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Nomisma: in Italia calano consumi vino ma volano spumanti. Si consolida enoturismo, giovani dettano trend e cercano qualità e sostenibilità.

In Italia calano consumi vino ma volano spumanti. Giovani dettano i trend

di redazione | 27 Novembre 2024

Ricerca Nomisma evidenzia flessione consumi in Europa (-18 milioni ettolitri in ultimi 20 anni). Segmento spumanti raggiunge in Italia il 24%, cresce prezzo medio bottiglie esportate. Enoturismo asset strategico; le nuove generazioni cercano nel vino qualità e sostenibilità.

Italia popolo di santi, poeti e navigatori. Un po’ meno di bevitori, visto che dal 2013 al 2023 il consumo di vino nel Belpaese è diminuito di 7,5 milioni di ettolitri (da 29,3 a 21,8), seguendo un trend tutto europeo che vede il calo andare in doppia cifra (-18 milioni). Crescono invece i consumatori occasionali (da 45% a 60%), soprattutto over 25.
In generale si assiste a uno switch dei consumi, con quello in altre aree come Stati Uniti, Asia e Australia che cresce invece di anno in anno. Tuttavia, il fenomeno è accompagnato da un aumento del valore percepito grazie alla riqualificazione dell’offerta e al cambio di mix produttivo.
Da notare che tra i consumatori di vino in Italia si consolida la quota delle donne, che ha raggiunto il 41,5% (+15,5% negli ultimi otto anni), orientate a prodotti di qualità e salutistici.
Nonostante i consumi al ribasso, l’Italia rimane saldamente il primo produttore mondiale di vino, ma si posiziona al secondo posto per valore delle esportazioni, superata dalla Francia (12 miliardi di euro).

Nel Belpaese la geografia del vino è dominata da una miriade di piccoli produttori: le prime 5 imprese generano il 14% del fatturato, mentre le prime 100 coprono il 55%, lasciando ampio spazio ai piccoli artigiani del vino. Il panorama vitivinicolo italiano si distingue di conseguenza per la sua varietà e frammentazione: 30mila aziende di trasformazione, di cui 1.800 a carattere industriale, 241mila imprese agricole impegnate nella fase iniziale della filiera, un fatturato complessivo di 16 miliardi di euro, pari al 9% del settore Food&Beverage italiano, e 7,8 miliardi di euro di export, corrispondenti al 15% del totale F&B.
Una filiera, quella del vino, che dà lavoro a 74mila addetti diretti, ma il numero sale a 1,3 milioni considerando logistica, distribuzione, ristorazione e turismo enogastronomico.

In generale si assiste a uno switch dei consumi, con quello in altre aree come Stati Uniti, Asia e Australia che cresce invece di anno in anno.
il cambiamento dei consumi di vino nel mondo negli ultimi 20 anni

I dati sono stati elaborati da Nomisma Wine Monitor e presentati da Roberta Gabrielli, Head of marketing and business processes di Nomisma, a Roma al forum Mondiale delle Donne del Vino, a cui hanno preso parte dodici delegazioni da tutto il mondo collegate online.
L’appuntamento ha offerto una giornata di dialogo per analizzare le tendenze di consumo globali e per condividere strategie volte ad affrontare le sfide e le opportunità del settore vitivinicolo internazionale, esplorando i mutamenti degli stili di vita, le nuove aspettative dei consumatori e il ruolo crescente delle donne come protagoniste di questo cambiamento.

CRESCONO SPUMANTI E DECOLLA ENOTURISMO. NUOVE GENERAZIONI DETTANO TREND DI CONSUMO

In un trend ormai consolidato in cui l’incidenza dei vini sfusi è scesa dal 35% al 19%, il segmento degli spumanti (Prosecco incluso) la fa da padrone, quadruplicando negli ultimi 20 anni la sua fetta di mercato, passata al 24%. Aumenta anche Il prezzo medio all’export dei vini imbottigliati, cresciuto del 70%, dai 2,57 euro/litro del 2010 ai 4,37 euro/litro del 2023.
Com’è logico che sia, è il cambiamento degli stili di vita e delle preferenze dei consumatori a ridisegnare il mercato globale. Millennials e Gen X dimostrano una maggiore attenzione ai vini di qualità, alla diversità regionale e agli aspetti legati alla salute, mentre i Baby Boomers mantengono abitudini più tradizionali.
I consumatori più giovani, in particolare la Gen Z, cercano invece vini che siano non solo di qualità, ma anche sostenibili, autentici e capaci di raccontare una storia. Sostenibilità e packaging eco-friendly sono diventati fattori determinanti nelle scelte d’acquisto, mentre cresce l’interesse per edizioni limitate e nuove modalità di consumo, come il vino in lattina, particolarmente apprezzato all’estero.
Ed è per questo che i produttori cercano sempre di più di sedurre i consumatori, soprattutto i più giovani, con prodotti innovativi e scelte che vanno di pari passo o anticipano i trend.
Oltre ai giovani la rivoluzione internazionale dei consumi la sta costruendo anche l’enoturismo, che, con un giro d’affari di 2,9 miliardi di euro nel 2023, rappresenta ormai una risorsa strategica, soprattutto per le piccole aziende. Questo settore sta conoscendo una rapida crescita, alimentato dall’aumento dei flussi turistici e dall’interesse per esperienze autentiche legate al territorio. Anche in questo caso, una spinta decisa arriva dalle nuove generazioni, che amano viaggiare e visitare cantine, socializzare e provare nuove esperienze.

Com’è logico che sia, è il cambiamento degli stili di vita e delle preferenze dei consumatori sta ridisegnando il mercato globale
vino, come cambiano le preferenze in base all'età

 

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