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Vini Kasher, mercato in crescita fino al +7% (USA). Analisi Edorado Freddi International: in Italia in Lombardia e Lazio la domanda più alta.

Vini Kasher: un mercato in crescita nel mondo fino al +7%

di redazione | 19 Novembre 2024

Secondo l’analisi di Edoardo Freddi International, in Lombardia e Lazio la domanda più alta di prodotti Kasher. I vini bianchi come moscato, Prosecco e pinot grigio re dell'export. In Europa già a fine 2024 previsto un +5% di richieste sul 2023, +7% negli Usa.

Il mercato globale dei vini kasher corre verso una crescita con tasso annuo composto (CAGR) del 5-7% nei prossimi cinque anni. Già nel 2024 ci sarà un amento della domanda del +5% sul 2023 in Europa, soprattutto nei ristoranti e nei punti vendita gourmet, e del +7% circa rispetto all'anno scorso negli Stati Uniti, dove la richiesta è trainata sia dalle festività religiose che dalla crescente popolarità dei prodotti kasher nel mercato mainstream.
È il quadro previsionale che emerge dall'analisi dell'Osservatorio sull'export dei vini kasher realizzata da Edoardo Freddi International, tra le maggiori realtà italiane di export management del settore vinicolo, che nel 2023 ha registrato oltre 86 milioni di euro di fatturato gestito e 35 milioni di bottiglie commercializzate e che collabora con diverse cantine italiane che commercializzano vini kasher.

La parola kasher in ebraico significa "conforme alla legge" o "adatto" e indica che un alimento è stato prodotto in ottemperanza alle regole dietetiche prescritte dalla Bibbia. Una cultura del mangiare e del bere fondata su norme ferree e particolari che implica una selezione certosina dei prodotti. Ma a cosa è dovuta la sua rapida crescita anche nelle scelte di consumatori di religioni e usanze diverse? "In Italia I prodotti certificati ‘Kasher’, e i vini in particolare – spiega Edoardo Freddi, ceo di Edoardo Freddi International - sono sempre più acquistati non solo da ebrei osservanti, ma anche da cittadini di altre confessioni perchè la certificazione, molto intransigente, è ormai percepita come sinonimo di 'prodotti agroalimentari italiani di qualità ed eccellenza'. Infatti, non sono pochi i brand italiani famosi che si sottopongono a questi rigidi controlli con l'obiettivo di evidenziare il prestigio dei propri prodotti".

Secondo la CCPB (l'ente italiano che certifica i cibi kasher secondo un accordo di collaborazione con la Orthodox Union statunitense, il più grande ente mondiale per la certificazione kasher di prodotti alimentari) le regole prevedono che sia possibile cibarsi di animali ruminanti e con l'unghia fessa (bovini, ovini e caprini e animali selvatici come i cervi) purchè vengano macellati da esperti secondo i dettami. Oltre a questi sono conformi alla legge ebraica anche i pesci con pinne e squame e i volatili domestici come i polli. È inoltre proibito nutrirsi di insetti, alimenti che contengano sangue e mischiare carne con latticini. La certificazione dei prodotti kasher spetta quindi a enti terzi accreditati con la collaborazione indispensabile di un rabbino, come, oltre al già citato CCPB, IKU (Italy Kasher Union), QMSitalia e Gcerti in Italia, nel resto del mondo l'ente certificato Star-K (Star Kasher) con sede a Baltimora negli Stati Uniti.
Un “protocollo” rigido, dunque, che, come detto, riguarda anche i vini.
La top 5 delle regioni italiane per domanda di prodotti enogastronomici kasher vede in testa a parimerito Lazio e Lombardia, grazie all’mportanza delle comunità ebraiche di Roma e Milano; al secondo troviamo invece l'Emilia Romagna, che non a caso ha diversi brand che producono kasher. Sul gradino più basso del podio il Veneto assieme al Friuli-Venezia Giulia, che dal marzo 2023 finanzia le aziende agroalimentari qualora richiedano la certificazione kasher per i propri prodotti. Al quarto e quinto posto, rispettivamente, Toscana e Piemonte.

Edoardo Freddi International, tra le maggiori realtà italiana di export management del settore vinicolo,collabora con diverse cantine italiane che commercializzano vini kasher
Edoardo Freddi, ceo di Edoardo Freddi International

UN MERCATO IN CONTINUA CRESCITA

L'Europa (e l'Italia) stanno guardando con interesse a questo mercato in grande crescita, ma secondo l'Osservatorio sull'export dei vini kasher di Edoardo Freddi, il principale mercato attualmente è quello USA: "Dagli Stati Uniti arriva la maggiore richiesta di vini kasher e stimiamo che il 60% della produzione mondiale di questa tipologia di vini venga consumata qui, in particolare in città come New York e Los Angeles che ospitano grandi comunità ebraiche - evidenzia Edoardo Freddi - Naturalmente anche Israele è grande consumatore di kasher e ha una grande cultura enologica. Molti dei vini best seller nel mondo provengono dal nord di questo stato. I paesi europei restano leggermente più indietro, ma comunque davanti a quelli asiatici che si sono solo affacciati al mondo kasher. Francia, Regno Unito, Belgio e Italia sono quelli con maggiore richiesta e con un trend che aumenterà ancora nei prossimi cinque anni".

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