
Le bollicine italiane stanno per tagliare lo storico traguardo di 1 miliardo di bottiglie esportate nel 2024. Secondo l’analisi dell’Osservatorio UIV sugli ultimi dati Istat relativi ai primi 9 mesi di quest’anno, per la prima volta le bottiglie di spumante dirette all’estero (528 milioni) hanno superato quelle di rossi e rosati (524 milioni) e allungato ulteriormente sui bianchi (460 milioni). Un sorpasso destinato a consolidarsi alla luce di una corsa, quella delle bollicine italiane, che ha visto quintuplicare la propria produzione nel giro di vent’anni e che – secondo l’Osservatorio UIV-Ismea – si appresta a infrangere la quota record di 1 miliardo di bottiglie entro il 31 dicembre, con 355 milioni di pezzi consumati in Italia e nel mondo solo per le festività.
Gran parte del merito di questo exploit va ascritto al Prosecco, non solo perché vale il 75% del totale spumante, ma anche perché il miliardo e 300 milioni di euro generato da gennaio a settembre viene da un fazzoletto di terra: 40mila ettari circa sommando le tre denominazioni (Conegliano Valdobbiadene, Asolo e Prosecco Doc). Il 6% del totale a vigna nazionale che in termini di valore (+12%) rivendica il 22% dei 6 miliardi di export targato Italia.
“Dei tanti traguardi raggiunti in questi anni dallo spumante questo è tra i più significativi – evidenzia il segretario generale UIV Paolo Castelletti – Lo sparkling italiano vince sui competitor stranieri perché è ‘pop’ e si rivolge a target trasversali, e perché in diversi casi è abbinabile a una tendenza cocktail che dagli Usa sta ormai diventando globale. Un successo del metodo Charmat ascrivibile in gran parte alla galassia Prosecco e alla sua gestione, per un’area che pur rappresentando solo il 6% del vigneto Italia oggi sta tenendo a galla il nostro export”.

Lo spumante, in generale, è dunque l’assoluto protagonista della crescita dell’export italiano di vino. Al netto dell’incremento in doppia cifra delle bollicine, in termini di volumi spediti nel periodo dal vigneto Italia si passerebbe infatti dal +3,4% complessivo a un +0,5%. In impennata anche il valore della categoria, che nel periodo sale a 1,7 miliardi di euro, il 29% del totale export del Belpaese. Secondo l’Osservatorio, l’Italia si sta quindi sempre più trasformando in uno sparkling wine country, con gli spumanti già in testa rispetto a bianchi e rossi tricolori in numerosi paesi: non più solo UK, ma anche Francia, Polonia e Repubblica Ceca, Spagna, Russia. Negli Stati Uniti (38% per i bianchi, 37% per gli spumanti), il sorpasso sarà cosa fatta per fine anno.
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