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Italia regina d'Europa per numero aziende vinicole certificate B Corp. Secondo B Lab Italia, sono 30% del totale europeo e 10% mondiale.

Italia del vino medaglia d'oro europea di sostenibiltà con 7 aziende B Corp

di redazione | 23 Novembre 2024

Secondo un’indagine di B Lab Italia, il Belpaese raccoglie il 30% delle aziende virtuose certificate B Corp presenti in Europa e il 10% di quelle mondiali, dimostrando grande attenzione verso le tematiche ambientali e sociali.

Italia regina d'Europa per numero di aziende vinicole certificate B Corp, modello selettivo che “premia” le imprese virtuose in grado di rispettare elevate performance di sostenibilità sociale e ambientale. Con un totale di 7 aziende, il Belpaese raccoglie il 30% delle B Corp presenti in Europa (23 in totale) e il 10% delle realtà presenti in tutto il mondo (72 imprese), superando la Francia e la Danimarca (rispettivamente 6 e 3 B Corp) e dimostrando di aver intrapreso con decisione la strada della sostenibilità nel settore vitivinicolo.

Lo rivelano i dati emessi da B Lab Italia, l'organizzazione no-profit che coordina il movimento delle B Corp nel nostro paese.

Queste 7 aziende virtuose - Perlage Winery, Feudi di San Gregorio, Avignonesi, Tasca d'Almerita, Cielo e Terra, Perrini, Marcel Zanolari –, che nel 2023 hanno generato un fatturato aggregato di oltre 125 milioni di euro, fanno parte di un movimento che, ad oggi, in Italia conta 309 B Corp, che occupano oltre 29mila persone, generando un fatturato che supera i 15,5 miliardi di euro e che pongono l'Italia tra i paesi leader nell'Unione Europea.

L'ottenimento della Certificazione B Corp si conferma un fenomeno in crescita nel settore vinicolo a livello globale: dal 2022 ad oggi, infatti, la filiera ha registrato un incremento del numero di certificazioni del 43% in Italia e del 60% in Europa e nel mondo. E ancora, nel nostro paese, altre 16 aziende hanno deciso di approcciare il modello B Corp e misurare le proprie performance attraverso il B Impact Assessment (BIA). Inoltre, 2 sono già nel percorso di Certificazione per il 2025. Unite alle 7 B Corp, sono dunque 25 le aziende vinicole italiane che si misurano con gli standard ESG di B Lab.

Oltre all'impatto positivo sull'ambiente e sulla comunità, la Certificazione B Corp porta con sé ricadute anche in termini economici. La crescita del fatturato risulta essere parte integrante del modello B Corp, come dimostra una recente ricerca, realizzata dal Research Department di Intesa Sanpaolo in collaborazione con B Lab Italia, secondo cui, nel 2022, l'andamento del fatturato di queste imprese ha presentato una crescita pari al 32,4% in termini mediani rispetto al 2019, superiore rispetto al 19% registrato dalle imprese non B Corp.

Con un totale di 7 imprese, il Belpaese raccoglie il 30% delle B Corp presenti in Europa (23 aziende in totale) e il 10% delle realtà presenti in tutto il mondo (72 imprese)
Italia regina di sostenibilià nel settore vitivinicolo

7 AZIENDE TRACCIANO LA ROTTA VIRTUOSA DEL FUTURO

Le B Corp nel settore vinicolo si distinguono non solo per la propria eccellenza produttiva, ma in particolar modo per l'impegno verso la sostenibilità e la responsabilità sociale, trovando nell'ambiente l'innovazione tecnologica da cui partire per promuovere un reale cambiamento positivo nella filiera.
Tra gli esempi più virtuosi Perlage Winery, che ha risparmiato oltre una tonnellata di materiale da imballaggio convenzionale, grazie alla creazione di materiale a fibre estensibili, ed evitato l'emissione di 214 tonnellate di CO2 attraverso la produzione di bottiglie più leggere.
A sua volta, Feudi di San Gregorio utilizza il 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili, mentre il 40% è autoprodotta da impianti fotovoltaici. Inoltre, l'azienda ha sviluppato l'implementazione di metodi di coltivazione a sempre minore impatto, l'adozione di componenti di packaging più sostenibili, fino a progetti nel sociale.
Avignonesi, dal canto suo, ha piantato alberi e piante autoctone per proteggere le viti e la biodiversità locale e sta implementando soluzioni di economia circolare per i packaging volte ad aumentare la percentuale di materiali riciclati e riciclabili.
Tasca D'Almerita, ancora, ha potuto evitare l'emissione di 8,54 tonnellate di C02 grazie alla riduzione del peso delle proprie bottiglie e aumentato del 13% la superficie destinata a zone naturali, incolte, laghi, torrenti e boschi. Ha anche dato impulso alla nascita di SOStain, il primo programma di sostenibilità per la viticoltura siciliana.
Perrini, invce, alleva animali liberi al pascolo per fertilizzare in modo naturale, sostiene i fornitori e le comunità locali e aderisce al progetto Wine-AUT di solidarietà per ragazzi autistici.
Marcel Zanolari, per parte sua, sta abbandonando la monocoltura e introducendo specie vegetali sinergiche al terreno per rendere i vigneti più sani e i vini di maggiore qualità, oltre ad impiegare preparati biodinamici e naturali in alternativa a pesticidi e fertilizzanti.
Cielo e Terra dal 2017 si alimenta esclusivamente con energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili certificate, dimostrando un impegno concreto verso la sostenibilità. Negli ultimi cinque anni, l'azienda ha recuperato oltre 45 mila metri cubi di acqua, l'equivalente del consumo annuale di circa 250 famiglie, ha ridotto del 10% la produzione di rifiuti rispetto al 2022, con un calo di circa 40 tonnellate di scarti. La totalità dei rifiuti aziendali è destinata ad operazioni di recupero e riciclaggio, sottolineando l'impegno per una gestione circolare dei materiali. Grazie a questi risultati, Cielo e Terra si conferma la cantina con il più alto fatturato ad essere Zerowaste e con la migliore Water Footprint (WFP) tra le cantine certificate VIVA. Dal 2025, l'azienda utilizzerà solo materiali certificati FSC, rafforzando ulteriormente il suo approccio sostenibile e responsabile."utilizza il 100% di energia da fonti rinnovabili e si impegna nella riduzione del consumo di acqua e di energia elettrica, oltre a limitare la produzione di rifiuti da imballaggio.
"Il settore vinicolo è un fiore all'occhiello dell'economia italiana e della nostra identità culturale - commenta Anna Puccio, managing director di B Lab Italia - Le aziende B Corp che operano in questa filiera sono l'incarnazione del savoir faire, e rappresentano modelli virtuosi, creando valore e generando impatti positivi per l'ecosistema naturale, l'ambiente, le comunità e le persone che ci lavorano. Queste realtà hanno scelto di fondere innovazione e sostenibilità, abbracciando la filosofia B Corp, impegnandosi in varie azioni per una viticoltura sostenibile, come ad esempio riducendo l'uso di pesticidi, proteggendo e valorizzando il proprio territorio. Come B Lab Italia celebriamo e supportiamo queste imprese che si distinguono per la loro attenzione alle pratiche rigenerative, un aspetto che rappresenta l'essenza del Made in Italy".

B Lab Italia, l'organizzazione no-profit che coordina il movimento delle B Corp nel nostro paese
B Lab people

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