
Il MASAF (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste) ha riconosciuto il Consorzio di Tutela Tintilia del Molise tra quelli che proteggono e promuovono il legame unico tra i prodotti di eccellenza italiani e i loro territori d’origine.
Salgono così a 135 i Consorzi riconosciuti nel settore vitivinicolo e si rafforza il sistema di aggregazione che il Belpaese detiene per i prodotti di qualità.
“I consorzi di tutela - ricorda in una nota il MASAF - giocano un ruolo cruciale nella gestione delle Indicazioni Geografiche, garantendo la protezione, la promozione e la valorizzazione di prodotti che rappresentano le eccellenze italiane, sia a livello nazionale che internazionale. Grazie al loro impegno, ogni prodotto rimane fedele alle tradizioni locali, offrendo ai consumatori la garanzia di qualità, autenticità e origine, pilastri fondamentali del Made in Italy”.
"La storia di un vitigno, la Tintilia del Molise Doc, rappresenta una vicenda emblematica nella definizione dei rapporti tra le caratteristiche lito-morfo-climatiche di un determinato territorio e lo sviluppo delle attività umane su di esso condotte - si legge nell'introduzione al vitigno pubblicata sulla rivista Geologia dell'Ambiente - Giunto piuttosto tardi nel suo attuale areale di produzione (si crede nel primo Ottocento), in breve tempo ebbe larga diffusione nell’intero Molise, senza che però si tenesse conto delle notevoli differenze fisiografiche dei vari ambiti sub-regionali. Il vitigno, per questo, mal si adattava alla generalità dei siti molisani (in particolare sulla costa adriatica) e subiva un fortissimo processo di contrazione che ne stava sancendo la scomparsa a favore di impianti viticoli a più alta produttività. Un’intensa opera di recupero colturale, con la riappropriazione degli ambiti collinari e pedemontani che gli sono più congeniali, ha rinnovato l’interesse per la tintilia, tanto da condurla a conseguire la DO con Disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Tintilia del Molise” (approvato con DM nel 2011). Oggi si può quindi affermare che tra il vitigno e il territorio di sua esclusiva coltivazione si è raggiunto un significativo esempio di corrispondenza identitaria e di oculata governance territoriale, tanto da poter conferire ai distretti vitivinicoli molisani la qualifica di paesaggi della Tintilia. Tali paesaggi possono inserirsi in un contesto più ampio di un turismo sostenibile e consapevole, ai fini della tutela paesaggistica, ambientale e storica del territorio molisano, oltre a rappresentare per le aree interne una forma di crescita economica ed occupazionale da non sottovalutare".
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