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Trento Doc, A Villa Corniole lo "Zero" si fa riserva. Da 1000 bottiglie nel 2009 a 45mila del 2024. Così nasce Zero Riserva Blanc de Blancs.

Trento Doc, a Villa Corniole lo "Zero" si fa riserva

di Elena Morganti | 8 Dicembre 2024

Da 1000 bottiglie tirate nel 2009 alle 45mila del 2024: il Trento Doc è un progetto in cui l’azienda familiare Villa Corniole in Val di Cembra, crede fortemente, come confermano i numeri e i riconoscimenti nazionali e internazionali. Così nasce Zero Riserva Blanc de Blancs.

Produrre Trentodoc per Villa Corniole, azienda familiare di Verla di Giovo, in Valle di Cembra, non è un semplice lavoro: è un progetto di salvaguardia della tradizione e del territorio, è passione e amore verso un simbolo identitario. Dalle 1000 bottiglie tirate nel 2009 l’azienda è passata alle 45mila del 2024, 15 anni attraversati da riconoscimenti nazionali e internazionali.

Un percorso avviato su stimolo di Sara, Linda e Sabina – le tre figlie dei titolari Onorio Pellegrini e Maddalena Nardin da cui il brand di spumante metodo classico Salísa prende il nome – che oggi si arricchisce di un nuovo tassello: lo Zero Riserva Blanc de Blancs.

"Vendemmia 2018, il nostro dosaggio zero, è un prodotto di grande classe che acquisisce ancora più eleganza dopo un lungo affinamento – spiega Maddalena Nardin – Da qui la decisione di proporlo come Riserva e prolungare ulteriormente il tempo di permanenza sui lieviti fino a 60 mesi così da esaltare al massimo le caratteristiche uniche del terroir calcareo di Giovo, da cui provengono le uve 100% Chardonnay".

Del resto i cosiddetti Pas Dosé o Brut Nature rappresentano una tipologia di spumante sempre più apprezzata dai consumatori finali, poiché ideali per qualsiasi tipo di abbinamento e in grado di far emergere l'identità del territorio produttivo e lo stile delle case spumantistiche. "Attualmente – aggiunge Nardin – un terzo delle bottiglie di bollicine che commercializziamo sono di questo tipo".

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Nate da vigneti su terreno calcareo esposti a ovest, una volta raccolte le uve vengono sottoposte a una pressatura soffice per poi passare a fermentazione e affinamento per circa l'85/90% in serbatoi di acciaio inox e per la parte restante in tonneaux. Segue la rifermentazione in bottiglia secondo il metodo classico.

Nel calice di Riserva Salisa Trentodoc il perlage è paffuto e media durata. Naso di limone, vaniglia, un accenno di caramella d'orzo e toffee. Al palato la bolla punge e si ritira in fretta, l'acidità tagliente fa il paio con sensazioni erbacee, che completano un sorso dal finale asciutto e dal carattere molto più schietto di quanto preannunciato dai profumi.

Zero Riserva Blanc de Blancs è il nuovo nato di casa Villa Corniole

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