in Cina? Per un 39% dei consumatori intervistati, la possibilità di trovare - nei negozi o locali frequentati abitualmente - vini bio prodotti da cantine italiane famose. Un altro 37% evidenzia la necessità di una maggior visibilità per i vini biologici, ad esempio attraverso scaffali dedicati esclusivamente a questa categoria all'interno dei punti vendita. Un ulteriore 30% dei consumatori suggerisce "più vini biologici nelle wine list dei ristoranti" mentre il 28% si dice favorevole all'introduzione di esperienze di degustazione nei punti vendita frequentati.
L'Italia si posiziona poi al terzo posto tra le preferenze dei consumatori cinesi per i prodotti di alta qualità. Quasi 4 cinesi su 10, infatti, hanno acquistato alimenti italiani nell'ultimo anno, spinti dalla ricerca di qualità e tracciabilità. Il 43% dei consumatori considera questi aspetti fondamentali, mentre il 19% apprezza in modo particolare l'origine 100% italiana delle materie prime. Inoltre, un 16% sceglie i prodotti italiani per le loro proprietà salutistiche, confermando così l'attenzione crescente verso un'alimentazione più sana e sicura. Un altro elemento importante è la presenza del marchio biologico: per il 22% dei consumatori cinesi è un fattore decisivo. Infatti, negli ultimi 12 mesi, il 20% ha acquistato almeno una volta prodotti alimentari o bevande biologiche Made in Italy. L'interesse per il biologico italiano cresce soprattutto tra chi ha visitato l'Italia negli ultimi cinque anni ed è maggiormente diffuso tra i millennials, caratterizzati da un alto livello di istruzione e appartenenti alla fascia più alta della classe sociale.

L'interesse per il biologico italiano cresce soprattutto tra chi ha visitato l'Italia negli ultimi cinque anni ed è maggiormente diffuso tra i millennials, caratterizzati da un alto livello di istruzione e appartenenti alla fascia più alta della classe sociale.
millennials cinesi, particolarmente attratti da vino e propdotti bio italiani

Tuttavia, i consumatori cinesi esprimono la necessità di maggiori informazioni rispetto alle caratteristiche e alle garanzie offerte dal bio italiano: 8 consumatori su 10, infatti, desidererebbero avere informazioni più dettagliate, in particolare riguardo alla tracciabilità, ai controlli sul prodotto biologico e agli aspetti legati alla sostenibilità. Tra le leve da attivare per accrescere il consumo dei prodotti bio Italiani vi sono una maggiore accessibilità dal punto di vista del prezzo e l'ampliamento dell'assortimento nei punti vendita abituali. A questo riguardo, il 21% dei consumatori sarebbe più propenso a scegliere prodotti bio se avesse la possibilità di fare assaggi direttamente in negozio, mentre il 13% apprezzerebbe degustazioni nei ristoranti. L'indagine di Nomisma evidenzia anche che il 28% dei consumatori cinesi sarebbe pronto ad acquistare un nuovo prodotto bio Made in Italy se lo trovasse a marchio di un produttore noto o preferito, mentre il 15% sarebbe motivato da sconti o promozioni. Ma quali sono i prodotti con le maggiori prospettive di crescita per il biologico Made in Italy? Vino, pasta, frutta e verdura, oltre a latte e derivati, sono le categorie in cui i consumatori cinesi cercano la presenza del marchio biologico, e su cui l'origine italiana rappresenta un valore aggiunto.

IL CONSUMATORE BIO IN CINA: ATTENTO ALLA SALUTE E ALLE PROPRIETÀ NUTRIZIONALI DEI PRODOTTI

Lo studio condotto da Nomisma evidenzia che negli ultimi 12 mesi, il 65% dei cittadini cinesi intervistati ha acquistato almeno un prodotto alimentare o una bevanda biologica. Il profilo tipo del consumatore comprende millennials con figli, caratterizzati da una forte propensione agli acquisti online, un reddito elevato e un alto livello di istruzione.
La propensione all'acquisto di prodotti biologici è principalmente motivata da una crescente attenzione alla salute. Infatti, il 47% dei consumatori cinesi sceglie i prodotti bio perché li considera più sicuri e con proprietà nutrizionali superiori. Inoltre, circa 1 consumatore su 5 li seleziona per la fiducia nella qualità e nelle garanzie offerte, mentre il 17% li apprezza per il loro contributo al rispetto della biodiversità.

"La Cina è un paese dalle ottime prospettive per i prodotti biologici, il cui consumo risponde a un'esigenza sempre più diffusa di salute e benessere - dichiara il direttore ICE Pechino e coordinatore della rete di Uffici ICE in Cina e Mongolia Francesco Pensabene – Oltre naturalmente ai negozi specializzati, tutti i principali canali di vendita, dai supermercati ai ristoranti, dalle piattaforme online ai mercati agricoli, propongono prodotti biologici soddisfacendo in questo modo le diverse abitudini di acquisto dei sempre più numerosi consumatori. L'Agenzia ICE in Cina è attivamente impegnata su questo fronte, così come testimoniato dagli importanti accordi di collaborazione siglati con alcune tra le più importanti GDO locali, le quali rappresentano un'importante vetrina di riferimento per la promozione sia dei prodotti biologici italiani che del vivere sano".

"La Cina rappresenta il terzo mercato mondiale per i prodotti biologici, dove le produzioni agroalimentari bio Made in Italy sono particolarmente apprezzate, aprendo a significative opportunità di crescita - sottolinea Aldo Cervi, coordinatore Sezione Soci Operatori dei Servizi FederBio - L'acceso al mercato cinese è vincolato, però, all'ottenimento della certificazione biologica sulla base della legislazione nazionale cinese, rilasciata esclusivamente da enti di certificazione locali. Per supportare le società italiane nel posizionamento in questo mercato in grande espansione, FederBio Servizi in collaborazione con ITA Agenzia, Nomisma, Bologna Fiere, Qualitas Studio e l'Agenzia di Certificazione Cinese COFCC ha attivato il progetto Go China, strutturato per supportare le società interessate non solo nella fase di certificazione ma anche in quella di promozione e commercializzazione dei prodotti biologici italiani in Cina".

La propensione all'acquisto di prodotti biologici è principalmente motivata da una crescente attenzione alla salute. Infatti, il 47% dei consumatori cinesi sceglie i prodotti bio perché li considera più sicuri per la salute e con proprietà nutrizionali superiori
una consumatrice cinese al supermercato

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