
È una selezione che per qualcuno potrebbe avere l’aura della nuova era Trump la Top10 rilasciata anche per il 2024 dalla rivista Wine Spectator. Una lista che fa pedigree, ma soprattutto che può cambiare le vendite (e il prezzo) di un’etichetta per l’annata in cui viene premiata.
Il 2024 è dunque l’anno del cabernet sauvignon. Sì, perché il vitigno la fa da padrone scorrendo i primi cinque vini scelti dalla redazione di WS, dato che anche la prima etichetta italiana sul podio – ovvero il Tignanello di Antinori – ha nel blend una componente significativa di cab sauvignon.
Un po’ più variegata la parte bassa della top10: due pinot noir dagli States e quell’intrigante blend di grenache, mourvèdre, syrah, cinsault, clairette e altri vitigni minori che dà vita al Vieux Télégraphe Rouge dall’appellation Châteauneuf-du-Pape. Al nono posto - per la nostra gioia – il raffinato Barolo Albe 2020 di G.D. Vajra. Chiude la Top10 uno chardonnay californiano – sì, il primo bianco sta al decimo posto, alla faccia delle tendenze di mercato che spingono verso i bianchi.
Dopo quattro anni consecutivi ad alta intensità di sangiovese, con due Brunello di Montalcino sul podio – Fattoria dei Barbi nel 2022 e Argiano nel 2023 – conseguenti agli ottimi piazzamenti di Le Chiuse nel 2020 e San Filippo nel 2019, il principe dei rossi toscani non appare nella Top10 2024.

La Top100 annuale di Wine Spectator, la selezione dei redattori per le nuove uscite più “entusiasmanti” recensite nell'ultimo anno, “racchiude il mondo del vino, rappresentando tutto, dalle annate stellari ai cambiamenti di leadership nelle aziende vinicole”, si legge sul sito di WS. “La Top 100 di ogni anno offre spunti sulla tradizione e l'innovazione nelle regioni vinicole di tutto il mondo, dalle nuove tendenze e dai protagonisti emergenti ai nomi noti che raggiungono una qualità superiore”.
Nelle degustazioni alla cieca del 2024, i redattori di WS hanno recensito circa 10.500 vini, di cui 5.765 hanno ottenuto un punteggio di 90 punti o superiore. “Questo è stato il nostro punto di partenza per selezionare la Top100, valutata per qualità (in base al punteggio), valore (in base al prezzo), disponibilità (casse prodotte o importate negli Stati Uniti) e, soprattutto, l'energia e la storia dietro il vino, ciò che chiamiamo il fattore X”, aggiungono dalla redazione americana.
La lista – specificano – “è un quadro generale dell'anno nelle uscite di vino, che comprende sia imbottigliamenti altamente valutati che valori incredibili. L'annata 2021 è una delle protagoniste principali di quest'anno: è stata un'annata eccellente per il cabernet sauvignon della California e in Toscana, aiutando l'Italia a catturare il 20 percento delle voci. D'altro canto, il 2021 è stato più difficile in Francia, riducendo la consueta importanza del paese nella lista”.
Sono 25 i vini che si sono guadagnati un posto nella Top100 per la prima volta quest'anno. Nel complesso, il punteggio medio è di 93 punti, il prezzo medio di 68 dollari.
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