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Pinot grigio, Doc Delle Venezie leader in gdo e studia un low-alcohol

di redazione | 6 Dicembre 2024

Secondo dati ISMEA, il pinot grigio vive un momento positivo nella grande distribuzione. Doc Delle Venezie detiene una quota di mercato del 30%. Per il futuro, il Consorzio di tutela punta su coordinamento interregionale, sostenibilità, apertura ai low-alcol.

Il pinot grigio attraversa un buon momento nel segmento della grande distribuzione in Italia e la Doc Delle Venezie, leader di mercato con una quota del 30%, spinge sull'acceleratore e studia un prodotto low-alcohol per ampliare il range dei consumatori potenziali. L'ha annunciato il presidente del Consorzio Doc Delle Venezie Albino Armani, parlando dei nuovi trend di mercato al Verona Wine Summit, confermando che il CdA ha avviato il progetto per spingere sulla produzione di un pinot grigio a bassa gradazione (circa 9 gradi alcolici). Il tutto dovrà passare però per una modifica del disciplinare, che attualmente prevede il grado minimo a 11 gradi.

In attesa di nuovi prodotti legati a nuove tendenze, per il pinot prigio si evidenziano buone performance anche grazie al momento favorevole per la tipologia rispetto ai trend di consumo. E questo per il leader Doc Delle Venezie, ma anche per gli "inseguitori" Dop del Friuli (23%), dal Trentino (20%) e dall'Alto Adige (11%). Le vendite nei supermercati italiani hanno mostrato forti incrementi all'inizio del 2024, con margini di crescita, mentre la distribuzione delle vendite delle Igp è più variegata, con l'Igp Dolomiti particolarmente forte nella gdo (58%), seguita dal Pinot Grigio Igp Provincia di Pavia (6%) e dall'Igp Terre di Chieti (5%).

I dati, elaborati da ISMEA, sono stati presentati in occasione della tavola rotonda promossa dal Consorzio Doc Delle Venezie, un’occasione di approfondimento con istituzioni, attori della filiera, rappresentanti del mondo della ricerca e gdo sui numeri della denominazione, sul posizionamento della Doc delle Venezie nella grande distribuzione, principale canale distributivo, e sui cambiamenti delle abitudini di consumo.

Stefano Sequino, direttore del Consorzio Doc Delle Venezie, sottolinea il potenziale della riforma delle IG come strumento da esplorare nel breve periodo, richiamando l'importanza, in questo nuovo scenario, del ruolo dei Consorzi anche per garantire un reddito equo per i produttori. Per Sequino sarà inoltre importante riflettere sull'applicazione di clausole di ripartizione del valore, soprattutto per filiere articolate come quella del Pinot Grigio Doc Delle Venezie, per assicurare stabilità e rafforzare la redditività. E ricorda che “in Italia abbiamo un quadro normativo considerato un modello ma occorre andare avanti, mediante l'adozione di modifiche alla disciplina interna, per consentire la concreta applicazione della regolamentazione europea: è il caso, ad esempio, dell'apertura ai vitigni resistenti per la produzione di vini a denominazione di origine, una strada in linea con i principi di rafforzamento della sostenibilità ambientale indicati dalla PAC, una possibilità da valutare sotto il profilo tecnico ma comunque oggi bloccata dall'attuale impostazione del Testo unico del vino".

SGUARDO SULLE COOPERATIVE: DALLA SOSTENIBILITÀ ALLA VALORIZZAZIONE DEL MERCATO INTERNO

Per Silvano Nicolato della società cooperativa vicentina Vitevis, il Pinot Grigio, coltivato su 400 ettari dei 2.700 totali, rappresenta il denominatore comune di tutte le cantine del gruppo, che conta 1000 viticoltori e 15 milioni di bottiglie l’anno. La cooperativa per il futuro continua a porre l’accento sui temi della sostenibilità. "Da sempre andiamo in questa direzione – sottolinea Nicolato - e l'adesione a differenti schemi di certificazione ci ha aiutato ad accrescere il nostro imbottigliato perché, soprattutto all'estero, andiamo incontro alla domanda del consumatore. Si tratta di argomenti da comunicare e promuovere unitamente alla territorialità della denominazione. Non ultimo dobbiamo avere propensione ad innovarci per incontrare le richieste di mercato oggi più orientate a frizzanti e spumanti e il nostro territorio con il Pinot Grigio può avere tanto da dire".

Stefano Sequino, direttore del Consorzio Doc Delle Venezie, sottolinea il potenziale della riforma delle IG come strumento da esplorare nel breve periodo
Stefano Sequino, direttore del Consorzio Doc Delle Venezie

Alessandro Mutinelli di Italian Wine Brands, gruppo produttivo più grande a livello nazionale con circa 170 milioni di bottiglie vendute nel 2023, dove il Pinot Grigio rappresenta il 10% del fatturato totale, evidenzia l’importanza della leva dell’export per far capire come valorizzare la denominazione anche sul mercato interno. "Noi il Pinot Grigio Doc lo vendiamo solo all'estero – dice Mutinelli – soprattutto in USA e UK, dove viene identificato come il vino bianco italiano. Sarà possibile replicare lo stesso successo nel mercato italiano solo trovando la giusta chiave di comunicazione. Gli elementi contemporanei per farlo ci sono – gradazione alcolica moderata, modernità, accessibilità, versatilità e opportunità di consumo – e su questi il Consorzio deve lavorare per far emergere anche i valori di territorio e vincere i limiti che oggi sono legati ai prezzi concorrenziali di altre Indicazioni geografiche".

Tra le cooperative, Collis Veneto Wine Group rappresenta circa 2mila soci per circa 6mila ettari vitati complessivi, di cui 1100 di Pinot Grigio Doc Delle Venezie. Lo sguardo è rivolto ai nuovi trend di consumo. "La nostra attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale, con oltre 483 aziende certificate Equalitas, ci favorisce nel momento in cui presentiamo il prodotto al consumatore sempre più attento ed esigente – evidenzia l’ad Pierluigi Guarise – Per intercettare un pubblico giovane è necessario studiare una strategia di comunicazione che metta in primo piano i nuovi trend e che punti anche su packaging accattivanti ed attrattivi".

Un’analisi sul mercato dello sfuso la fa invece Patric Lorenzon di Med.&A., associazione nazionale agenti d'affari in mediazione e agenti di commercio. "Il mercato dello sfuso percepisce una garanzia di qualità costante nel Pinot Grigio Doc Delle Venezie rispetto ad altre Indicazioni Geografiche – sottolinea - grazie anche ad un grande valore aggiunto che è il contrassegno di Stato rilasciato da Triveneta Certificazioni. Una crescita qualitativa che va di pari passo con l'aumento del valore della Doc, che negli ultimi cinque anni ha registrato un +30% arrivando oggi a 1,05 euro/litro, dovuto sì al lavoro di gestione dell'offerta del Consorzio ma anche al fatto che il consumatore finale ritrova nella Doc Delle Venezie le caratteristiche intrinseche e autentiche che si aspetta dalla varietà".

 

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