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Federvini, in 2024 export vini +4,7% e spirits +4%. Positive per vino vendite in gdo a valore. +1,3% out of home ma calano consumi notturni.

Federvini, nel 2024 tengono export vini (+4,7%) e spirits (+4%)

di redazione | 30 Novembre 2024

Secondo l’Osservatorio dell'associazione, nonostante uno scenario globale complesso, il settore ha mantenuto buone performance. Positive, per il vino, le vendite in gdo a valore ma scendono i volumi (-1,1% sul 2023). Cresce dell'1,3% l’out of home ma calano i consumi notturni.

In un 2024 dominato da uno scenario economico complesso, il settore dei vini e degli spirits mantiene buone perfomance soprattutto grazie alla leva delle esportazioni e alle vendite a valore in gdo, mentre continuano a calare i consumi fuori casa in fascia serale e notturna, nonostante un +1,3% a valore complessivo. Lo rivela l'ultima edizione dell'Osservatorio Federvini, a cura di Nomisma e TradeLab.

Secondo i dati Nomisma, nei primi otto mesi dell'anno l'export di vini supera i 5 miliardi di euro e si attesta nella media dei principali esportatori mondiali con un +4,7% in valore e +3,2% a volumi rispetto allo stesso periodo del 2023, mentre soffrono competitor di peso quali Francia e Spagna. Gli spumanti italiani restano i protagonisti con importazioni in aumento in Australia (+11,2%), Francia (+8,3%) e Stati Uniti (+5,3%).
Gli spirits italiani registrano un incremento del 4% in valore per 1,2 miliardi di euro di valore generato nei primi otto mesi dell'anno: su tutti si distinguono i mercati cinese (+24,9%), tedesco (+7,5%) e statunitense (+5,5). L'export di liquori cresce in particolare in valore in Francia (+16%), Stati Uniti (+10%) e Germania (+3%), mentre la grappa registra un rallentamento generale limitando la sua crescita al Canada (+27%).

IN GDO GLI SPUMANTI GUIDANO LE VENDITE

Sempre secondo i dati Nomisma, le vendite in gdo si mantengono in positivo sul fronte dei valori ma continuano a cedere in volume (-1,1% rispetto al 2023), con i vini che nei primi nove mesi dell'anno raggiungono i 2,1 miliardi di euro (+1,1% in valore sul 2023). Gli spumanti si distinguono per un'ulteriore crescita (+3,5% in valore), guidata da Metodo Classico (+4,6%) e da Charmat Secco, con in testa il Prosecco (+4,2%). Per i vini fermi e frizzanti crescono i vini a marchio Igp (+1,6% in valori e +3,7 a volume) mentre i Dop, che rappresentano oltre la metà del valore totale delle vendite, si mantengono stabili a valori (+0,2%) ma si riducono nei volumi (-2,9%).

le vendite in gdo si mantengono in positivo sul fronte dei valori ma continuano a cedere in volume (-1,1% rispetto al 2023), con i vini che nei primi nove mesi dell'anno raggiungono i 2,1 miliardi di euro (+1,1% in valore sul 2023)
i vini in gdo crescono a valore ma diminuiscono nei volumi

Nello stesso periodo gli spiriti mostrano andamenti differenziati flettendo lievemente in valore (-0,1%) rispetto al 2023 e con un giro d'affari di 861 milioni di euro. Gli aperitivi alcolici premiscelati crescono del 9,2% a valore mentre distillati ed acquaviti confermano la loro posizione preminente rappresentando insieme il 42,6% delle vendite. La grappa resta il prodotto più consumato del segmento generando vendite per 90 milioni di euro, al contrario, soffrono i liquori dolci come Sambuca (-4,7% a valori) e quelli cremosi (-1,4% a valori) compensato però dall'ottima performance dei prodotti a base di amaretto (+5,3% a valori) e di quelli a base d'uovo (+6,1% a valori).

UN ANNO COMPLESSO. PESANO I COSTI DEL PACKAGING

“Nell'anno che si avvia a conclusione i comparti produttivi rappresentati da Federvini hanno confermato una significativa capacità di resilienza – sottolinea l’associazione - pur messa a dura prova da un quadro economico incerto, da un PIL italiano stimato in lieve crescita al +0,8%, e da un andamento debole del clima di fiducia di imprese e consumatori”.
Il 2024 si conferma quindi un anno complesso per il settore. A fronte di una riduzione dei costi energetici, quelli relativi al packaging, seppure in lenta discesa, sono ancora decisamente più alti rispetto ai valori di inizio 2021, in particolare pet +24%, carta +47% e vetro +67%. Lo scenario è stato inoltre caratterizzato negativamente da tensioni sui mercati internazionali, dovuti anche alla recente introduzione dei dazi cinesi sulle importazioni di acquaviti e dal rallentamento dei consumi fuori casa, legato al contesto economico non favorevole.

"I dati dell'Osservatorio dimostrano quanto la filiera dei vini, spiriti e aceti italiani pur affrontando sfide complesse, continui ad essere un asset strategico per l'economia italiana - dichiara Micaela Pallini, presidente di Federvini - Ma non mancano segnali di difficoltà legati anche ai precari equilibri geopolitici ed è quindi fondamentale continuare ad investire nella promozione internazionale e nella difesa dei nostri comparti. Per garantire stabilità e crescita a lungo termine, è necessaria un'azione di sistema tesa a rafforzare il ruolo dell'Italia in sinergia con tutti gli attori della filiera, per valorizzare le eccellenze e rispondere con prontezza alle nuove esigenze dei mercati internazionali".

"I dati dell'Osservatorio dimostrano quanto la filiera dei vini, spiriti e aceti italiani pur affrontando sfide complesse, continui ad essere un asset strategico per l'economia italiana" dichiara Micaela Pallini, presidente di Federvini
Micaela Pallini, presidente di Federvini

OUT OF HOME, ANCORA IN CALO I CONSUMI SERALI E NOTTURNI

L'approfondimento a cura di TradeLab evidenzia nei primi tre trimestri del 2024 una crescita dell'1,3% in valore per il mercato out of home, a fronte di una diminuzione dell'1,1% nelle visite. La colazione si conferma il momento di consumo più stabile (+1,5% a valore), grazie alla sua accessibilità economica e all'abitudine consolidata degli italiani. Prosegue invece la sofferenza delle occasioni serali: l'aperitivo cede l'1,9% in termini di presenze, la cena lo 0,8% che però segna un +1% a valore, mentre diminuiscono sensibilmente i consumi nella notte (-4,4%).
Quest'anno le bollicine mantengono una tendenza positiva (+1% a valore), soprattutto nelle occasioni di aperitivo serale mentre i vini, i cocktail alcolici e gli spiriti lisci subiscono un calo del 2%. Per gli amari e i dopo pasto la flessione risulta invece più marcata (-5%) a causa della contrazione del consumo a cena pur mantenendo una discreta popolarità nelle pizzerie.

nei primi tre trimestri del 2024 si evidenzia una crescita dell'1,3% in valore per il mercato out of home, a fronte di una diminuzione dell'1,1% nelle visite
calano i consumi notturni nel fuori casa

 

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