
"Il modello cooperativo continua a dimostrarsi vincente, capace di coniugare la valorizzazione del lavoro dei viticoltori con una gestione imprenditoriale moderna ed efficiente. I risultati confermano la solidità di un sistema che fa della collaborazione e della condivisione dei valori la propria forza".
Il presidente di Gruppo Cavit Lorenzo Libera, riconfermato alla guida dell'azienda dall’assemblea dei soci, commenta positivamente il bilancio consuntivo 2023-2024 nonostante una flessione del fatturato del -5,2%, dovuta principalmente alla fusione per incorporazione di Casa Girelli SpA, società precedentemente controllata al 100% da Cavit SC.
L’utile rimane stabile a 4,9 milioni, così come l’export (75,7% dei volumi), che sembra non risentire dell’aumento dell’inflazione. Si rafforza inoltre il patrimonio netto che sale oltre i 120 milioni (+6,1%).
"In un contesto economico globale complesso, caratterizzato da rallentamento e incertezze, il nostro Gruppo ha dimostrato grande capacità di adattamento e visione strategica - sottolinea Enrico Zanoni, dg del Gruppo Cavit - L'incorporazione di Casa Girelli è stata portata a termine nel rispetto delle maestranze senza compromettere la solidità aziendale, come dimostrano i risultati positivi delle attività core e il rafforzamento patrimoniale. Questa performance conferma la bontà delle scelte strategiche intraprese che privilegiano la capacità di generare valore e consolidare la struttura patrimoniale e finanziaria, piuttosto che la mera crescita del fatturato”.
Quest’anno il bilancio consolidato del Gruppo Cavit include le controllate Cesarini Sforza SpA (100%), GLV Srl (80%) e Kessler Sekt & Co KG (50,10%), a seguito della fusione per incorporazione di Casa Girelli SpA, società precedentemente controllata al 100% da Cavit SC, operazione finalizzata all'ottimizzazione della struttura societaria e all'efficientamento gestionale.
In un quadro macroeconomico ancora instabile, l'esercizio 2023-2024 ha visto un graduale rientro delle dinamiche inflazionistiche sui costi energetici e delle materie prime. Tuttavia, il rallentamento dell'economia mondiale e il deterioramento della fiducia dei consumatori hanno impattato significativamente sui consumi, specialmente nel settore vitivinicolo, delineando uno scenario complesso nel quale il Gruppo ha dovuto operare con particolare attenzione alle dinamiche di mercato.
In questo contesto, il fatturato consolidato di Cavit ha registrato una flessione del 5,2%, attestandosi a 253,3 milioni di euro rispetto ai 267,1 milioni dell'esercizio precedente.
Una riduzione di circa 13,8 milioni di euro principalmente riconducibile al percorso di dismissione delle attività non strategiche di Casa Girelli (-18,2 milioni), avviato con l'incorporazione e destinato a proseguire nell'esercizio successivo. Il calo dei volumi è stato in parte bilanciato dalle positive performance delle attività core del Gruppo.
La stabilità del risultato netto consolidato (4,9 milioni di euro rispetto ai 4,8 dell'esercizio precedente), nonostante la contrazione del fatturato, conferma, secondo quanto evidenzia il Gruppo, "il successo delle scelte strategiche e la solidità della gestione operativa".
In questa direzione, il fatturato della capogruppo Cavit SC raggiunge i 224,7 milioni di euro, con un incremento del +8,3% che include il contributo dell'incorporazione di Casa Girelli. Al netto di questa operazione, la crescita organica si conferma positiva (+1,8%).
Prosegue anche la crescita delle linee di spumantistica del Gruppo, con un portfolio che spazia dal Metodo Classico allo Charmat attraverso i marchi Altemasi Trentodoc, Cesarini Sforza, Kessler Sekt e lo Spumante Müller di Cavit.

La stabilità del risultato netto, unita al significativo rafforzamento patrimoniale, conferma scelte strategiche orientate alla razionalizzazione del business, come evidenziato dalla posizione finanziaria netta di circa 22 milioni di euro. Da segnalare l'incremento del patrimonio netto, che si attesta a oltre 120 milioni (+6,1%).
L'export anche nel 2023-2024 copre il 75,7% dei volumi, in linea con la tornata precedente.
Negli Stati Uniti, primo mercato di sbocco per il Gruppo, Cavit dimostra maggiore tenuta rispetto alla contrazione generalizzata del mercato e consolida la leadership nel segmento Pinot Grigio, nonostante il progressivo cambiamento nelle preferenze delle nuove generazioni verso altre tipologie di bevande alcoliche. In questo contesto, l'innovazione di prodotto si conferma elemento chiave per rispondere ai mutamenti della domanda.
Nei mercati europei, nonostante il rallentamento generalizzato dei consumi, il Gruppo registra una moderata crescita, con performance positive nel Regno Unito grazie al canale horeca, ripresa in Germania nella gdo e trend costante in Olanda. Segnali incoraggianti per la spumantistica giungono anche dai mercati asiatici, in particolare Corea del Sud e Giappone.
In Italia, in un mercato sostanzialmente stabile a valore (+0,9%) ma in calo nei volumi (-3,9%), il Gruppo registra una performance positiva nel canale moderno.
Sostenibilità e innovazione continuano a essere due obiettivi fondamentali per Cavit.
Nel programma di sostenibilità, si conferma il ruolo centrale della piattaforma tecnologica PICA, che dal 2010 evolve per indirizzare le pratiche di viticoltura integrata, di precisione e smart. A questa si uniscono, tra le altre, la certificazione ISO 14.001 per il sistema di gestione ambientale.
Anche sul fronte delle operations, Cavit adotta pratiche di gestione sostenibile, quali la riduzione dell’uso di risorse naturali, il ricorso a fonti di energia rinnovabile, il riciclo e il riutilizzo dei materiali, nonché la limitazione delle emissioni di gas serra.
Prosegue inoltre la collaborazione strategica con le Fondazioni Edmund Mach e Bruno Kessler su programmi di ricerca pluriennali orientati al miglioramento dei processi produttivi e al rispetto ambientale, verso una viticoltura sempre più sostenibile e tecnologicamente avanzata.
Nel corso dell'esercizio 2023-2024, inoltre, il Gruppo ha ampliato il proprio portfolio con due novità. Nella Linea Trentini Premium, dedicata al canale horeca, è stato introdotto Cum Vineis Sclavis Trentino Doc Schiava, una scelta che risponde al crescente trend di consumo orientato verso vini più leggeri e immediati, valorizzando al contempo un vitigno autoctono della tradizione trentina.
Il portfolio si è inoltre arricchito con una nuova referenza nella gamma Altemasi Trentodoc.

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