
“Gli annunciati dazi USA rischiano di aggravare una congiuntura già difficile se non si diversifica il mercato e soprattutto se si perseguono politiche di chiusura commerciale. Per questo Unione Italiana Vini sostiene fermamente l’accordo Mercosur e condivide il via libera dell’Italia ai vini dealcolati, una nicchia che potrebbe comunque aprire le porte a nuovi target e Paesi”. Lo sostiene il presidente UIV Lamberto Frescobaldi, che mette in evidenza come l’Italia sarebbe il paese fornitore europeo maggiormente esposto in caso di nuovi dazi aggiuntivi statunitensi.
Dall’analisi delle importazioni nei primi 9 mesi di quest’anno condotta dall’Osservatorio UIV, emerge infatti come gli USA siano oggi la “stampella commerciale” delle vendite italiane (+4,4% nel periodo), con una domanda che ha contribuito a limitare il calo a valore delle spedizioni verso 11 paesi top buyer a -1,5%. Al netto del mercato a stellke e strisce, la perdita salirebbe infatti a -4,9%. Meno traumatico l’effetto sulla Francia, che passerebbe dall’attuale -7,3% a -8,5%.

“Il 60% dell’export italiano – chiarisce Frescobaldi – è concentrato su 5 mercati, con gli Stati Uniti che da soli valgono quasi un quarto delle nostre spedizioni: non possiamo chiuderci anche verso mercati, come ad esempio il Brasile e l’America Latina, che per radici culturali potrebbero ampliare i nostri orizzonti commerciali”.
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